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Svelato il segreto della McLaren: Hamilton e Button, giù la testa!

 
Moreno
13 marzo 2010
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Il segreto della McLaren è il trucco più antico della Formula 1. Dopo che la Red Bull – e anche la Ferrari – hanno provato a puntare il dito sull’irregolarità dell’ala posteriore della MP4-25 della scuderia di Woking, la Fia ha scoperto che la soluzione della McLaren non è assolutamente il frutto di una strategia meccanica. Anzi, per una volta i vecchi rimedi si sono rilevati i più efficaci. Ai piloti della McLaren, infatti, basta abbassare la testa sui rettilinei per fare offrire meno resistenza e per lasciare che l’aria possa confluire nella presa d’aria dell’ala posteriore: in questo modo il vento viene incanalato e poi fatto uscire dalla parte posteriore. Il risultato? Ben 6 km/h orari in più nei rettilinei. Una specie di Kers naturale, senza l’utilizzo di pesanti tecnologie (per giunta abbandonate in fretta e furia dopo l’esperienza da dimenticare dello scorso anno). Ma la soluzione della McLaren non è una novità in F.1. Fino allo scorso anno Rubens Barrichello era tra quelli che piegava la testa nei rettilinei per fare in modo che potesse entrare più aria nel motore nonostante il brasiliano non avesse un’ala posteriore disegnata per far defluire l’aria come quella della McLaren, quanto piuttosto la soluzione venisse utilizzata per non far surriscaldare il propulsore. Eppure se andiamo ancora più indietro nella storia della F.1, scopriamo che nel 1992 la Ferrari chiese anche a Ivan Capelli e Jean Alesi di abbassare la testa in alcuni tratti della pista, ma per stessa ammissione di Capelli, la soluzione non era semplice, perché costringeva il pilota ad assumere una posizione scomoda durante la guida. Lewis Hamilton e Jenson Button stanno ancora prendendo confidenza con la strategia chiesta dai tecnici che per eludere il regolamento – che vieta qualsiasi dispositivo meccanico o elettronico azionato dal pilota – hanno chiesto ai due inglesi di farsi leggermente da parte per sfruttare al meglio lo spoiler sul retro del casco. Per la gara di oggi nessuno imiterà la McLaren, ma per i prossimi impegni potremmo assistere ad un’inversione della tendenza.

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