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Toyota, ritiro auto: il Congresso USA vuole spiegazioni

Pubblicato da: Andrea Guida

Il ritiro auto Toyota più grave di tutti i tempi non poteva passare di certo inosservato agli occhi dei potenti della Terra. Ecco allora che Akio Toyoda, attuale CEO e nipote del fondatore di Toyota, è stato invitato dal Congresso USA a dare spiegazioni sull’accaduto mercoledì prossimo.

Allo stato attuale delle cose, il ritiro auto Toyota ha visto la bellezza di 8 milioni e mezzo di veicoli richiamati in tutto il mondo. Tutta colpa di alcuni difetti nella gestione dell’apparato frenante delle auto, che nei futuri modelli della casa nipponica è stato prontamente sostituito.

Troppo tardi? Secondo molti sì, ma sarà Toyoda a chiarirci presto le idee e rasserenare i nostri animi. Almeno si spera, visto che nessuno sa ancora se il ritiro auto Toyota è finito o meno.

Il Mondiale 2010 senza Toyota: Ferrari dura con Max Mosley

Pubblicato da: Moreno

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Sta accadendo quanto paventato in tempo poco sospetti: la crisi economica ha colpito anche il mondo della Formula Uno e le clamorose novità – tra annunci ufficiali e indiscrezioni tutte da verificare – di questo periodo lo confermano definitivamente. Parevano solo illazioni, ma ora che a darne l’annuncio sono gli stessi dirigenti, c’è poco da fare: la Toyota non prenderà parte al prossimo Mondiale F1 2010.

La casa giapponese ha voluto ufficializzare quello che in molti già sapevano: lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i massimi vertici Toyota. La scena cui si è assistito è sembrata quasi paradossale: il boss del gruppo Akio Toyoda ad annunciare la decisione e, al suo fianco, il senior managing director Tadashi Yamashina a piangere come un bambino.

“Le risorse a disposizione sono insufficienti per assicurare un team competitivo. La crisi che attraversa il settore dell’auto impone che siano prese delle severe iniziative”:


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Crisi Toyota, vendite auto in calo fino al 2011

Pubblicato da: Moreno

toyota-toyodaLa crisi economica pare non arrestarsi neppure nel settore automobilistico e, proprio a poche ore di distanza dalle parole del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi secondo il quale bisogna zittire i catastrofisti della crisi (secondo lui soprattutto psicologica) e continuare a consumare come prima, sono giunte le dichiarazioni del nuovo Presidente del colosso Toyota, Akio Toyoda.

Le quali non collimano affatto con le affermazioni del Premier. Stando alla più alta carica del gruppo auto giapponese, infatti, per la Toyota si tratta di tempi duri: almeno un altro paio di anni di difficoltà finanziaria, ragione per cui le strategie della società sono quelle di agire con maggiore autonomia nel mercato americano oltre al varo di nuovi modelli da lanciare sul territorio amico.

I bialnci della Toyota sono in rosso da un paio di anni e nelle intenzioni del gruppo c’è la volontà di tagliare i costi nel 2010.

“Non è assolutamente possibile chiudere in perdita per il terzo anno consecutivo – ha detto Toyoda – e faremo tutto il possibile per evitare che ciò accada”.

Tradotta in numeri, la crisi Toyota è del tutto evidente: la produzione totale del marchio automobilistico, compresi i marchi Daihatsu e Hino, ha fatto registrare nel mese di maggio una flessione del 37,9%. Per scendere ancora di più nel dettaglio, le vendite giapponesi sono calate – dal primo al 31 maggio, del 23 per cento. Percentuale più che raddoppiata se vengono prese in considerazione le esportazioni: -51,3%. Sarà anche questo solo un problema psicologico?