General Motors, drastica riduzione di piattaforme e di motorizzazioni
Pubblicato da: Riccardo Guerra

Qual’è la prima cosa che si fa, quando ci si trova in una situazione economica personale infelice? E quale quella che si decide di compiere quando la situazione infelice non è soltanto personale, ma addirittura planetaria? Ci si sbarazza di tutto ciò che è superfluo e che toglie profitto (ragionando in termini prettamente monetari e spudoratamente commerciali). È quello che vuole fare General Motors, una delle ex Big Three degli Stati Uniti, che ha accusato colpi molto forti durante gli scorsi anni: oggi, il management della società americana ha deciso di arginare le perdite e di limitare gli sprechi (il sogno americano, quello fatto di sovrabbondanza, è forse terminato? O solo momentaneamente dimenticato?). Come? Riducendo drasticamente la quantità di piattaforme e di propulsori disponibili sul proprio scaffale ed utilizzati da tutti i brand che gli appartengono. Pulizie di primavera, nella speranza che questo contribuisca ad invertire la tendenza negativa di questi mesi. Quando inizierà? Da questo istante. Continua a leggere: General Motors, drastica riduzione di piattaforme e di motorizzazioni

Saab a rischio chiusura
Pubblicato da: Luciano
 la Saab 9-3 Convertible Independence Edition, che celebra il primo anno di indipendenza dalla General Motors
“Nulla tenaci invia est via”, ovvero nessuna strada è preclusa al tenace. È il motto della casa olandese Spyker che, nel 2006, ha rilevato dalla General Motors il brand svedese Saab. Ma a quanto pare la tenacia non sembra bastare a Victor Muller e Jan-Åke Jonsson, rispettivamente fondatore della Spyker Cars N.V. il primo e amministratore delegato della Saab il secondo.
Lo spettro della chiusura definitiva aleggia sopra lo storico marchio svedese. Il 6 aprile scorso, infatti, lo stabilimento di Trollhattan ha nuovamente abbassato le saracinesche e stavolta fino a data da destinarsi. Il problema, come ammette la portavoce del gruppo Gunilla Gustavs, è la mancanza di liquidità e la conseguente insolvenza verso i fornitori.
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General Motors, richiamate 232.931 vetture
Pubblicato da: Moreno
Altra brutta notizia dovuta a una serie difettosa di vetture. Stavolta, il ritiro interessa la General Motors che ha richiamato 232.931 auto in Cina per sostituire i tubi del carburante difettosi.
Il richiamo riguarda 133.074 berline 2 litri e 2,4 litri “Regal” prodotti a partire dal 18 settembre 2008 al 14 ottobre 2010, e 99.857 vetture 2.4 litri “LaCrosse” prodotte dal 20 aprile 2009 al 14 ottobre 2010.
Il difetto potrebbe causare la rottura del tubo del carburante in corrispondenza dei giunti in condizioni estreme.
General Motors, assunzioni a Flint
Pubblicato da: Moreno
Buone nuove per i lavoratori del comparto automobilistico che fanno capo alla GM: la General Motors, infatti, ha annunciato di voler assumere 750 lavoratori a Flint, nel Michigan, per aumentare la produzione di pickup.
Lo comunicano i sindacati e l’azienda aggiungendo che questi ultimi si uniranno ai 2.000 lavoratori già attivi. Mark Reuss, presidente di Gm North America, ha spiegato il progetto volto al consolidamento della clientela e alla volontà di espansione del marchio:
“Si tratta di una risposta alla crescente domanda dei clienti ma allo stesso tempo è un segnale importante quello di portare lavoro nell’area di Flint“.
Flint, lo ricordiamo, è la sede originario della Gm ma successivamente è diventato simbolo del declino del settore auto negli Stati Uniti.
General Motors, nuovi investitori dalla Cina e dall’Arabia Saudita
Pubblicato da: Riccardo Guerra
 Foto: AP/Lapresse
L’Initial Public Offering (IPO) di General Motors al mercato azionario ha portato, oggi, ad una nuova distribuzione del pacchetto del colosso statunitense. Attenzione: il maggiore azionista rimane il Governo degli Stati Uniti, grazie al Dipartimento del Tesoro, anche se questo vuole diminuire di circa la metà la propria fetta di proprietà, permettendo così di rimpinguare le casse del conglomerato di Paesi di circa 11,7 miliardi di dollari. Il prossimo mese, infatti, il Tesoro degli States ha previsto l’arrivo di altri 2,1 miliardi di dollari dalla vendita delle azioni General Motors. Per ora, due grandi nomi hanno aderito all’IPO del costruttore automobilistico: quali?
Il primo degli acquirenti di un ingente pacchetto d’azioni è un privato, tale Alwaleed bin Talal al-Saud: si tratta di un Principe Saudita, che ha già investito nell’economia americana e, nello specifico, in Apple, Walt Disney, Citigroup e Pepsico. Nell’occasione odierna, il regale uomo d’affari ha deciso di spendere 500 milioni di dollari per acquisire l’1% della proprietà di General Motors. Il secondo dei neo-investitori è il partner di General Motors per la Cina: anche Shanghai Auto ha scelto di possedere l’1% di tutta al torta del colosso automobilistico, spendendo 500 milioni di dollari in azioni, la scorsa settimana.
L’offerta pubblica di azioni degli ultimi giorni ha già permesso al Dipartimento del Tesoro, e dunque al Governo degli Stati Uniti, in passato, di snellire il proprio peso al tavolo di General Motors: durante l’anno trascorso, la partecipazione all’interno del colosso è scesa al 33%, dopo che i contribuenti americani hanno investito quasi 50 miliardi di dollari in azioni. Non è al prima volta, infine, che costruttori di importanza mondiale ricevono la visita e l’affetto di partner economici del Medio Oriente: il Gruppo Volkswagen, infatti, è posseduto, per il 17% dal fondo della famiglia reale del Qatar, che detiene anche il 10% del totale della casa automobilistica Porsche (gli stessi proprietari dei magazzini Harrods), mentre i fondi delle famiglie reali di Abu Dhabi e Kuwait posseggono insieme il 16% di Daimler.
Chrysler e GM, nuovi richiami negli USA
Pubblicato da: Andrea Guida

