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Opel, Fiat e Magna avvertite da Guttemberg: “Porte aperte ad altri investitori”

Pubblicato da: Moreno

guttembergIl tour de force di Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, continua in America: dopo aver condotto le trattative legate alla presentazione dell’offerta per Opel, Marchionne si è dedicato al capitolo Chrysler senza voler rilasciare alcuna dichiarazione relativa agli sviluppi Opel.

Di certo, vi è l’allungamento dei tempi di attesa inerenti alla decisione del governo tedesco e la candidatura di Fiat e Magna, anche se il percorso pare tutto intricato dopo la richiesta di General Motors di nuovi finanziamenti per 300 milioni di euro. Per Guttemberg, ministro dell’Economia tedesco, si ha ancora la necessità di verifiche.

Lo stesso ha ribadito che tutti e tre i piani presentati meritano dei correttivi e che “restano ancora aperte tante questioni sulla faccenda Opel, la porta è ancora spalancata per altri investitori a farsi avanti”. Il ministro sottolinea che se non si arriva ad un accordo con gli investitori, bisogna “prendere in considerazione altre soluzioni”, fra cui l’insolvenza controllata. Di fronte ad uno scenario ancora tutto da spiegare, potrebbe presentarsi un nuovo intoppo: Bruxelles, infatti, potrebbe vincolare i prestiti ponte alla chiusura o alla vendita di impianti Opel per non danneggiare la concorrenza.

Fiat-Opel, il piano Marchionne

Pubblicato da: Moreno

marchionneI tagli di cui si era già parlato ieri, ci sono eccome. Con la piccola postilla dovuta al fatto che, anzichè attuarli nell’immediato, si intende scorporarli in unh lasso temporale più esteso, al fine di evitare traumi sociali e rivolte sindacali. Il piano presentato da Sergio Marchionne al governo tedesco per acquisire la Gm Europa ha quale obiettivo la riduzione graduale della capacità produttiva, senza chiusure a breve scadenza.

Stando alle indiscrezioni, i tagli dovrebbero raggiungere una quota pari al 22% che, a renderla in concreto, equivale alla chiusura definitiva di una linea di produzione ogni cinque. Almeno una la certezza: impossibile chiedere sovvenzioni e finanziamenti ai governi interessati. Nel cilindro di Marchionne, la soluzione più probabile sembra essere quella del cosiddetto air bag sociale, con l’utilizzo di misure come il blocco del turn over e gli ammortizzatori sociali. Ancora, la riduzione dei costi dovrebbe passare attraverso la realizzazione di marchi differenti sulle stesse linee auto. Intervistato dal quotidiano Economist, l’amministratore delegato della Fiat ha sottolineato l’importanza di chiudere in tempi rapidi:

“Bisogna muoversi in fretta perché così si riducono le spese generali e si parte prima con la realizzazione dei nuovi modelli. Se con Chrysler la convergenza sulle principali piattaforme produttive potrebbe avvenire entro il 2012, con Opel si potrebbe fare anche prima”.

Fiat-Chrysler: le prime produzioni Alfa Romeo in USA

Pubblicato da: Andrea Guida

240.000 mila dipendenti, 4.700.000 macchine prodotte ogni anno, 208 fabbriche e 10.000 punti vendita in tutto il globo. Il matrimonio tra Chrysler e FIAT ha dato vita ad un vero e proprio colosso del mondo motoristico, un colosso che presto farà sbarcare in USA delle nuove vetture targate Alfa Romeo.

Le prime indiscrezioni vedono infatti le nuove Alfa Romeo Milano (modello successore della 147, ribattezzato “149″ per l’Europa) ed Alfa Romeo Giulia (modello successore della 147) commercializzate in versione berlina e sportwagon nel 2010/2011 in Europa e – finalmente – in negli States.

Altre voci riguardano invece la 500 “americana”, che dovrebbe essere prodotto quanto prima nella fabbrica messicana di Toluca.

Insomma, se il buon giorno si vede dal mattino, il nuovo debutto del gruppo torinese in USA si profila come davvero roseo-

Fiat-Chrysler: il matrimonio è finalmente ufficiale!

Pubblicato da: Andrea Guida

Come ampiamente previsto non più tardi di questa mattina, il matrimonio tra Chrysler e FIAT è finalmente realtà.

Ad annunciarlo è stato il Presidente USA Obama, il quale ha precisato che, a causa del mancato accordo con i piccoli creditori, si è scelta la strada della bancarotta pilotata (Chapter 11) per Chrysler, la quale potrebbe durare dai 30 ai 60 giorni.

L’avvenimento, che Sergio Marchionne non ha esitato a definire come storico, ha portato il 20% del capitale del gruppo americano nelle “tasche” di Fiat ed ha garantito il mantenimento del posto di lavoro a migliaia di persone in tutto l’indotto.

A questo punto, non ci rimane che attendere sviluppi più “succulenti”, quelli relativi ai modelli di auto e alle tecnologie che nasceranno da questa promettente partnership.

