Tamarrate, stranezze e fuori onda al GP d’Australia

di Alba D'Alberto Commenta

Quello che si è visto al GP d’Australia è in primo luogo un Hamilton convinto di poter vincere il suo secondo titolo mondiale. Un Hamilton che sembra non aver mai abbandonato le piste: in gran forma, capace di gestire vantaggio e stress. Ma al GP d’Australia abbiamo visto molto di più.

Al GP d’Australia e scusate se è poco, abbiamo visto un grandissimo Arnold Schwarzenegger. Torna Terminotor, torna urlante e lo fa sul palco del GP d’Australia, il primo della stagione automobilistica. Un mito, in grado di offuscare anche il campione di giornata. Hamilton intanto si era lasciato fotografare più tamarro che mai con una catena al collo a dir poco vistosa, dei tatuaggi intensissimi e il soli sguardo torvo che ha sostituito con la versione “tanto imbarazzato” davanti a zio Schwarzy.

Certamente meglio dare uno sguardo in più ad Hamilton che perdersi nell’osservazione di Vettel: giovane, stempiato e preso per i fondelli da Rosberg che lo inviata ad andare a prendere appunti nella loro scuderia. Vettel è uno di quelli che ci mette la testa a il terzo posto lo dimostra, ma ci perde anche i capelli, sostituiti con altrettanti cappelli e caschi.

E se i due sono degni di nota, per meriti differenti, che dire di Button? Per carità, anche bello. È un tipo ma dopo essere stato conosciuto senza alcun pelo, poi barbuto, adesso si ripresenta davanti alle telecamere con un discutibile baffetto malandrino che lo invecchia da morire.

E voi che altro avete notato a parte la versione un po’ trasandata di Arrivabene e gli scontri della moglie Stefania Bocchi?

 

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