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FIA vs FOTA, la guerra continua

 
Sebastiano Cucè
31 maggio 2009
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Nonostante le 9 squadre appartenenti all’associazione dei team in F1 abbiano inviato le loro iscrizioni per il campionato 2010, il braccio di ferro tra quest’ultimi e la Federazione dell’auto non è ancora finita, anzi la vera battaglia sarà combattuta proprio nella prima decade di giugno, prima dell’attesissimo 12 giugno, giorno che abitualmente viene usato dalla FIA per pubblicare i nomi delle squadre partecipanti alla prossima stagione. Stefano Domenicali, team boss della Ferrari, spiega cosa sta accadendo in questi giorni.


E’ molto semplice. I team anche se hanno presentato le iscrizioni, hanno ricorso ad una condizionale che permette loro di abbandonare l’impegno nel caso non venissero rispettate delle condizioni. Se il patto della concordia non verrà sottoscritto da tutti e se le regole 2009 non saranno utilizzate anche l’anno prossimo, con qualche modifica inizializzata dalla FOTA stessa, i team possono anche non partecipare al prossimo campionato” ha commentato l’italiano.

Il vero motivo è che la FOTA non gradisce assolutamente l’idea di avere un budget cup, neanche che questo venga aumentato fino a 100 milioni di euro. Domenicali spiega “La riduzione dei costi va fatta con una procedura di autoregolamentazione, ovvero diretta dai team stessi. Noi sappiamo esattamente cosa si deve fare e possiamo farlo da soli, come lo abbiamo fatto fino ad ora in tutti questi anni”.

Per quanto riguarda le proposte inviate dalla FOTA per la riduzione dei costi ecco alcune novità: per venire incontro ai nuovi team entranti in F1 si potrebbero adottare pacchetti di motore-cambio al costo di 6,5 milioni di euro per l’intersa stagione, dunque una collaborazione tra costruttori e new entry, inoltre si potrebbero limitare il numero di ali utilizzate per l’intero anno.

Queste regole secondo la FOTA permetterebbero di ridurre i costi e incentivare nuove squadre ad entrare, inoltre grazie a questi accordi i team con problemi finanziari saranno agevolati a non ritirarsi dallo sport.

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