Fiat, 200mila motori prodotti in India con Tata Motors

 
Riccardo Guerra
29 novembre 2010
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Ricordavate che il Gruppo Fiat ha siglato, alcuni anni fa (esattamente? Nel 2006), un accordo di collaborazione con il maggior costruttore indiano, Tata Motors: lo stesso – acuta osservazione – che ha acquistato, nell’anno 2008, Jaguar e Land Rover e che appartiene alla più importante holding del Paese, Tata Group. Ebbene, le due aziende automobilistiche hanno raggiunto una pietra miliare – cioè un traguardo assai importante per entrambe – all’interno di questa partnership internazionale. Ovvero? Beh, nello stabilimento Fiat India di Ranjangaon, nello stato indiano di Maharashtra, la produzione di propulsori, destinati sia alla gamma Fiat là commercializzata che ad alcuni modelli Tata, ha raggiunto quota 200.000 unità dall’accensione delle linee di montaggio, nel 2008: l’annuncio del volume toccato è avvenuto nel corso del passato venerdì.

Nell’impianto vengono realizzati, sia per Fiat che per Tata, il motore 1,2 litri Fire, il motore 1,4 litri Fire ed il motore 1,3 litri Multijet diesel: la struttura, in passato, poteva realizzare 200.000 motori annualmente, mentre oggi ha una capacità di 300.000 propulsori ogni trecentosessantacinque giorni. Il sito accoglie anche la realizzazione di Fiat Palio Stile (la cui produzione è partita nel 2007), Fiat Linea e Fiat Grande Punto, costruite per la commercializzazione in India: anche in questo caso, il volume di costruzione di automobili è aumentato dal livello iniziale pari a 100.000 unità ogni anno al livello odierno pari a 200.000 esemplari ogni anno. I motori che vengono prodotti nello stabilimento di Ranjangaon, ad ogni modo, sono sfruttati anche per l’esportazione in altri Paesi esterni all’India.

Il volume di 200.000 propulsori messi a punto dal sito indiano è sintomo anche del fatto che il mercato dello Stato è in forte crescita: il Gruppo Fiat ha annusato la circostanza e, all’inizio dell’anno corrente, ha annunciato che a partire dal termine del 2010 il network esistente di rivenditori – cioè la rete che commercializza le automobili del Lingotto in loco – sarà incrementato grazie ad un pacchetto di dieci nuovi dealers.

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