Fiat-Chrysler: oggi la firma

Pubblicato da: Andrea Guida

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Ci siamo, l’ora “X” è scattata. L’accordo tra Chrysler ed il sindacato canadese CAW circa la riduzione del costo del lavoro è fatto, quello tra le parti e l’UAW anche, Dalmier ha deciso di cedere il 19,9% di Chrysler in suo possesso senza esigere il rimborso dei prestiti erogati in precedenza ed il Tesoro Usa ha convinto JPMorgan Chase, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley a rinunciare a 6,9 miliardi di dollari in cambio di 2 miliardi in contanti.

Insomma, il tanto agognato matrimonio tra Chrysler e FIAT sembra cosa fatta e secondo i media d’oltreoceano l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare tra poco, in concomitanza con quello relativo all’adozione dell’amministrazione controllata in vista di una bancarotta veicolata di Chrysler (ricorrendo al famoso Chapter 11).

Le quote di capitale quali saranno? Vedremo Sergio Marchionne CEO? Lo scopriremo tra pochissimo!

Fiat-Chrysler, quasi fatta!

Pubblicato da: Andrea Guida

Qualcuno sostiene di aver addirittura già sentito le prime note della marcia nuziale, e come dargli torto? Dopo l’accordo tra Chrysler ed il sindacato canadese CAW, quello tra le parti e l’UAW e l’OK di Dalmier, il matrimonio tra Chrysler e FIAT vede anche uno degli ultimi elementi che lo ostacolavano crollare dinnanzi a sé, o quasi.

Secondo alcune insistenti voci, Il Tesoro Usa avrebbe infatti raggiunto un’accordo con JPMorgan Chase, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley, 4 dei maggiori creditori della più piccola tra le “sorelle” di Detroit, i quali avrebbero accettato di rinunciare a 6,9 miliardi di dollari in cambio di 2 miliardi “cash”.

Chrysler vedrebbe quindi il suo capitale diviso in tre parti: il 55% al sindacato Uaw, il 35% a Fiat ed il resto a governo e creditori.

Fiat-Chrysler: arrivano gli OK di Daimler e UAW

Pubblicato da: Andrea Guida

Ormai mancano solo 48 ore al 30 Aprile e le trattative per far arrivare in porto il matrimonio tra Chrysler e FIAT continuano senza sosta. Ad illuminare la giornata di ieri, in seguito all’accordo tra Chrysler ed il sindacato canadese CAW delle ore precedenti, è arrivato l’OK al taglio del costo del lavoro da parte del sindacato Uaw (United autoworker).

Un importante “sì” che va ad aggiungersi a quello di Daimler. L’azienda tedesca ha infatti deciso di cedere il 19,9% di Chrysler in suo possesso senza esigere il rimborso dei prestiti erogati in precedenza.

A questo punto, ad ostacolare l’atteso accordo italo-americano rimangono solo le banche e gli hedge fund, i quali continuano a puntare i piedi ed esigere i crediti che hanno nei confronti della più piccola tra le “sorelle” di Detroit.

Si andrà verso una bancarotta pilotata di alcuni settori di Chrysler, come molti ormai sostengono? Lo scopriremo presto. Anzi, prestissimo.

Fiat-Chrysler: arriva l’OK dei sindacati canadesi

Pubblicato da: Andrea Guida

Un altro importante ostacolo al il matrimonio tra Chrysler e FIAT è stato superato. Il sindacato canadese Caw ha trovato un accordo con Chrysler circa l’abbattimento del costo del lavoro.

L’affare con Sergio Marchionne non è stato chiuso ancora ufficialmente, ma al 30 Aprile, scadenza fissata dal governo USA per concedere un prestito da 6 miliardi di dollari alla più piccola delle “sorelle” di Detroit, manca davvero poco.

Intanto, ultime indiscrezioni vogliono il Tesoro degli USA intento a produrre una sorta di bancarotta pilotata che permetterebbe a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo e procedere più spedita nel matrimonio con Fiat.

Dal canto suo, dopo le polemiche delle scorse ore, l’Unione Europea fa invece sapere che “tutti i dossier che saranno sottoposti saranno analizzati in modo obiettivo e imparziale“. Fiat, però, continua a negare il suo interesso verso Opel.

Nelle prossime ore ci saranno sicuri sviluppi su tutti i fronti. Rimanete collegati!

Fiat-Chrysler: i creditori faranno saltare le trattative?

Pubblicato da: Andrea Guida

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La trattativa relativa al matrimonio tra Chrysler e FIAT potrebbe subire un durissimo stop. A pochi giorni dal 30 Aprile, scadenza fissata dal governo USA per concedere un prestito da 6 miliardi di dollari alla più piccola delle “sorelle” di Detroit, i creditori del gruppo americano hanno infatti reso noto che potrebbero rinunciare al 35% di quanto gli spetta in cambio di una quota di minoranza del capitale sociale dell’azienda (40%).

