Il ritorno della Williams: soldi arabi e Raikkonen

di gianni puglisi 2


Può un team caduto così in basso ritornare ai tempi d’oro che furono? Frank Williams, 69 anni e fondatore del team ci crede, proprio per questo ultimamente l’uomo si è recato in pellegrinaggio nelle nazioni arabe, tra Qatar e Arabia Saudita per cercare finanziatori che gli possano permettere di risollevare la sua squadra.

Negli anni 70 ci riuscì, infatti attraverso il contratto di sponsorizzazione con la Saudi Arabian Airlines, la Williams ottenne quei soldi che nel 1980 hanno permetto ad un talento come Alan Jones di vincere il campionato del mondo, così come il titolo costruttori.

Frank vuole ricreare le stesse condizioni, vuole dunque avere un buon bilancio per finanziare la sua squadra, far progettare una buona macchina dal nuovo direttore tecnico Mike Coughlan(l’uomo ex McLaren, immischiato nella spy-story) e soprattutto affidare tutto ad un pilota di successo quale Kimi Raikkonen.

Ora le domande che sorgono sono diverse. Supponiamo che Williams riesca ad ottenere i soldi e quindi Raikkonen. In quanto tempo può essere progettata una macchina vincente che attualmente risiede in nona posizione e che vedrà ricevere una remunerazione di soli 43 milioni di dollari, contro i 180 milioni accaparrati dalla Red Bull per la vittoria del campionato?


Coughlan sarà in grado di progettare una macchina vincente? Ma soprattutto Kimi Raikkonen sarà veloce? Il finlandese non corre in Formula 1 da due anni. Già con Michael Schumacher abbiamo avuto modo di capire che l’evoluzione in Formula 1 non regala sconti a nessuno, chi rimane indietro è perduto, inoltre Raikkonen è un pilota che andò via dallo sport per mancanza di motivazione. Se era sprovveduto di questo alla Ferrari, dopo aver vinto un titolo mondiale, figuriamoci alla Williams che non potrà offrirgli immediatamente la macchina velocissima.

Se Raikkonen torna in Formula 1, è esclusivamente per soldi, mentre la Williams ha bisogno di un pilota leader, qualcuno che si cali in mezzo a gli ingegneri e che creda veramente che col duro lavoro si possa tirare su il team.

Photo credits | Getty Images

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>