Pagani C9, la nuova supercar potrebbe sbarcare negli Stati Uniti

Una se ne va, un’altra viene: Pagani Zonda concluderà la propria vita industriale (quella ideologica, beh, è un’altra storia) con la versione speciale HH (il cui committente, David Heinemeier Hansonn, l’ha voluta particolare, unica, esclusiva), ma già non c’è più posto, nelle bocche degli appassionati, per l’ormai storico nome del vento che soffia sulle Ande. Il nuovo progetto, Pagani C9, ancora poco nobile ed intriso di suspance aziendale, prosegue l’ultimazione degli ultimi dettagli nell’Atelier di San Cesario sul Panaro, nell’attesa che il Salone di Ginevra dell’anno venturo sveli, al mondo intero, la supercar dell’argentino Horacio.

Morgan Motor Company, due nuovi veicoli sono possibili

Morgan Motor Company, casa automobilistica britannica, mette in cantiere una nuova serie di veicoli, da realizzare, in un futuro venturo. Lo fa, per ora, solo per bocca del Direttore Operativo dell’azienda, che ha provato a costruire un muricciolo di attenzione attorno alla propria fabbrica di veicoli sportivi (o tendenzialmente tali), che, per la sua piccola consistenza, è rimasta quasi sempre in disparte, ai bordi del grande vociare mondiale. Dopo la nuova Morgan EvaGT, Gran Turismo (come dice il nome stesso) destinata alle famiglie sportive attente alla comodità, c’è posto per qualcos’altro. Ma cosa?

Hyundai, due nuovi Multi Purpose Vehicle in arrivo

Hyundai sta producendo una nuova famiglia di veicoli, che si possono dire accomunati da un unico, vero, cromosoma: il design. La matita del produttore d’automobili sudcoreano, che s’è spesse volte definito Fluidic Sculpture, per la propria ambivalenza (tratti scultorei, marmorei, tratti fluidi, energici, mai statici), è stata ideata da un ex-designer BMW, tale Thomas Burkle, per permettere all’orientale di imprimere a fuoco vivo l’immagine di sé medesimo all’interno dell’eterogeneo gruppo di manufatti motoristici europei.

Mercedes CLS 2011, informazioni sulla gamma dei motori e nuove immagini

Sono stupito: ancora una volta ci accingiamo a parlare di Mercedes, il costruttore automobilistico di Stoccarda, e di una delle vetture che – probabilmente – giocano quel ruolo silenziosamente importante per l’intera gamma: Mercedes CLS, ad un passo dal comunicato ufficiale, che dovrebbe essere diffuso tra qualche dì, si mostra. Nuovamente. In una raffinata galleria Made in Germania, di quelle tutto chiaroscuro, che mettono in risalto il passaggio di piano, le prospettive, i cambi di direzione, le traiettorie della lamiera.

Porsche Cayenne S, nel 2011 un pacchetto di personalizzazione estetico-sportiva

Fermo restando che, a mio avviso, il gruppo dei SUV, ora in netto predominio rispetto ad altre carrozzerie, lascerà un po’ di spazio (dovrà farlo. Prima o poi, s’intende) alle coupé a quattro porte, come già sta lentamente accadendo, ancora non è giunto il momento di soppiantare l’attenzione verso questa tipologia di veicoli, tanto apprezzati dalle economie globali. E dalle tasche dei pantaloni dei brand-manager dei costruttori, disseminati in ogni angolo del globo. Lo sa bene Porsche, il nobile, storico, fabbricante di automobili sportive, che ha ceduto alla deflorazione posteriore, ammiccante, della tendenza mondiale, finendo per abbandonarsi alla promiscuità con il parente Volkswagen Touareg e alla pratica del fuoristrada. O Sport Utility Vehicle, SUV (sennò non son di moda).

Audi S1, le prime immagini di un muletto definitivo

Seguendo il gioco della filosofia alfanumerica di Ingolstadt, togliendo una A ed inserendo una S, appiccicata alla cifra 1, ne esce un miscuglio d’inedita sonorità: S1. Aggiungiamo il nome del costruttore dei Quattro Anelli, lo mettiamo a sinistra, vicino quanto basta: Audi S1. Lasciamo mantecare il tempo debito. Nel frattempo, ogni tanto, diamo un’occhiata al risultato, una scorsa veloce. Solleviamo il coperchio e… toh, guarda. Neppure il tempo di dirlo, che il costruttore ha già subito la prima doccia fredda (o, forse, era preparato. E consenziente?): Audi S1 viene scoperta in una sessione di prove su strada, priva di ogni possibile camuffamento (non le avranno ancora insegnato il consueto “copriti che prendi freddo”?).