“La Formula 1 è tecnologia allo stato puro”. Alonso dixit. E allora che tecnologia sia, a dispetto di una Fia che continua puntualmente a smentire se stessa ammettendo prima e vietando poi (o viceversa!) tutti gli accorgimenti aerodinamici e strutturali delle monoposto in competizione per il titolo mondiale. L’ultimo scoop è quello che ritrae la Renault nell’ultima uscita in Malesia con un “doppio fondo” assente nelle prime due gare.
Che poi possa portare maggiori o minori vantaggi questo è un altro discorso. In questa occasione ci vogliamo soffermare sull’atteggiamento ambiguo del governo del volante che non riesce a stare dietro alla continua evoluzione di tutte le scuderie. Già solo in questo primo scorcio di stagione ci sono stati parecchi episodi che hanno fatto discutere.
Parola al campione del Mondo. Jenson Button. L’inglese classe 1980 dopo l’iridato conquistato nel 2009 al volante della Brawn Gp ha deciso di voltare pagina e accettare la proposta della McLaren. Al fianco di Lewis Hamilton, Button ha iniziato a prendere confidenza con scuderia e monoposto: ci ha messo davvero poco a diventare competitivo anche con il nuovo team e i primi risultati portati a casa lo portano a candidarsi in maniera naturale per la conferma del titolo piloti.
Jarno Trulli, ex pilota Toyota, e Heikki Kovalainen, penultimo compagno di squadra di Lewis Hamilton alla McLaren: sono i due piloti in quota alla Lotus nel corso della stagione 2010 di Formula 1 della scuderia esordiente nel paddock dei motori. Un bilancio finora poco esaltante ma che non desta preoccupazioni, considerato che la Lotus F1 Racing aveva tra gli obiettivi dichiarati quello di fare più esperienza possibile, mettere in cantiere migliorie e maturità professionale per mettersi nelle condizioni di arrivare a essere – tempo tre anni – tra i cinque team di spessore del contesto motoristico.
