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Youngman, nuova offerta per Saab?

Pubblicato da: Riccardo Guerra

Non si dà per vinta – secondo le indiscrezioni – la società cinese Youngman, salita alla ribalta alla fine dello scorso anno per il tentativo (fallito) di acquistare la casa automobilistica svedese Saab, ora ad un passo dalla formalizzazione del fallimento: pare che l’azienda asiatica sia pronta a fare un’altra offerta per rilevare lo storico marchio nordeuropeo e per ridargli vita. Non sappiamo ancora se questa notizia sia vera e non possiamo darvi la certezza assoluta di queste parole: per ora né il management di Saab né quello di Youngman hanno fatto chiarezza. A dirlo è stata infatti la testata inglese Autocar, sufficientemente autorevole da crederle e da sperare in un futuro positivo per il marchio svedese.
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Saab, glorie vecchie e nuove del museo del marchio in vendita

Pubblicato da: Riccardo Guerra

Sembrava che potesse esistere una soluzione a tutti i problemi di Saab. Sembrava che la salvezza fosse dietro l’angolo, solo da formalizzare, solo da rendere certa, definitiva, precisa. Sembrava che nel buio del fallimento ci fosse una piccola luce di speranza, per il marchio svedese. Invece, la casa automobilistica nordeuropea sembra destinata, senza scali, alla chiusura: per ora, nessun acquirente ha deciso di dare nuova vita al brand. I curatori fallimentari – mentre noi aspettiamo, fiduciosi, che qualcuno si faccia avanti per salvare Saab – stanno procedendo alla liquidazione del patrimonio della società che fu di General Motors. Cioè anche ciò che fa parte del museo del marchio: prototipi, vetture sportive, vecchie glorie della casa automobilistica. A renderlo noto la testata Carscoop, che ha pubblicato la lista delle vetture in vendita.
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Saab sarà ceduta a Mahindra&Mahindra prima del fallimento?

Pubblicato da: Riccardo Guerra

La casa automobilistica Saab, che fino ad oggi avevamo data per spacciata, potrebbe tornare a vivere grazie al supporto di Mahindra&Mahindra, società indiana che – secondo alcune indiscrezioni – potrebbe essere interessata all’acquisizione dell’azienda svedese e che potrebbe aver già intessuto alcune relazioni in merito con l’attuale management del marchio nordeuropeo. Per ora non possediamo conferme in merito (ma neppure smentite), perché le trattative (in corso, secondo molti) sono private e segrete: non possiamo quindi dirvi quando e come Saab sorgerà (di nuovo) dalle sue macerie. Certo è che è già stata presentata istanza di fallimento e che quindi il tempo a disposizione per perfezionare la cessione della casa automobilistica di Trollhättan è molto poco.
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GM verso la bancarotta, stavolta sul serio

Pubblicato da: Andrea Guida

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General Motors si avvia verso la bancarotta. Questa frase l’avrete letta circa un centinaio di volte negli ultimi periodi, ma questa volta vi possiamo assicurare che il suo significato è molto più profondo e radicato del solito.

E’ infatti scaduto il termine fissato dal Tesoro americano entro il quale i detentori di obbligazioni GM avrebbero potuto aderire all’offerta dell’amministrazione Obama: accettare la vendita degli asset buoni della compagnia in caso di crack ottenendo in cambio il 25% della società.

Il piano del governo sembrerebbe stato accettato dai creditori della “grande sorella” di Detroit  (titolari del 50% del debito di quest’ultima, che ormai ammonta a 27 miliardi di dollari) e si profilerebbe quindi l’inevitabile ricorso alla bancarotta, in seguito alla quale la General Motors dovrebbe essere controllata al 72,5% dallo Stato, per il 17,5% dal sindacato United Auto Workers e per il 10% (che potrebbe diventare 25%) dai creditori aderenti all’offerta dell’amministrazione USA.

GM verso la bancarotta

Pubblicato da: Andrea Guida

GM si sta dirigendo verso la bancarotta. E’ questo il mestissimo quadro che emerge dall’annuncio fatto ieri dal colosso a stelle e strisce alla Sec (Securities and Exchange Commission). Allo stato dei fatti, quindi, l’unica strada percorribile per mantenere in piedi General Motors è quella degli aiuti esterni, da qualsiasi parte essi vengano.

In caso contrario, qualora non andasse in porto la separazione di Opel dal gruppo di Detroit, si andrebbe sicuramente incontro al fallimento di entrambe le aziende e alla perdita di ben 400.000 posti di lavoro nella sola Europa. Numeri la cui tragicità ci vieta qualsiasi tipo di commento.

Incrociamo le dita.

GM verso la bancarotta, Bush e Obama litigano

Pubblicato da: Andrea Guida

Con azioni dal valore nullo (secondo Rod Lache, analista di Deutsche Bank), 5.500 posti di lavoro tagliati (prima 3.600, poi 1.900) e dei conti che definire in profondo rosso è un eufemismo, GM si avvia verso la bancarotta.

L’unica ancora di salvezza è rappresentata – tanto per cambiare – da un corposo aiuto di Stato, che però tarda ad arrivare. La ragione di ciò? Semplice: George W. Bush, attuale Presidente degli USA, e Barack Obama, Presidente eletto (che approderà alla Casa Bianca solo il prossimo 20 Gennaio) non hanno ancora trovato un accordo sul da farsi.

Alla richiesta di un urgente sostegno al mondo dell’auto da parte dei democratici, si è infatti contrapposto l’interesse del Presidente uscente circa l’approvazione al Congresso dell’accordo sul libero commercio con la Colombia, al quale Obama si oppone per le violazioni dei diritti umani da parte di Alvaro Uribe.

Litigate, litigate, intanto entro la fine dell’anno GM sprofonderà, portando con sé migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo, e non solo…