Bugatti 16C Galibier, verrà prodotta dal 2013

di Riccardo Guerra 1

La produzione della coupé sportiva Bugatti Veyron sta volgendo, lentamente, al termine: entro poco tempo si arriverà a concludere il lotto limitato di trecento esemplari previsti dal quartier generale teutonico. In seguito? Probabilmente, è la stessa questione che si stanno ponendo, ora, i top-managers del Gruppo Volkswagen di Wolfsburg, che posseggono l’autorità sulla casa automobilistica francese Bugatti. Che ne sarà del marchio, dopo la morte della linea di montaggio della supercar Veyron? Ebbene, pare che sia stata concessa luce verde al progetto di Bugatti 16C Galibier.

Diciamolo tra noi: la nuova sportiva che il brand sta sviluppando, in Alsazia, non pare avere troppo in comune con l’uscente di scena Bugatti Veyron e non compiacerà chi ricerca la sportività ed il limite, a tutti i costi (qui si parla di cospicue cifre). Accontenterà, piuttosto, facoltosi emiri o signorotti locali: nello specifico, stiamo parlando di una berlina di lusso, 16C Galibier, con il tetto da coupé ed una dotazione di potenza più contenuta: non una limousine tradizionale, ma una coupé a cinque porte come piace al mercato, sprovvista di terzo volume.

La nuova Bugatti 16C Galibier verrà commercializzata a partire dal 2013, ma anche in questo caso la produzione verrà limitata a trecento esemplari, la stessa dotazione della precedente ammiraglia sportiva, Veyron. La supercar con cinque portiere verrà equipaggiata con il motore della succitata coupé: 8,0 litri benzina, 16 cilindri disposti a W. Tuttavia, l’eliminazione di due turbo-compressori abbasserà il livello di potenza a quota 800 cavalli circa.

Nulla a che vedere con quella recente Bugatti Veyron SuperSport, dotata di 1200 cavalli, che ha fatto segnare il record di velocità massima raggiunto con una vettura da produzione, soltanto qualche settimana fa. La nuova Bugatti 16C Galibier potrà accogliere quattro occupanti, nel più sfarzoso concentrato di lusso possibile. Saranno necessari circa 1,5 milioni di dollari, pari a 1,1 milioni di euro, per fare propria una delle trecento unità di questo concentrato di alluminio, fibra di carbonio e tecnologia.

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