F1, Barrichello dice no alla pensione


39 anni appena compiuti e fuori dalla pista Rubens Barrichello ha riconfermato di essere prima di tutto un grande uomo ed una bravissima persona. All’interno della Williams uno dei periodi più difficili sta mettendo a dura prova il team e come spiega Rubens, con coraggio e voglia di continuare, questo è un periodo che forse cesserà con l’arrivo dell’ex capo ingegnere della McLaren Mike Coughlan.

La voglia di non andare in pensione la si legge in questa dichiarazione dello stesso pilota brasiliano che si rivolge a Jackie Stewart, uomo molto vicino alla famiglia Williams:” Jackie dimmi perché amo ancora questa cosa così tanto anche quando mi ritrovo a partire dalla 19ma posizione? Potevo rimanere a casa e stare con i miei figli, ma ho bisogno di questo. Ho bisogno di adrenalina, e ho bisogno di essere in grado di cambiare le cose. Sono sicuro che lo farò, ma sto soffrendo qui in questo momento“.

La squadra sta attraversando un periodo difficile, ma proprio ora la famiglia ha bisogno di aggrapparsi e creare un ambiente piacevole. C’è un po’ di individualismo qua e là, alcuni pareri differenti. Abbiamo solo bisogno di aspettare che Mike Coughlan arrivi e speriamo che ci darà la direzione con una leadership tecnica. E’ troppo facile darsi la colpa a vicenda“.

Questo comportamento tenace è un merito per Barrichello. La Williams ha avuto anni di gloria ed oggi è tra i team con più storia e partecipazione nello sport, ma purtroppo la Formula 1 cambia ogni anno e si evolve. Come la legge della natura di Darwin l’adattamento alla circostanze è la selezione per i più forti…

GP di Spagna 2011, analisi, caratteristiche e curiosità


Di seguito vi presentiamo il quinto appuntamento della Formula 1. Si torna a correre in Europa in un circuito atteso per i grandi aggiornamenti che tutti i team porteranno. La Red Bull manterrà la sua leadership o i team inseguitori avranno colmato il gap? La Williams afflitta da una grave crisi interna riuscirà a raggiungere la zona punti? Può il Team Lotus riuscire a recuperare un secondo netto riuscendo così a lottare con team come Force India e Toro Rosso?

4.650 km, in tutto sono 66 giri, 16 curve in totale, questo tracciato è considerato il miglior test per l’aerodinamica delle macchine in quanto sono presenti sia curve medie che veloci. In rettilineo le monoposto raggiungeranno 317 km\h (con l’ala mobile), mentre i piloti per il 60% del giro terranno il piede schiacciato sull’acceleratore.

Per completare l’intera gara è necessario riempire i serbatoi con 154kg di benzina, ad ogni giro il consumo in media è di 2.34 kg (varia dai diversi stili di guida dei piloti). Introdurre nelle vetture 10 kg vuole dire girare più lenti di 0,40 secondi.

Il 12% del giro è speso in frenate, mentre un normale rifornimento richiede all’incirca 24 secondi.

In questo circuito è difficilissimo sorpassare, perché non ci sono curve lente che immettono nei rettilinei. Negli ultimi 10 anni hanno vinto coloro che hanno ottenuto la pole position, proprio per questo il tracciato rappresenta il test per eccellenza per l’ala mobile. Il rettilineo dei box è lungo 1 km ed i piloti spendono 13 secondi per percorrerlo, ma la prima curva è troppo veloce per fare sorpassi.

Questa gara rovina le strategie, in quanto chi precede una vettura perde tempo prezioso. Chi parte male difficilmente sarà autore di una rimonta.

Le gomme subiscono un forte stress in questa pista, per questo la Pirelli introduce il nuovo set di gomme HARD. Superficie abrasiva è soprattutto nella curva numero 3 che la ruota sinistra anteriore subisce una fortissima sollecitazione. Qui i piloti percorrono l’angolo a 240 km/h per 4 secondi.

Per l’intero week-end è previsto un tempo caldo e asciutto. La probabilità che piove è del 20%. Il vento è un fattore molto importante per il bilancio delle macchine. La temperatura si aggira intorno ai 23°.

Sicuramente vedremo ancora tanti pit-stop. Quasi tutti i team sceglieranno le 3 soste, approssimativamente al 14mo, 32mo e 50mo giro. Fare quattro soste può diventare un problema a causa dell’elevato traffico e dei pochi sorpassi.

Dal 2003 la Safety Car ha partecipato in 5 occasioni, 4 di queste conseguenti incidenti causati nel primo giro.