Analizzando la gara del Bahrein è evidente che in tema di spettacolo è cambiato poco se non nulla. Sono mancati i sorpassi, i colpi di scena, le grandi previsioni dovute ai diversi carichi di benzina. Qualche testacoda e purtroppo qualche ritiro di troppo non rendono avvincente lo sport.

Comunque sia i test invernali hanno intravisto molto bene questo inizio stagione. La Ferrari ha dimostrato la sua superiorità grazie all’ottimo lavoro ottenuto da un 2009 sacrificato nelle retrovie, un risultato che mancava da tempo e che è stato ottenuto dall’impegno, dal cedimento forzato di Raikkonen e dal matrimonio tanto atteso con Fernando Alonso.

Lo spagnolo ha dimostrato la sua professionalità adattandosi perfettamente col team in cosi poco tempo, mentre Felipe, autore di un’ottima vgara ha tolto ogni dubbio diffuso da chi lo credeva spacciato dopo il terribile incidente in Ungheria.

Vettel è fortissimo, la Red Bull ha preparato una macchina in poco tempo, ma i suoi progettisti sapranno sicuramente recuperare sul settore dell’affidabilità, dando quindi una macchina degna di vincere al suo impeccabile pilota tedesco.

Hamilton crescerà, la McLaren sicuramente come ha sempre fatto tornerà ancora più competitiva e sicuramente questo accadrà prima di Barcellona. Male anzi malissimo per Jenson Button, che moralmente riceve uno schiaffo dal suo compagno di squadra, una botta per l’attuale campione del mondo che adesso è costretto a lavorare con tantissima pressione, critiche e ripensamenti. Era evidente che nonostante la vittoria del 2009 all’interno del team di Woking Hamilton era indiscutibilmente il più forte e favorito.


La Mercedes delude moltissimo. Ross Brawn non è riuscito a sorprendere come un anno fa, ma è anche vero che lo stratega aveva previsto il ritardo della sua squadra per le prime 4 gare. Ottimo il ritorno di Schumacher, che chiude in sesta posizione la sua gara davanti al compagno, ma con un distacco di soli 4 secondi. Se si considera lo stop di 3 anni, l’età ed il potenziale della sua auto è veramente lodevole la prestazione in Bahrain.

Renault sicuramente forte nel gruppo di mezzo. Forse se Kubica non avesse subito il testacoda iniziale avrebbe ottenuto un piazzamento migliore alla fine della gara. Discreto il debutto di Hulkenberg che preso dalla forte voglia di mettersi in mostra è stato autore di un ingenuo errore nei primissimi giri compromettendo l’intera gara.

Lotus piange con un occhio, il team asiatico può almeno vantarsi di aver portato una macchina, quella di Kovalainen, al fine della corsa, mentre Trulli a 3 giri dalla fine ha dovuto smettere di girare. Scarsa prestazione in termini di affidabilità anche per la Sauber, mentre il ritiro dei restanti nuovi team era praticamente scontato dato la poca esperienza in pista.

Ultimi meriti vanno all’italiano Liuzzi con la Force India, finito nono, mentre il compagno anche lui vittima di un testa coda ha cercato invano una rimonta. La Force India ha però dimostrato di esser cresciuta molto e soprattutto di essere diventata finalmente una squadra per il costante piazzamento nella zona punti.

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