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Fiat 500 EV: 10.000 dollari persi per ogni esemplare
Pubblicato da: Luciano
 Il prototipo della 500 elettrica destinata al mercato U.S.A.
Sul mercato nordamericano è attesa solo per il prossimo anno, ma la 500 EV, versione completamente elettrica della nota utilitaria chic torinese, già fa parlare di sé. E non per le sue qualità.
È lo stesso amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, a dichiarare che la 500 EV farà perdere al neonato Gruppo Chrysler-Fiat ben 10.000 dollari su ogni singolo esemplare prodotto e venduto. Ciò nonostante il prezzo di questa 500 sarà almeno tre volte superiore rispetto a quello della corrispondente versione a benzina.
Sono le batterie a ioni di litio che la equipaggiano ad alzare vertiginosamente i costi. E anche se la coppia motrice sembra promettere grande divertimento per chi guida, peraltro con una discreta autonomia (circa 160 chilometri con una ricarica), a Torino serpeggia il malcontento.
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Chrysler: Obama loda Marchionne, che critica ancora l’Italia
Pubblicato da: Andrea Guida

Detroit. Protagonista di una visita ufficiale all’impianto Jefferson North della Chrysler da parte del Presidente USA Barack Obama, l’AD di Fiat (e del gruppo statunitense) Sergio Marchionne è stato accolto come un vero e proprio salvatore della patria. Al punto che anche l’inquilino della Casa Bianca lo ha ringraziato pubblicamente e lo ha apostrofato come autore di “un gran lavoro“.
Un gran lavoro rintracciabile facilmente negli obiettivi che il manager italiano ha prefissato per la “sorella piccola” di Detroit: raddoppio delle vendite annuali di Chrysler in Europa e Sud America (pari a 200.000 vetture commercializzate) e ravvivamento dell’impianto di Sterling Heighs ,nel Michigan, che invece di chiudere nel 2012 come previsto, vedrà l’introduzione di un secondo turno di lavoro per circa 900 operai.
Inebriato dai successo oltreoceano, Marchionne non ha dimenticato di lanciare la “solita” frecciatina all’Italia. L’AD del gruppo del Lingotto ha infatti commentato le difficoltà che la sua azienda sta attraversando in Italia spiegando che “In Italia Fiat ha responsabilità che vanno al di là di una casa automobilistica. E il ruolo che il governo americano ha giocato qui è molto diverso da quello giocato in Italia“.
Possiamo dargli torto?
[Photo Credits | jurvetson]
Fiat-Crysler, via libera a vendita: oggi si chiude?
Pubblicato da: Moreno
Finalmente pare che la svolta nella trattativa Fiat-Crysler sia arrivata. Come accaduto per il trasferimento di Kaka al Real Madrid, anche stavolta le novità decisive giungono nel cuore della notte. La Corte Suprema Usa ha dato il via libera alla vendita della Chrysler al marchio torinese, decisione che oltre a sancire un successo per il Lingotto segna una vittoria indiscutibile per l’amministrazione del presidente in pectore Obama. La decisione va a smorzare parecchie paure e la preoccupazione – di questi giorni – che dopo Opel anche Crysler diventasse un boomerang.
Il tribunale ha annunciato di aver bocciato la richiesta di un gruppo che amministra fondi pensione di lavoratori dell’Indiana e di gruppi a difesa dei consumatori che volevano ostacolare l’intesa e cercato di farla saltare. La scorsa settimana la Corte d’Appello di New York aveva dato l’ok alla vendita, concedendo nello stesso tempo tre giorni di tempo ai gruppi contrari per presentare i loro argomenti di opposizione alla vendita.
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GM verso la bancarotta, stavolta sul serio
Pubblicato da: Andrea Guida

General Motors si avvia verso la bancarotta. Questa frase l’avrete letta circa un centinaio di volte negli ultimi periodi, ma questa volta vi possiamo assicurare che il suo significato è molto più profondo e radicato del solito.
E’ infatti scaduto il termine fissato dal Tesoro americano entro il quale i detentori di obbligazioni GM avrebbero potuto aderire all’offerta dell’amministrazione Obama: accettare la vendita degli asset buoni della compagnia in caso di crack ottenendo in cambio il 25% della società.
Il piano del governo sembrerebbe stato accettato dai creditori della “grande sorella” di Detroit (titolari del 50% del debito di quest’ultima, che ormai ammonta a 27 miliardi di dollari) e si profilerebbe quindi l’inevitabile ricorso alla bancarotta, in seguito alla quale la General Motors dovrebbe essere controllata al 72,5% dallo Stato, per il 17,5% dal sindacato United Auto Workers e per il 10% (che potrebbe diventare 25%) dai creditori aderenti all’offerta dell’amministrazione USA.
Obama: 2.4 miliardi di dollari per le auto elettriche
Pubblicato da: Andrea Guida

