MINI JCW, l’allestimento potrebbe diventare un sub-brand

di Riccardo Guerra 1

La casa automobilistica britannica MINI potrebbe trasformare, durante i prossimi anni, l’allestimento JCW in un vero e proprio sub-brand sportivo, destinato a proporre vetture molto più esclusive delle attuali: lo vuole, con forza, Kay Segler, manager che guida il brand inglese del Gruppo BMW. Nel corso di un’intervista, Segler ha chiarito di voler diversificare maggiormente la gamma JCW rispetto a quella “tradizionale” MINI e di voler creare una divisione che abbia una propria identità ed un maggiore peso.

In soldoni, il manager che dirige la casa automobilistica ha intenzione di trasformare MINI in qualcosa di simile a Motorsport, la divisione sportiva che si occupa di preparare le vetture BMW e di proporre veicoli ultra-esclusivi (il manager, prima di passare a MINI, è stato alla guida proprio del reparto ///M). John Cooper Works potrebbe diventare come AMG per Mercedes e come Renn Sport per Audi, come Volkswagen R per Volkswagen e come Abarth per Fiat.

Segler vuole che in futuro le vetture MINI JCW siano più sportive e più distanti di oggi dalle vetture semplicemente MINI: dai prossimi modelli, quindi, l’acronimo JCW potrà essere collegato (forse) ad una maggiore potenza, a maggiori prestazioni, ad interventi meccanici più raffinati e profondi, a vetture ancora più aggressive ed emozionanti. Un processo di ricerca di identità che, secondo Segler, potrebbe passare anche attraverso vetture MINI sportive in edizione limitata e in versione molto speciale.

Il manager ha chiarito che molto presto arriverà la versione JCW di MINI Countryman, il SUV compatto Premium del brand: sarà l’unico modello John Cooper Works ad utilizzare un sistema di trazione integrale. Segler ha infatti spiegato che sarebbe troppo costoso abbinare le quattro ruote motrici alle altre declinazioni della gamma.

A proposito di prezzi e costi: il manager ha annunciato di voler aggiustare il listino di MINI, anche per far spazio all’annunciato nuovo sub-brand JCW.

Photo credits | Getty Images

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