Lamborghini, no alla sovralimentazione almeno sino al 2020

di Riccardo Guerra 1

La casa automobilistica italiana Lamborghini, per bocca del suo Amministratore Delegato Stephan Winkelmann, ha chiarito di non aver intenzione di utilizzare un qualsiasi sistema di sovralimentazione per le proprie automobili almeno sino all’anno 2020, alla fine del decennio in corso: il manager, nel corso di un’intervista rilasciata alla testata britannica Autocar, ha chiarito dunque di voler andare controcorrente rispetto a quasi tutti i costruttori rivali, che stanno preferendo, in questi ultimi anni, la sovralimentazione ai motori atmosferici, per poter avere a disposizione abbondanti dosi di potenza pur risparmiando carburante e limitando le emissioni.

Nello specifico, il Chief Executive Officer di Lamborghini ha specificato che durante i prossimi anni le vetture della casa automobilistica del Toro saranno dotate di motori aspirati, a partire dalla sportiva che sostituirà Lamborghini Gallardo, attesa a cavallo tra l’anno venturo ed il successivo, e dalla nuova Lamborghini Sesto Elemento, fastback che verrà svelata durante l’anno appena iniziato e che sarà commercializzata in numero limitato di esemplari: il manager ci tiene alla tradizione dell’azienda del Gruppo Volkswagen e vuole sfidare le normative ecologiche vigenti, tentando di abbassare consumi ed emissioni pur senza ricorrere alla sovralimentazione. Winkelmann ha comunque lasciato aperto un varco: se e soltanto se le norme che regolano il mercato delle automobili dal punto di vista ecologico si inasprissero, Lamborghini potrebbe arrivare ad usare la sovralimentazione. Ma è uno scenario d’emergenza.

Il manager ha infatti chiarito che i tecnici Lamborghini stanno piuttosto valutando la possibilità di introdurre nella meccanica delle prossime supercar un modulo ibrido: potrebbe fare la sua comparsa un piccolo motore elettrico connesso ad una batteria dedicata, capace di interagire con i motori benzina aspirati dello scaffale Lamborghini e di rendere più efficienti i modelli di Sant’Agata Bolognese. Ovviamente, nulla è ancora deciso, nulla è ancora certo.

Possono dormire sonni tranquilli i più fedeli appassionati della casa automobilistica emiliana.

Photo credits | Getty Images

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