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Ecoincentivi Peugeot 2010: avanti fino al 28 febbraio
Pubblicato da: Moreno
Per Peugeot il 2010 comincia come era finito l’anno prima: ecoincentivi per automobilisti intenzionati a sostituire la propria vettura. Dopo il mancato sostegno da parte del Governo - annunciato dal Ministro Claudio Scajola – che ha reso nota l’intenzione di non portare avanti la politica degli incentivi statali, i grandi costruttori europei, tra essi Volkswagen, PSA Peugeot Citroen e Renault, hanno prontamente lanciato un campanello d’allarme rispetto ai volumi di vendita dell’anno corrente.
C’è la preoccupazione di un mercato che possa andare a peggiorare i dati del 2009 e le compagnie a quattro ruote non possono esimersi dal fare da sè. Proponendo ecoincentivi rispetto all’acquisto di una vettura griffata con il rispettivo marchio di fabbrica. Peugeot, quindi, decide non mancare all’appuntamento con la boccata di ossigeno con cui rifocillare le finanze in rosso dei cittadini, in piena emergenza economica. Sulla vasta gamma Peugeot - dall’agile e compatta 107 al nuovo Crossover 3008 con tecnologia Grip Control – sono garantiti sconti e vantaggi: con qualsiasi usato da rottamare, infatti, arrivano a pioggia gli incentivi di Peugeot, casa automobilistica e motociclistica francese che fa parte del gruppo PSA Peugeot Citroën controllato dalla famiglia Peugeot.
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Ecoincentivi auto 2010: il Governo dice stop. E adesso?
Pubblicato da: Moreno
Il Governo ha deciso: nel 2010 stop agli ecoincentivi per l’acquisto di automobili, annuncio dato per bocca del Ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola. Una batosta per acquirenti e operatori del settore, visto che nel solo 2009 - dati alla mano – sono state registrate oltre 1 milione 50 mila operazioni di richiesta a fronte di altrettante rottamazioni. L’ecoincentivo nasce quale iniziativa politica per garantire un supporto vitale – soprattutto in tempi di crisi economica e settoriale – al mercato delle quattro ruote ma acquisisce, inevitabilmente, una accezione assai più vasta per la capacità di sensibilizzare rispetto alla tematica ambientale: ne è un esempio il caso del 2006, quando vi fu la prima iniziativa di governo volta a incentivare l’acquisto di veicoli nuovi a bassa emissione di gas, euro 4 ed euro 5 e con tanto di rottamazione di veicoli euro 0, 1 e 2. Si è beneficiato degli ecoincentivi anche negli anni a venire: nel 2007, nel 2008, nel 2009.
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Fiat, Scajola: “Termini Imerese va sostenuto”
Pubblicato da: Moreno

Ne abbiamo parlato a Natale e torniamo a riprendere l’argomento anche alla vigilia dell’anno nuovo. La Fiat non abbandoni Termini Imerese: questo il messaggio lanciato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ai vertici del Lingotto:
“Termini Imerese non va ridimensionato anche se bisognerà vedere l’andamento delle vendite nel 2010. Quanto agli incentivi per l’auto, vedremo a gennaio come si muoverà l’Europa”.
Una pressione evidente affinchè l’azienda torinese torni sui propri passi rispetto alla volontà di non produrre più auto nello stabilimento dell’isola.
Fiat, Termini Imerese: Marchionne duro con Scajola
Pubblicato da: Moreno
Lo scontro per la probabile chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese si fa acceso. Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, infatti, non le manda a dire e risponde in maniera secca alle affermazioni del ministro Claudio Scajola il quale, qualche giorno fa, aveva bollato come una “follia” l’eventualità che l’azienda fermasse la produzione nella località siciliana.
Per l’esattezza, le parole del ministro sono state ben più articolate:
“Sarebbe folle far morire un polo industriale come questo, su cui nel tempo sono stati fatti investimenti importanti e dove tutti mi dicono che la qualità del lavoro è molto buona”.
Pronta la replica di Sergio Marchionne:
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Fiat preleva Bertone, Scajola: “1.137 dipendenti riassorbiti”
Pubblicato da: Moreno
Bertone e Fiat, un matrimonio fatto. Dopo l’autorizzazione del ministero dello Sviluppo Economico, il gruppo torinese ha prelevato la famosa carrozzeria in seguito alla presentazione di un piano industriale che Commissari e Comitato di Sorveglianza hanno ritenuto adeguato e consono.
Indiscrezioni riportano la notizia che l’offerta avanzata dalla Fiat fosse economicamente superiore alle altre e in grado di formulare una prospettiva industriale a lungo termine. Ad illustrare nel dettaglio la trattativa ci ha pensato il ministro Claudio Scajola:
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Sergio Marchionne (Fiat) a Palazzo Chigi: svelati i piani futuri del Lingotto
Pubblicato da: Moreno

E’ stato un dibattito sereno e interessante, nel corso del quale le parti hanno ascoltato e si sono confrontate l’un l’altra. Mattatore della giornata è stato Sergio Marchionne, Amministratore delegato Fiat, giunto a Palazzo Chigi per l’incontro con Sindacati e Regioni.
L’artefice della fusione Fiat-Chrysler nonchè l’uomo che allo stato attuale meglio rappresenta il gruppo del Lingotto ha immediatamente ricevuto un riconoscimento verbale dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale non ha perso tempo nel definirlo:
“Il signor Fiat, il principale referente di un’operazione importantissima che cambierà le abitudini degli americani sul fronte delle auto ecologiche”.
Alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e ai ministri del Welfare, Maurizio Sacconi, e dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, Marchionne non ha faticato ad illustrare gli sviluppi prossimi della Fiat, garantendo che il marchio e le priorità saranno sempre indirizzate, in primo luogo, sulla penisola.
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Auto: niente incentivi per l’Italia, parola di Scajola
Pubblicato da: Andrea Guida

Proprio mentre il governo svedese approvava delle misure a favore di Volvo e Saab, tese a promuovere la produzione di auto più ecologiche (con un investimento pari a 2.65 miliardi di euro), il “nostro” ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha letteralmente gelato il mondo dell’auto nostrano dicendo che “non ci saranno incentivi“.
Secondo l’esponente del “popolo delle libertà“, infatti, essendo la crisi del settore automobilistico un problema prima mondiale e poi europeo, le soluzioni vanno discusse e trovate a Bruxelles e non a Roma.
Insomma, finché non arrivano ordini ben precisi dall’Europa, il governo italiano è intenzionato a non muovere nemmeno un dito per aiutare Fiat.
Andiamo bene…
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