Grandi manovre. Anzi, grandi ritiri in quel degli Stati Uniti, dove a causa di problemi tecnici che potevano mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri, Chrysler e GM si sono viste costrette a richiamare diversi esemplari delle loro vetture.
La General Motors ha richiamato circa 14.000 veicoli tra Cadillac DTS e Buick Lucerne (risalenti al 2010/2011) a causa di problemi al servosterzo. Il Gruppo ora controllato da Fiat ha invece richiamato circa 16.000 Jeep Liberty (prodotte nel 2008) a causa di un difetto dei tergicristalli, i quali in caso di pioggia eccessiva, per colpa dell’acqua che può entrare a contatto con il motore dei tergicristalli, potrebbero fermarsi e agevolare incidenti per la scarsa visibilità.
Che dire? Capita. L’importante è accorgersene prima che troppa gente si faccia male.
General Motors, due nuove utilitarie in via di sviluppo
Pubblicato da: Riccardo Guerra

Il risultato del ridimensionamento di un po’ tutto il comparto automotive mondiale o semplicemente il desiderio di entrare in nuove segmenti, forse ancora più interessanti di molti altri, da sempre frequentati? Non sappiamo quale sia il reale sforzo di General Motors, che starebbe sviluppando due nuove vetture da introdurre nel segmento della mobilità cittadina, una citycar tradizionale ed un’utilitaria sfiziosa, che possiamo definire Premium e che possiamo indicare come un’alternativa alla britannica MINI. A beneficiare di questi due nuovi veicoli sarebbe la gamma del costruttore tedesco Opel e di quello inglese Vauxhall. Continua a leggere: General Motors, due nuove utilitarie in via di sviluppo
General Motors, ritirate begli Usa, 1,53 milioni di Suv per un problema al sistema elettrico
Pubblicato da: Moreno
Negli Usa, Canada e Messico, la General Motors è stata costretta a ritirare 1,53 milioni di Suv prodotti tra il 2006 ed il 2009, per un problema al sistema elettrico, che potrebbe far scaturire un incendio nel momento in cui si inseriscono i tergicristalli. Si tratta di 5 modelli Chevy, 5 modelli Cadillac, 3 modelli Buick, 4 modelli Gmc, un modello Hummer e un modello Saturn, finora sono stati 5gli incendi causati dal surriscaldamento dell’impianto elettrico. Prosegue dunque a macchia d’olio il fenomeno dei ritiri delle vetture in tutto il Mondo di diverse case automobilistiche, evidentemente i problemi riscontrati sia dall’impianto dei freni, che dal tappetino, o anche le porte, sono tali da non garantire la sicurezza all’automobilista.
Hummer acquisito da Sichuan Tengzhong, è ufficiale
Pubblicato da: Andrea Guida

Finalmente, la telenovella è finita. Come trapelato un bel po’ di tempo fa, il marchio Hummer è stato acquisito dai cinesi.
La complicatissima situazione finanziaria in cui si trova GM ha fatto sì che l’operazione andasse in porto senza troppi intoppi: Sichuan Tengzhong Heavy Industrial Machinery Corp. ha comprato Hummer per una cifra di circa 150 milioni di dollari, assumendo la direzione e la gestione della fase produttiva.
Da sottolineare come i modelli H2, H3 ed H3T verranno prodotti dal colosso americano fino a giugno 2011, così come il CEO James Taylor rimarrà al suo posto, almeno per ora.
Chevrolet Volt di General Motors, abbattimento dei consumi
Pubblicato da: Moreno
Grande obiettivo della General Motors, che ha fatto un importante annuncio, la Chevrolet Volt percorrerà infatti, 230 miglia per gallone di benzina nel traffico cittadino, cioè 370,1 km ogni 3,8 litri, quindi circa 97,3 km a litro! Un dato eccezionale per l’auto ibrida, la cui produzione comincerà verso la fine del 2010.
Felice l’amministratore delegato di Gm, Fritz Henderson:
”Dai dati raccolti, molti guidatori di Volt saranno in grado di circolare in citta’ per un’intera giornata utilizzando solo la modalita’ elettrica e praticamente senza consumare quindi carburante”.
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GM Volt: la nuova ibrida elettrica si farà!
Pubblicato da: Andrea Guida

