operai-fiat-termini-imereseNon per tutti il Natale 2009 sarà da incorniciare, lo dicono gli avvenimenti degli ultimi giorni. Da un lato l’annuncio di Sergio Marchionne che svela, da Amministratore Delegato, il prossimo impegno del gruppo Fiat:

“Siamo disponibili a produrre vetture in Italia fino ad un range compreso tra 800 mila e 1 milione di auto entro il 2012 dalle 650 mila attuali. Dovrebbe anche aumentare la produzione di veicoli commerciali leggeri da 150 mila a 220 mila unità ed esiste la possibilità di destinare allo stabilimento di Pomigliano una nuova piattaforma per la produzione della futura Panda”.

Dall’altra, la protesta degli operai di Termini Imerese, giunti fino a Roma per manifestare davanti al Parlamento la propria rabbia per la situazione dello stabilimento, inattivo dal 2012. Aperto il tavolo politico per cercare una mediazione che i sindacati, per bocca di Guglielmo Epifani leader Cgil, mostrano di apprezzare:

“Dobbiamo continuare a discutere perche’ ci sono questi problemi a partire da Termini Imerese e dagli ammortizzatori sociali perchè è bene prepararsi. Se il governo sta facendo uno sforzo lo vedremo alla fine e non lo possiamo dirlo certo prima. Per adesso sta facendo questo tavolo di confronto e dovrà svolgere un ruolo attivo”.

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Una risposta a Fiat, Marchionne, Termini Imerese e la Cgil: Natale per chi?

  1. ...
  2. GIUSEPPE scrive:

    All’A.D. della FIAT ed ai giornalisti; sdono Giuseppe ex dipendente della FIAT
    di Termini Imerese.Desidererei e spero che questo commento venga letto sia dal Sig. Marchionne il quale ha i paraocchi e tira dritto come un treno senza tenere conto degli operai che lavorano e che hanno lavorato per tanti anni per
    l’azienda in cui lavora anche lui e dai giornalisti che quando fanno le interviste non fanno domande tali da mettere in crisi l’interlocutorea favore degli operai
    come per esempio nel tavolo Fiat avvenuto il 22/12/2009,dove l’A.D. ha fatto paragoni tra la nostra ITALIA e paesi stranieri.Desidererei ricordare o forse non è a conoscenza all’A.D. della FIAT che Termini Imerese con poco piu’ di
    1500 operai nel periodo della Punto era lo stabilimento dichiarato dall’azienda stessa il fiore all’occhiello della FIAT. desidero porre una domanda che fra l’altro dovrebbe essere posta dal giornalista e cioè:perchè le sovvenzioni
    ricevuti dallo Stato Italiano da sempre a questa parte non sono mai stati investiti nel nostro paese e faccio riferimento a Termini Imerese che con 6100
    operai è scontato che facciamo la stessa produzione di cui l’A.D. si vanta
    degli stranieri e quindi sono certo, per l’esperienza fatta in 37 anni di onorato lavoro per la sua stessa azienda, che si supererebbe la cifra di 600mila vetture annue e per di piu’ possiamo dire fabbrica italiana frutto italiano e non
    frutto polacco,brasiliano, cinese e cosi’ via .A questo punto penso che da parte degli industriali interessa soltanto la loro tasca e non il PIL della
    Nazione di cui fanno parte.
    Un’altra domanda:perchè la FIAT che è una fabbrica nata in ITALIA 100 e passa anni fa’ che ha prodotto milioni di vetture sparse in tutto il mondo con
    orgoglio degli operai non solo dei dirigenti,che è un simbolo italiano e le vetture che oggi vengono prodotte da altre nazioni devono avere il simbolo FIAT che di italiano non c’è niente?Desidererei r5icordare all’A.D. FIAT che
    a Termini Imerese con un quarto di operai impiegati alla produzione su due turni in quattro anni sono stati prodotti piu’ di un milione di vetture vendute in
    tutto il mondo.Ora se l’A.D. fa un po’ di conti, quello che ha detto nell’incontro
    sono solo parole per non fare quello che è piu’ giusto per la sua Nazione che
    è quello di salvaguardare i posti di lavoro della manod’opera italiana.Quindi confrontando quello che ho citato in questo commento non viene fatto dall’A.D. un effettivo e valido paragone con le realta’ delle altre nazioni.
    Specialmente con la realta’ di Termini Imerese;se paragone si deve fare è
    mettere due fabbriche nelle stesse condizioni di numeri e dopo si puo’
    valorizzare o uno stabilimento o l’altro.quindi con le condizioni citate dall’A.D.
    non c’è in effetti un termine di paragone e aggiungo che per l’A.D. è giusto
    dire che lo stabilimento di TERMINI IMERESE non produrra’ piu’ vetture, cosi’ è troppo facile con i soldi dei contribuenti italiani /./
    Grazie per la cortese attenzione e distinti saluti a tutti/./
    R.Giuseppe

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