A ciò – e qui casca l’asino - dovrebbe però seguire un esborso da parte di FIAT per entrare nel capitale di Chrysler. Cosa che il gruppo del lingotto ha sempre rifiutato categoricamente, intavolando la trattativa con la società statunitense esclusivamente sulla base della condivisione delle proprie tecnologie con quest’ultima.

A questo punto non ci rimane che attendere gli sviluppi. Questa volta è davvero difficile immaginare quali saranno!

Matrimonio Fiat-Chrysler: è questione di giorni

Pubblicato da: Andrea Guida

L’autorevolissimo “New York Times” ne è sicuro, il matrimonio tra Chrysler e FIAT è questioni di giorni.

Secondo il giornale statunitense, la casa automobilistica torinese amministrata da Sergio Marchionne avrebbe infatti convinto il sindacato Uaw a “capitolare” garantendo il 20% delle proprie azioni come pagamento dei 10.6 miliardi di dollari dovuti dal colosso di Detroit ai dipendenti (per benefit sull’assistenza sanitaria e trattamento pensionistico).

Ci si avvia dunque verso un’acqusizione del 20% del capitale di Chrysler da parte di FIAT, la quale però non esclude di poter aumentare la sua partecipazione nel gruppo americano.

A presto con ulteriori sviluppi!

Fiat torna a volare: è quarta in Europa. Bene anche il mercato interno

Pubblicato da: Andrea Guida

flogoFiat può tirare un sospiro di sollievo. Mentre continuano incessanti le trattative con Chrysler, arrivano infatti dati più che confortanti sul fronte delle vendite nel vecchio continente.

Secondo gli ultimi dati diffusi, il gruppo torinese si confermerebbe come quarto in Europa nel settore automobilistico, con una quota di mercato pari al 9.2% (rispetto al 7.4% del Marzo 2008). 131.315 le vetture immatricolate lo scorso mese nell’Europa occidentale dall’azienda guidata da Marchionne, con un aumento del 14.7% rispetto all’anno precedente.

Passando ad una veduta di più ampio respiro, le auto immatricolate in Europa a Marzo 2009 sono state 1.506.249, con un calo del 9% rispetto al 2008. Musica diversa – una volta tanto – in Italia, dove torna a farsi vedere il segno “più”: +0,2% nelle immatricolazioni dello scorso Marzo, contro il -24,4% del mese precedente.

Speriamo sia solo l’inizio di una solida ripresa.

Marchionne: senza l’OK dei sindacati salta l’accordo con Chrysler

Pubblicato da: Andrea Guida

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In un’interessantissima intervista rilasciata al quotidiano canadese “Globe and Mail“, Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e papabile amministratore delegato di Chrysler (per sua stessa ammissione), ha dichiarato che “se non si trova un accordo con i sindacati e non ci sarà, quindi, un netto taglio dei costi da parte dell’azienda americana, l’accordo con Chrysler potrebbe saltare“.

E così, la decisione finale spetterebbe alle associazioni sindacali UAW e CAW, le quali potrebbero far naufragare il matrimonio tra Chrysler e FIAT portandoil più piccolo dei colossi di Detroit verso la bancarotta.

Noi speriamo che le cose vadano in tutt’altro modo e che, come preannunciato dallo stesso Marchionne, la 500 possa essere prodotta e commercializzata in USA già dal prossimo anno.

Marchionne prossimo AD Chrysler?

Pubblicato da: Andrea Guida

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Sergio Marchionne è l’uomo giusto per Chrysler, può fare con l’azienda americana quello che ha fatto con Fiat, salvandola dal disastroso stato in cui versava nel 2004″. Questo, più o meno, il pensiero dell’amministrazione Obama sul realizzarsi dell’accordo Fiat-Chrysler.

Pare infatti certo che il gruppo dirigente dell’azienda statunitense verrà seriamente revisionato nel corso delle prossime settimane e, a sorpresa, potrebbe esserci un incarico al “nostro” Sergio Marchionne quale nuovo amministratore delegato del colosso USA. Qualora si realizzasse questo scenario, ovviamente, le cariche di presidente e AD di Chrysler verrebbero divise.

Non ci resta che attendere e vedere che succede.

Chrysler ed A123 insieme per l’auto elettrica

Pubblicato da: Andrea Guida

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L’ormai celeberrima “rivoluzione ecologica” messa in atto dal neo-Presidente USA, Obama, prevede lo sviluppo su larga scala di auto elettriche e l’annullamento della dipendenza energetica degli States nei confronti di Paesi terzi.

In quest’ottica, cade a fagiulo l’accordo appena stipulato tra Chrysler ed A123 Systems, il quale consentirà al colosso di Detroit di equipaggiare con avazatissime batterie agli ioni di litio “made in USA” le sue Dodge EV, Jeep Wrangler EV, Jeep Patriot EV, Chrysler Town e Country EV.

Davvero un bel passo in avanti. Speriamo si concretizzi presto nella produzione globale di veicoli alimentati esclusivamente ad energia elettrica.

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