Adesso è ufficiale, i vertici di GM puntano (quasi) tutto sull’ecologia per uscire dalla terribile crisi che attanaglia l’azienda americana da molti, troppi, mesi. Dopo insistenti voci di corridoio è infatti arrivata la conferma: l’elettrica ibrida GM Volt si farà, e anche presto.
Sotto il cofano di questo gioiellino “verde” dovremmo trovare un motore elettrico dalle prestazioni paragonabili ad un V6 capace di erogare un potenza non inferiore ai 250 cavalli. Quest’ultimo sarà accoppiato ad un motore termico che servirà a ricaricare le batterie.
L’autonomia del veicolo dovrebbe essere di 240.000 km, mentre i tempi di accelerazione da 0 a 100 km/h dovrebbero sfiorare gli 8.5 secondi. Debutto fissato per il 2010 in USA e per il 2011 in Europa.
Pronti alla rivoluzione?
Chrysler, General Motors e Ford: vendite auto in altalena
Pubblicato da: Moreno

Crisi, che piaga. A simboleggiare le difficoltà economiche nel contesto delle quattro ruote prendiamo spesso da riferimento tre colossi che non se la stanno passando in maniera idilliaca.
General Motors, Ford e Chrysler. Ovvero, tre realtà americane la cui situazione rispecchia al meglio le parole del Presidente Usa Barack Obama, secondo cui questo è il crollo economico più importante dopo quello del 1929. La nota positiva per le tre aziende leader del mercato dell’auto a stelle e strisce è che, rispetto a qualche mese fa, i dati sembrano più incoraggianti.
Si parla ancora di perdite, nessuno si faccia illusioni, ma i cali si stanno dimezzando al confronto con qualche mese or sono. General Motors è ancora impegnata nell’udienza per ottenere il via libera alla vendita degli asset buoni a una nuova società: la data cruciale sarà quella del 10 luglio, e se in quell’occasione non ci sarà il via libera del giudice, il Tesoro ritirerà il finanziamento debtor-in-possession.
Meglio del previsto il bilancio delle vendite per Ford: nel mese di giugno sono scese dell’11%, meno del previsto, consentendo alla casa Usa di superare il dato di Toyota. Per Chrysler situazione non facile, con una contrazione del 42%. General Motors ha registrato un calo del 33,6%. Gli analisti hanno vissuto in maniera estremamente positiva il dato Ford, racchiudendolo in un quadro di lieve miglioramento per l’intero settore. Che siano i primi segnali di una lenta ripresa?
GM verso la bancarotta, stavolta sul serio
Pubblicato da: Andrea Guida

General Motors si avvia verso la bancarotta. Questa frase l’avrete letta circa un centinaio di volte negli ultimi periodi, ma questa volta vi possiamo assicurare che il suo significato è molto più profondo e radicato del solito.
E’ infatti scaduto il termine fissato dal Tesoro americano entro il quale i detentori di obbligazioni GM avrebbero potuto aderire all’offerta dell’amministrazione Obama: accettare la vendita degli asset buoni della compagnia in caso di crack ottenendo in cambio il 25% della società.
Il piano del governo sembrerebbe stato accettato dai creditori della “grande sorella” di Detroit (titolari del 50% del debito di quest’ultima, che ormai ammonta a 27 miliardi di dollari) e si profilerebbe quindi l’inevitabile ricorso alla bancarotta, in seguito alla quale la General Motors dovrebbe essere controllata al 72,5% dallo Stato, per il 17,5% dal sindacato United Auto Workers e per il 10% (che potrebbe diventare 25%) dai creditori aderenti all’offerta dell’amministrazione USA.
GM Puma: il futuro ha due ruote?
Pubblicato da: Andrea Guida

Il futuro della mobilità in ambienti cittadini sarà sulle due ruote. A scommetterci la faccia (ed un bel po’ di soldoni) è nientepopodimeno che GM, la quale ha stretto un accordo con Segway ed dato vita ai primi prototipi di Puma (acronimo di Personal Urban Mobility and Accessibility), una caratteristica vettura a due posti a metà tra lo scooter, l’auto e lo skateboard.
E’ equipaggiata con due propulsori elettrici con batterie agli ioni di litio in grado di farle raggiungere una velocità di oltre 50km/h e garantirle un’autonomia di ben 60km.
Per un primo modello definitivo dovremmo aspettare fine anno, per la produzione di serie – se le cose vanno come tutti sperano in casa GM – dovremo invece attendere il 2010.
Che ve ne pare di questo “coso”?
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