Kimi_Raikkonen

Accordi e impegni commerciali, di ciò siamo convinti. Il passaggio di Fernando Alonso in Ferrari è innanzitutto questo. Non parliamo, è evidente, di un brocco. Per carità. Pensiamo al due volte campione del Mondo di Formula 1 e ci viene in mente l’immenso potenziale che gli va riconosciuto.

E che ha mostrato di possedere. Tuttavia, pare difficile capire come e perchè dovrebbe rappresentare un valore aggiunto rispetto a Kimi Raikkonen. Che con la Ferrari, peraltro, il Mondiale l’ha vinto al primo anno, quando occorreva sostituire non uno qualsiasi, bensì Michael Schumacher.

Lo diciamo nel giorno in cui ci si rende conto che l’approdo di Alonso determina l’addio del finlandese. Spiace, ma le due cose sono accadute con tempistiche lineari: prima l’annuncio dello spagnolo, poi il comunicato congiunto tra Raikkonen e la Ferrari. Hyvästi. Addio. Testuale:

Kimi Raikkonen lascerà la squadra alla conclusione di questo campionato, al termine di una partnership fruttuosa e ricca di successi che lo ha visto conquistare il titolo mondiale Piloti nel 2007 e contribuire in maniera decisiva ai titoli iridati Costrutto rivinti dalla Ferrari nello stesso 2007 e nell’anno successivo”.

Un saluto da amici, rapporti apparentemente pacifici, sereni. A confermarlo, il quasi trentenne nativo di Espoo:

“Abbiamo deciso di comune accordo di rompere anzitempo il contratto; qui mi sono trovato sempre benissimo e porterò con me dei ricordi fantastici. Alla Ferrari ho coronato il sogno di una vita, vincendo un titolo mondiale”.

Pensare che poche ore prima, lo stesso Raikkonen tracciava un bilancio post Singapore, cercando di guardare oltre la delusione del week end appena alle spalle:

“L’unica cosa positiva è che siamo riusciti a finire la gara con entrambe le vetture senza avere problemi di affidabilità. Invece, quanto a prestazione siamo stati in difficoltà sin dall’inizio del fine settimana. Come ho detto tante volte, quest’anno è impossibile fare previsioni. Noi abbiamo interrotto da tempo lo sviluppo della vettura mentre ci sono alcune squadre che, per un motivo o per l’altro, hanno continuato a portare nuove soluzioni in pista e, considerato che le due precedenti gare si erano svolte su circuiti un pò atipici, era prevedibile che su una pista ad alto carico aerodinamico come quella di Singapore i progressi altrui si facessero sentire ancora di più. Dopo le qualifiche eravamo consapevoli che anche l’obiettivo minimo della zona punti sarebbe stato arduo da raggiungere”.

Un professionista, a cui auguriamo di finire la stagione alla grande. Anche perchè, ne siamo sicuri, alla McLaren con Lewis Hamilton si divertirà parecchio.

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