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GM taglia 10.000 posti di lavoro

Pubblicato da: Andrea Guida

Gli aiuti statali non sono la panacea contro tutti i mali, purtroppo. A testimoniarlo un nuovo significativo taglio di posti di lavoro da parte di casa GM: 10.000 dipendenti saranno infatti mandati a casa quanto prima. Una cifra impressionante, che rappresenta il 14% dei salariati totali.

Il numero di colletti bianchi del gruppo di Detroit passerà quindi da 73.000 a 63.000, e non è finita qui. Per arginare i devastanti effetti della crisi globale, GM ha deciso anche di tagliare i compensi di colletti bianchi ed executive del 3% e del 10%.

Che dire? Speriamo che le “sorprese” finiscano qui… ma poco ci speriamo!

Nissan licenzia 20.000 dipendenti

Pubblicato da: Andrea Guida

Dopo il materializzarsi dell’incubo relativo al primo bilancio in rosso per casa Toyota, un’altra tegola proveniente dal Paese del sol levante si abbatte sul mercato globale dell’auto. Il colosso di Tokyo ha infatti ammesso, per bocca del presidente Carlos Ghosn, che la crisi ha avuto un impatto peggiore rispetto alle aspettative e che il gruppo provvederà a licenziare 20.000 dipendenti.

Il taglio avverrà entro Marzo 2010, e considerando il fatto che il numero totale dei lavoratori Nissan è pari a 215.000, il provvedimento farà fuori circa l’l’8,5% del personale. Stranamente, a soffrire la crisi saranno anche i  top manager, che vedranno il loro stipendio ridursi del 10% fino a quando le acque non si calmeranno.

Speriamo che ciò accada prima di quanto ognuno di noi possa immaginare…

Toyota taglia 800 unità della sua forza lavoro in Giappone

Pubblicato da: Andrea Guida

Come, ahinoi, abbiamo avuto modo di constatare in diverse occasioni, la crisi del mercato dell’auto non riguarda solo il nostro paese (seppur messo in una situazione peggiore rispetto a quella di altri). A confermo di ciò, arriva la notizia che riguarda Toyota, intenzionata a tagliare 800 unità della sua forza lavoro in Giappone (quella della fabbrica dove vengono assemblate le Lexus, per essere più precisi).

Anche se la celebre casa automobilistica ha promesso che, almeno 500 di questi 800 elementi attualmente a spasso rientreranno in attività (sparsi un po’ qua e un po’ la, tra joint-venture e fabbriche varie) al più presto, non possiamo che sottolineare come anche una grande azienda multinazionale del calibro di Toyota sia intenzionata a puntare molto sui lavoratori precari per migliorare la propria situazione sul mercato (danneggiando quella dei lavoratori a tempo pieno).

Speriamo di avere presto risvolti positivi della faccenda.