Il Presidente USA Obama ha puntato quasi tutte le sue “fiches” sull’ecologia, lo sappiamo tutti. Un ruolo importante in quella che è stata definita da più parti come “rivoluzione verde” lo svolgeranno – ovviamente – le case automobilistiche, le quali saranno incentivate/aiutate a produrre auto a zero emissioni, o quasi.
In questo senso, sono fondamentali le ultime parole del neo-Presidente a stelle e strice, il quale ha asserito che gli Stati Uniti investiranno 2.4 miliardi di dollari nel comparto delle auto elettriche. Bei soldoni che, per essere precisi, verranno suddivisi in questo modo:
- 1.5 miliardi di dollari per produrre batterie e componenti in USA
- 500 milioni di dollari per produrre altri componenti per veicoli elettrici (EV), quali motori elettrici
- 400 milioni di dollari per la costruzione di stazioni di rifornimento, infrastrutture legate al settore ed istruire i tecnici per operare al meglio
Speriamo bene!
Obama, al via la rivoluzione “verde”. Sarà realmente efficace?
Pubblicato da: Andrea Guida

Lo aveva promesso e lo ha fatto. Entro Marzo, il neo-Presidente degli USA, Barack Obama, definirà i nuovi standard concernenti l’efficienza energetica dei veicoli (in vigore dal 2011). Intanto, c’è stato il via libera all’EPA, l’agenzia per l’Ambiente che – tra le altre cose – consentirà alla California di fissare i suoi limiti alle emissioni di CO2 delle auto.
Entro il 2020 tutte le case automobilistiche a stelle e strisce dovranno produrre veicoli in grado di percorrere mediamente 15 chilometri con un litro. Una missione che, allo stato dei fatti, con la crisi globale in atto, pare quasi impossibile. Eppure, il carisma e la voglia di fare dell’uomo che ha conquistato il mondo con un motto che rispecchia in toto il suo programma governativo, “Yes, we can“, sembra crederci sul serio.
Riuscirà il Presidente Obama in questa rivoluzione “verde”? Noi ci speriamo tanto, ma è inutile nascondere il fatto che le tasche delle aziende coinvolte in quest’ultima potrebbero frenare drasticamente il corso degli eventi.
Obama, la nuova limousine svelata ufficialmente!
Pubblicato da: Andrea Guida

Ormai manca meno di una settimana all’insediamento ufficiale di Barack Obama, il nuovo Presidente degli USA, e la sua limousine targata Cadillac è pronta. Non c’è che dire, davvero un bel colpo d’occhio rispetto al modello in fase di allestimento che abbiamo avuto modo di sbirciare qualche giorno fa, ma per ragioni di sicurezza latitano dettagli di stampo tecnico.
Sappiamo solo che le portiere sono spesse circa 20 centimetri, gli pneumatici sono GoodYear ed è presente un avanzato sistema di sicurezza per fuggire facilmente dal veicolo. Per il resto, ipotizziamo la presenza di tutti quegli elementi indispensabili per uno degli uomini più importanti del mondo (schermi, telefoni, sistemi avanzati di comunicazione, computer, ecc.).
Adesso però basta fantasticare. Ecco le foto:
Obama, ecco la limousine del nuovo presidente USA
Pubblicato da: Andrea Guida

Nuovo Presidente, nuova limousine. Come ci ha mostrato la CNN in un suo servizio, infatti, GM (sfruttando il marchio Cadillac) ha preparato una nuova “bestia” su quattro ruote per Barack Obama. Un veicolo da molti già definito come carrarmato, non ancora ultimato, ma già sprizzante sicurezza da tutti i pori.
Basti pensare che è caratterizzato dalla presenza di larghi finestrini spessi 5 pollici, portiere spesse circa 20 centimetri, pneumatici GoodYear ed un avanzato sistema di sicurezza per fuggire facilmente dall’auto. Ovviamente, anche per lo svago di “Mr. President” e famiglia non si è basato a spese. A bordo della limousine è, infatti, presente un lettore CD che supporta ben 10 dischi, e non mancheranno certo altri lussi che “noi comuni mortali” non riusciamo nemmeno ad immaginare.
Sarà alimentata a benzina o a diesel? Chissà, intanto guardiamoci il servizio della CNN (dopo il salto):
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GM verso la bancarotta, Bush e Obama litigano
Pubblicato da: Andrea Guida

Con azioni dal valore nullo (secondo Rod Lache, analista di Deutsche Bank), 5.500 posti di lavoro tagliati (prima 3.600, poi 1.900) e dei conti che definire in profondo rosso è un eufemismo, GM si avvia verso la bancarotta.
L’unica ancora di salvezza è rappresentata – tanto per cambiare – da un corposo aiuto di Stato, che però tarda ad arrivare. La ragione di ciò? Semplice: George W. Bush, attuale Presidente degli USA, e Barack Obama, Presidente eletto (che approderà alla Casa Bianca solo il prossimo 20 Gennaio) non hanno ancora trovato un accordo sul da farsi.
Alla richiesta di un urgente sostegno al mondo dell’auto da parte dei democratici, si è infatti contrapposto l’interesse del Presidente uscente circa l’approvazione al Congresso dell’accordo sul libero commercio con la Colombia, al quale Obama si oppone per le violazioni dei diritti umani da parte di Alvaro Uribe.
Litigate, litigate, intanto entro la fine dell’anno GM sprofonderà, portando con sé migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo, e non solo…
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