Marchionne: “Fiat a Detroit? Forse”. Immediate reazioni: Chiamparino chiede un incontro

di Moreno Commenta

Foto: AP/LaPresse

Le parole odierne dell’Amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, faranno discutere per parecchio per l’implicita ammissione che tra due o tre anni Fiat e Chrysler potranno diventare un’unica entità che potrebbe avere sede negli Stati Uniti. E’ soprattutto questo il messaggio che colpisce delle varie affermazioni rilasciate da Marchionne, il quale aggiunge:

“Sono ancora ipotesi, stiamo studiando e comunque non faremo passi fino a quando non avremo restituito i prestiti concessi dai governi di Usa e Canada. Chrysler supererà la soglia dei 2 milioni di vetture vendute nel 2011: il risanamento iniziato 19 mesi fa continua su un trend buonissimo. Mirafiori è uno stabilimento fondamentale per il progetto Fabbrica Italia ma nel Bel Paese si fa troppa politica”.

Ancora:

“Finchè sarò amministratore delegato terrò Alfa Romeo“.

Inevitabili le prime, immediate reazioni. Giorgio Airaudo della Fiom:

“Ormai gli annunci importanti Marchionne li fa quando si trova in America, e anche questo è un segnale. E’ responsabilità della politica nazionale e locale quella di non aver saputo trattenere la Fiat in Italia”.

Anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, in un’intervista a ‘La Repubblica’ si è affrettato a dire:

“La cancellazione del quartier generale Fiat dell’Europa sarebbe un’ipotesi inaccettabile, anche se l’azienda è multinazionale. E’ presto per tracciare scenari negativi ma al rientro in Italia di Marchionne chiederò subito un incontro urgente con i vertici della Fiat per chiarire il significato delle parole espresse dall’amministratore delegato e quali siano le prospettive. Al momento comunque, non abbiamo gli elementi per capire cosa volesse dire Marchionne. Per questo mi riservo di approfondire, di chiedere subito un faccia a faccia con il presidente del Lingotto e con lo stesso Marchionne. Ripeto: non credo, sulla base delle informazioni che ci sono, che sia il caso al momento di incatenarsi ai cancelli di Mirafiori. Non facciamo facili allarmismi.Anzi. Penso che l’accordo e gli ingenti investimenti previsti su Pomigliano e su Mirafiori siano la dimostrazione dell’impegno della Fiat in Italia”.

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