Pagani C9, la nuova supercar potrebbe sbarcare negli Stati Uniti

di Riccardo Guerra 1

Una se ne va, un’altra viene: Pagani Zonda concluderà la propria vita industriale (quella ideologica, beh, è un’altra storia) con la versione speciale HH (il cui committente, David Heinemeier Hansonn, l’ha voluta particolare, unica, esclusiva), ma già non c’è più posto, nelle bocche degli appassionati, per l’ormai storico nome del vento che soffia sulle Ande. Il nuovo progetto, Pagani C9, ancora poco nobile ed intriso di suspance aziendale, prosegue l’ultimazione degli ultimi dettagli nell’Atelier di San Cesario sul Panaro, nell’attesa che il Salone di Ginevra dell’anno venturo sveli, al mondo intero, la supercar dell’argentino Horacio.

Le prime informazioni, parlano dell’esportazione della nuova sportiva, la seconda del piccolo fabbricante emiliano, anche sul suolo nordamericano: lo sbarco sulle coste atlantiche degli Stati Uniti potrebbe avvenire davvero, dacché la nuova Pagani C9 rispetterà le norme ecologiche della classificazione Euro 5, nonché le imposizioni californiane, in vigore dal 2013. Merito del nuovo propulsore, che proviene dallo scaffale teutonico AMG, di 6,0 litri V12.

La nuova Pagani C9, dunque, riceverà una cura tecnica dimagrante, o downsizing, più comunemente, pur disponendo di 700 cavalli (pare): il ridimensionamento garantirà la possibilità di commercializzazione anche negli Stati Uniti. Per Pagani Zonda, invece, non c’era stato nulla da fare. Non rispettava le norme dell’EPA (Environmental Protection Agency) e del DOT (Department of Transportation). Tant’è che l’ultimo cliente, Heinemeier Hansonn, danese naturalizzato statunitense, dovrà lasciare la sua vettura nella casa di villeggiatura italiana.

Horacio Pagani ha affermato che Pagani C9 sarà una vettura sportiva tutta nuova, in fatto di design, distribuzione dei pesi, materiali utilizzati e dinamica di guida: sotto il corpo affusolato (che s’è potuto immaginare dai muletti impegnati nelle prove su strada), albergano 3.770 nuovi componenti. Tra cui, l’elettronica specifica Bosch e gli pneumatici studiati appositamente da Pirelli per la supercar emiliana. E Il telaio, che sarà realizzato in titanio e carbonio. La piccola azienda italiana si prefigge di arrivare a produrre quaranta Pagani C9 ogni anno, all’interno del piccolo stabilimento. Ad un prezzo di partenza che dovrebbe aggirarsi intorno a 900.000 euro.

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