Fiat-Chrysler: il matrimonio è finalmente ufficiale!
Pubblicato da: Andrea Guida

Come ampiamente previsto non più tardi di questa mattina, il matrimonio tra Chrysler e FIAT è finalmente realtà.
Ad annunciarlo è stato il Presidente USA Obama, il quale ha precisato che, a causa del mancato accordo con i piccoli creditori, si è scelta la strada della bancarotta pilotata (Chapter 11) per Chrysler, la quale potrebbe durare dai 30 ai 60 giorni.
L’avvenimento, che Sergio Marchionne non ha esitato a definire come storico, ha portato il 20% del capitale del gruppo americano nelle “tasche” di Fiat ed ha garantito il mantenimento del posto di lavoro a migliaia di persone in tutto l’indotto.
A questo punto, non ci rimane che attendere sviluppi più “succulenti”, quelli relativi ai modelli di auto e alle tecnologie che nasceranno da questa promettente partnership.
Fiat-Chrysler: oggi la firma
Pubblicato da: Andrea Guida

Ci siamo, l’ora “X” è scattata. L’accordo tra Chrysler ed il sindacato canadese CAW circa la riduzione del costo del lavoro è fatto, quello tra le parti e l’UAW anche, Dalmier ha deciso di cedere il 19,9% di Chrysler in suo possesso senza esigere il rimborso dei prestiti erogati in precedenza ed il Tesoro Usa ha convinto JPMorgan Chase, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley a rinunciare a 6,9 miliardi di dollari in cambio di 2 miliardi in contanti.
Insomma, il tanto agognato matrimonio tra Chrysler e FIAT sembra cosa fatta e secondo i media d’oltreoceano l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare tra poco, in concomitanza con quello relativo all’adozione dell’amministrazione controllata in vista di una bancarotta veicolata di Chrysler (ricorrendo al famoso Chapter 11).
Le quote di capitale quali saranno? Vedremo Sergio Marchionne CEO? Lo scopriremo tra pochissimo!
Matrimonio Fiat-Chrysler: è questione di giorni
Pubblicato da: Andrea Guida

L’autorevolissimo “New York Times” ne è sicuro, il matrimonio tra Chrysler e FIAT è questioni di giorni.
Secondo il giornale statunitense, la casa automobilistica torinese amministrata da Sergio Marchionne avrebbe infatti convinto il sindacato Uaw a “capitolare” garantendo il 20% delle proprie azioni come pagamento dei 10.6 miliardi di dollari dovuti dal colosso di Detroit ai dipendenti (per benefit sull’assistenza sanitaria e trattamento pensionistico).
Ci si avvia dunque verso un’acqusizione del 20% del capitale di Chrysler da parte di FIAT, la quale però non esclude di poter aumentare la sua partecipazione nel gruppo americano.
A presto con ulteriori sviluppi!
Marchionne: senza l’OK dei sindacati salta l’accordo con Chrysler
Pubblicato da: Andrea Guida

In un’interessantissima intervista rilasciata al quotidiano canadese “Globe and Mail“, Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e papabile amministratore delegato di Chrysler (per sua stessa ammissione), ha dichiarato che “se non si trova un accordo con i sindacati e non ci sarà, quindi, un netto taglio dei costi da parte dell’azienda americana, l’accordo con Chrysler potrebbe saltare“.
E così, la decisione finale spetterebbe alle associazioni sindacali UAW e CAW, le quali potrebbero far naufragare il matrimonio tra Chrysler e FIAT portandoil più piccolo dei colossi di Detroit verso la bancarotta.
Noi speriamo che le cose vadano in tutt’altro modo e che, come preannunciato dallo stesso Marchionne, la 500 possa essere prodotta e commercializzata in USA già dal prossimo anno.
Marchionne prossimo AD Chrysler?
Pubblicato da: Andrea Guida

“Sergio Marchionne è l’uomo giusto per Chrysler, può fare con l’azienda americana quello che ha fatto con Fiat, salvandola dal disastroso stato in cui versava nel 2004″. Questo, più o meno, il pensiero dell’amministrazione Obama sul realizzarsi dell’accordo Fiat-Chrysler.
Pare infatti certo che il gruppo dirigente dell’azienda statunitense verrà seriamente revisionato nel corso delle prossime settimane e, a sorpresa, potrebbe esserci un incarico al “nostro” Sergio Marchionne quale nuovo amministratore delegato del colosso USA. Qualora si realizzasse questo scenario, ovviamente, le cariche di presidente e AD di Chrysler verrebbero divise.
Non ci resta che attendere e vedere che succede.