De Tomaso Ghepardo, concept car amarcord

di Riccardo Guerra 1

Appuntita e rastremata, al frontale, bombata e apocopata di netto, al posteriore: la rivisitazione, in chiave moderna, o futuristica, della storica sportiva De Tomaso Pantera (un’automobile disegnata al termine degli anni ’60) è geometrica, quasi una scultura rudimentale, non conclusa, emulatrice delle forme nobili, ma davvero energica, meno armoniosa, meno placida, più trafelata. Si chiama De Tomaso Ghepardo (l’evoluzione in perfetto stile manga della bestia della progenitrice), ma non è una sportiva realizzata da Rossignolo, l’attuale Presidente di De Tomaso Automobili S.p.A., e company.

E quindi? La nuova De Tomaso Ghepardo, che si ispira a dettami d’altri tempi (lo dice l’immagine stessa: Insipired by the past, designed for the future), è frutto di una matita, tale Frederik Tjellesen, che ha realizzato per proprio conto e per desiderio personale un esercizio di stile, in onore all’automobile realizzata dal pilota argentino (Alejandro De Tomaso). Non sappiamo se, vedendola, Gian Mario Rossignolo si commuoverà e la inserirà all’interno del programma della neonata casa automobilistica italiana.

Per ora, questa rimane una virtuale concept car, che il designer Frederik Tjellesen ha ipotizzato possa competere con Aston Martin Rapide, Fisker Karma e Porsche Panamera (alcune delle coupé a quattro porte del settore): questo per la scenografica apertura ad ali di gabbiano delle portiere posteriori, che dà accesso alle sedute della seconda fila, sebbene la forma dell’automobile non abbia granché in comune con le vetture anzidette. Ma ciò che più preme al realizzatore della nuova De Tomaso Ghepardo è darle una connotazione al passo con i tempi. Eco-friendly.

Ed ecco che spunta lo spazio per un 3,5 litri V6 EcoBoost bi-turbo benzina, d’origine Ford, nella parte anteriore, accoppiato a quattro propulsori elettrici, sistemati su ognuno degli pneumatici della vettura. Ergo, una sana dose di potenza, ecologica, per giunta, con trazione ripartita a ciascun assale. Frederik Tjellesen ha confermato che la nuova De Tomaso Ghepardo risponde alle esigenze di preservazione delle risorse naturali e che si sposa con l’idea di mobilità del futuro.

Per ora, De Tomaso Automobili si concentrerà su un SUV, che arriverà durante il 2011, su una berlina e su una coupé, ancora non ben cronologicamente programmate. Ma non si esclude, nello specifico, che nel futuro si possa includere nella produzione De Tomaso una sportiva. Elettrica o ibrido-elettrica che sia.

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