Le Rosse e poi Rossi, sono i campioni che aspettavamo

di Alba D'Alberto Commenta

Prima sul traguardo del circuito malese di Formula 1 abbiamo visto sfrecciare Vettel e abbiamo visto tornare in grande spolvero la Ferrari che secondo Rosberg sarebbe dovuta andare a sbirciare nella scuderia Mercedes per capire l’anello mancante tra Maranello e la vittoria. Invece il tedesco ha sorpreso tutti. Poi è arrivato Rossi. 

È stato un fine settimana intenso per gli appassionati di motori. Prima ci ha pensato Vettel a rispolverare la voglia di Italia in pista. Poi una mitica tripletta azzurra nella prima giornata del campionato motociclistico ha confermato la stagione in crescita per le scuderie nostrane.

Il primo a regalare un po’ di gioia agli italiani è stato Vettel che è partito dalla prima fila, è riuscito a rimontare Hamilton e poi ha dominato la gara lasciandosi le Mercedes alle spalle. Tutta farina del suo sacco. In gran parte sì, siamo comunque e sempre di fronte ad un grande campione, ma bisogna valutare anche i progressi della Ferrari sia per sotto il profilo tecnico, sia sotto il profilo tattico.

Dal punto di vista tecnico è apparsa una macchina veloce, scattante, degna di un recordman come Vettel. Dal punto di vista tattico è stata magistrale la gestione degli pneumatici in una giornata non soleggiata e con il solito temporale pomeridiano. Rossi su Twitter non poteva che complimentarsi con la Ferrari.

Poi è stata la volta del motoGP in Qatar e finalmente si è rotto l’incanto spagnolo. Marquez è partito dall’ultima fila ed ha concluso la gara in quarta posizione. Comunque molto bravo ma non abbastanza per salire sul podio, dove, al contrario, troviamo tre italiani: Rossi, poi le Ducati di Dovizioso e Iannone. Si poteva volere di più? Per il Dottore è arrivata anche la chiamata del premier Renzi che ha telefonato perfino a Marchionne. Poi i complimenti della Ferrari, sempre via Twitter:

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