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Chrysler, migliorano i conti nell’era Marchionne

Pubblicato da: Andrea Guida

Dopo le lodi del Presidente Obama, Sergio Marchionne continua a riscuotere consensi oltreoceano grazie agli ottimi risultati fatti registrare da Chrysler nel secondo trimestre dell’anno.

La sorella piccola di Detroit ha ottenuto un utile operativo di 183 milioni di dollari, con un aumento del 23% rispetto al trimestre precedente, e dei ricavi pari a 10 miliardi e mezzo di dollari, con un aumento dell’8% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Le perdite, inoltre, sono scese da 197 a 172 milioni, facendo ben sperare la Casa Bianca per la restituzione dell’ormai famoso prestito governativo.

Sono numeri importanti – ha commentato Marchionne – di fronte ai quali è matematicamente impossibile non ritoccare al rialzo gli obiettivi per quest’anno“. L’AD di Fiat e del colosso USA ha poi tessuto le lodi del nuovo Jeep Grand Cherokee, che secondo lui è “il miglior veicolo prodotto nella storia di Chrysler” che “ha già ricevuto 70.000 ordini“. Numeri alla luce dei quali il manager italiano sta addirittura pensando di aggiungere un terzo turno di lavoro all’impianto dove viene assemblato il veicolo.

Che dire? Davvero un’altra musica rispetto alla situazione italiana. Almeno per ora.

Chrysler: Obama loda Marchionne, che critica ancora l’Italia

Pubblicato da: Andrea Guida

Detroit. Protagonista di una visita ufficiale all’impianto Jefferson North della Chrysler da parte del Presidente USA Barack Obama, l’AD di Fiat (e del gruppo statunitense) Sergio Marchionne è stato accolto come un vero e proprio salvatore della patria. Al punto che anche l’inquilino della Casa Bianca lo ha ringraziato pubblicamente e lo ha apostrofato come autore di “un gran lavoro“.

Un gran lavoro rintracciabile facilmente negli obiettivi che il manager italiano ha prefissato per la “sorella piccola” di Detroit: raddoppio delle vendite annuali di Chrysler in Europa e Sud America (pari a 200.000 vetture commercializzate) e ravvivamento dell’impianto di Sterling Heighs ,nel Michigan, che invece di chiudere nel 2012 come previsto, vedrà l’introduzione di un secondo turno di lavoro per circa 900 operai.

Inebriato dai successo oltreoceano, Marchionne non ha dimenticato di lanciare la “solita” frecciatina all’Italia. L’AD del gruppo del Lingotto ha infatti commentato le difficoltà che la sua azienda sta attraversando in Italia spiegando che “In Italia Fiat ha responsabilità che vanno al di là di una casa automobilistica. E il ruolo che il governo americano ha giocato qui è molto diverso da quello giocato in Italia“.

Possiamo dargli torto?

[Photo Credits | jurvetson]

Chrysler, ecco il piano di rilancio ad opera di Fiat

Pubblicato da: Andrea Guida

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Pareggio di bilancio nel 2010, 21 nuovi modelli commercializzati e 2.8 milioni di vetture prodotte. Questi i numeri del piano di rilancio di Chrysler che Fiat ha presentato ufficialmente nella giornata di ieri.

Il gruppo guidato da Marchionne pensa di portare i conti di Chrysler in attivo entro un paio di anni, puntando quasi tutto sulle tecnologie sviluppate a Torino. La piccola sorella di Detroit dovrebbe quindi raggiungere una quota di mercato USA del 10.5% nel 2014, generando 15 miliardi di dollari nell’arco di quattro anni.

Quanto a Dodge, il rilancio del brand passerà per la realizzazione di una nuova compatta, una berlina media e una hatchback entro il 2013.

Ce la farà la Casa del Lingotto a fungere da antivirus gratis italiano e debellare tutti i mali dell’importante azienda statunitense? Lo scopriremo presto. Entro un paio d’anni al massimo.

Fiat-Chrysler, quasi fatta!

Pubblicato da: Andrea Guida

Qualcuno sostiene di aver addirittura già sentito le prime note della marcia nuziale, e come dargli torto? Dopo l’accordo tra Chrysler ed il sindacato canadese CAW, quello tra le parti e l’UAW e l’OK di Dalmier, il matrimonio tra Chrysler e FIAT vede anche uno degli ultimi elementi che lo ostacolavano crollare dinnanzi a sé, o quasi.

Secondo alcune insistenti voci, Il Tesoro Usa avrebbe infatti raggiunto un’accordo con JPMorgan Chase, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley, 4 dei maggiori creditori della più piccola tra le “sorelle” di Detroit, i quali avrebbero accettato di rinunciare a 6,9 miliardi di dollari in cambio di 2 miliardi “cash”.

Chrysler vedrebbe quindi il suo capitale diviso in tre parti: il 55% al sindacato Uaw, il 35% a Fiat ed il resto a governo e creditori.

Fiat-Chrysler: arrivano gli OK di Daimler e UAW

Pubblicato da: Andrea Guida

Ormai mancano solo 48 ore al 30 Aprile e le trattative per far arrivare in porto il matrimonio tra Chrysler e FIAT continuano senza sosta. Ad illuminare la giornata di ieri, in seguito all’accordo tra Chrysler ed il sindacato canadese CAW delle ore precedenti, è arrivato l’OK al taglio del costo del lavoro da parte del sindacato Uaw (United autoworker).

Un importante “sì” che va ad aggiungersi a quello di Daimler. L’azienda tedesca ha infatti deciso di cedere il 19,9% di Chrysler in suo possesso senza esigere il rimborso dei prestiti erogati in precedenza.

A questo punto, ad ostacolare l’atteso accordo italo-americano rimangono solo le banche e gli hedge fund, i quali continuano a puntare i piedi ed esigere i crediti che hanno nei confronti della più piccola tra le “sorelle” di Detroit.

Si andrà verso una bancarotta pilotata di alcuni settori di Chrysler, come molti ormai sostengono? Lo scopriremo presto. Anzi, prestissimo.

Fiat-Chrysler: arriva l’OK dei sindacati canadesi

Pubblicato da: Andrea Guida

Un altro importante ostacolo al il matrimonio tra Chrysler e FIAT è stato superato. Il sindacato canadese Caw ha trovato un accordo con Chrysler circa l’abbattimento del costo del lavoro.

L’affare con Sergio Marchionne non è stato chiuso ancora ufficialmente, ma al 30 Aprile, scadenza fissata dal governo USA per concedere un prestito da 6 miliardi di dollari alla più piccola delle “sorelle” di Detroit, manca davvero poco.

Intanto, ultime indiscrezioni vogliono il Tesoro degli USA intento a produrre una sorta di bancarotta pilotata che permetterebbe a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo e procedere più spedita nel matrimonio con Fiat.

Dal canto suo, dopo le polemiche delle scorse ore, l’Unione Europea fa invece sapere che “tutti i dossier che saranno sottoposti saranno analizzati in modo obiettivo e imparziale“. Fiat, però, continua a negare il suo interesso verso Opel.

Nelle prossime ore ci saranno sicuri sviluppi su tutti i fronti. Rimanete collegati!