Tremano tanti consumatori in Europa, visto che abbiamo un lungo elenco di auto ibride richiamate da Stellantis ad aprile 2026. Un problema individuato, che secondo l’azienda potrebbe addirittura portare ad incendi se non affrontato tempestivamente con la dovuta assistenza.

Quali sono le auto ibride richiamate da Stellantis ad aprile 2026
Nuova allerta nel settore automotive: il colosso Stellantis ha ufficializzato una massiccia campagna di richiamo che coinvolge circa 700.000 veicoli a livello globale. L’operazione, monitorata con attenzione dall’autorità tedesca KBA, nasce dalla necessità di prevenire un potenziale rischio di incendio nel vano motore, un’eventualità che ha già messo in moto i protocolli di sicurezza in diversi mercati europei.
I numeri e i marchi coinvolti tra le auto ibride richiamate da Stellantis
Il richiamo è vasto e trasversale, toccando quasi l’intero portafoglio del gruppo. Tra i brand interessati figurano Peugeot, Citroën, Fiat, Alfa Romeo, Jeep, DS, Lancia e Opel/Vauxhall. Ad esempio, in Francia la testata France Press riporta il coinvolgimento di 212.000 unità prodotte tra il 2023 e il 2026. In Germania, invece, sono oltre 50.000 le vetture richiamate per verifiche tecniche.
La natura del guasto: un problema di “gioco” meccanico
Secondo le specifiche fornite da Stellantis, l’anomalia risiederebbe in un difetto di assemblaggio relativo alla distanza (il cosiddetto “gioco”) tra due componenti critiche: il tubo del filtro antiparticolato benzina e il generatore di avviamento a cinghia del sistema a 48 Volt.
In alcuni lotti produttivi, lo spazio tra questi elementi sarebbe insufficiente. Questa vicinanza eccessiva, combinata con l’esposizione all’umidità, potrebbe favorire infiltrazioni d’acqua e la conseguente formazione di un arco elettrico. Tale fenomeno è in grado di innescare un surriscaldamento anomalo (evento termico) che, nelle ipotesi più critiche, può degenerare in un incendio localizzato nel vano motore.
Modalità di intervento per le auto ibride richiamate da Stellantis
Stellantis ha già avviato le procedure per contattare direttamente i proprietari dei veicoli potenzialmente a rischio. La procedura di messa in sicurezza è fortunatamente rapida e indolore per l’utente:
Appuntamento: i clienti verranno invitati presso le officine autorizzate.
Tempistiche: l’intervento tecnico richiede mediamente solo 30 minuti.
Costi: come da prassi per i difetti di fabbrica, l’operazione è completamente gratuita.
Un trend preoccupante nel settore
Questo episodio non è isolato. Solo poche settimane fa, il gruppo Volkswagen ha dovuto affrontare una situazione analoga, richiamando circa 94.000 auto elettriche in Europa a causa di difetti alle batterie che esponevano i mezzi al medesimo rischio di autocombustione. Queste campagne di richiamo su larga scala sottolineano le sfide tecnologiche che i produttori devono affrontare nell’integrare sistemi elettrici e ibridi sempre più complessi in architetture meccaniche preesistenti. Occhio dunque alle auto ibride richiamate da Stellantis.