Mosley – Ferrari: l’ex Fia attacca Montezemolo e Todt

Max Mosley torna a prendere la parola e lo fa per attaccare in maniera frontale la Ferrari, rea – secondo l’ex Presidente Fia – di incapacità gestionale. Non lo dice così ma, se possibile, in maniera ancor più diretta. Nelle parole di Mosley si legge questo: se Maranello vince è solo perchè ha la possibilità di disporre di maggiori risorse rispetto agli avversari. L’intervento del grande ex è avvenuto attraverso una intervista rilasciata a F1 Racing e lascia quantomeno perplessi:

“Tra il gennaio e il maggio del 2008 abbiamo avuto una serie di incontri (con i team, ndr) e tutti erano d’accordo sull’introduzione di un tetto alle spese. Unici sempre contrari, quelli della Ferrari. Sapevano che se avessero avuto gli stessi soldi da spendere delle altre scuderie avrebbero fallito”.

Ecclestone: “Schumacher : Mercedes = Alonso : Ferrari”

L’equazione è presto fatta. Lo svolgimento della stessa lo si spiega immediatamente. C’è chi confida ancora in Michael Schumacher: il primo dei sostenitori dell’ex ferrarista è Bernie Ecclestone, patron del circus della F1 a cui il momentaneo appannamento del tedesco non pare affatto l’abdicazione di un Re. Tutt’altro: pronto a scommetterci, la Mercedes Gp darà motivo e modo a Scumi di tornare alla vittoria.

“Chi lo critica si sbaglia. Lui merita di più. Non sottovalutatelo”.

Parole di Ecclestone: in barba ai 41 anni di Schumacher, alla faccia di una pausa di tre lunghissimi anni nel corso dei quali il tedesco si è certamente arruginito. Eppure, dice Ecclestone, il bilancio del pilota in quota alla scuderia di Ross Brawn, non è certo da buttare via. Una partenza difficile e complicata, non per questo negativa.

Ferrari: Massa-Alonso ai ferri corti

Formula 1 2010: dopo un avvio di stagione sfolgorante, in casa Ferrari urge un’attenta analisi della situazione – oltreché rispetto alla qualità della monoposto schierata al via di ogni GP – alla luce della contrazione dei risultati culminata con il GP di Cina, dove le due “Rosse” non sono sembrate essere entate mai “in partita”, come suol dirsi in gergo calcistico. Niente di paragonabile con l’emorragia di risultati della scorsa stagione, sia chiaro, ma le prime delusioni in pista hanno portato con sé anche alcuni malumori che rischiano di far esplodere – sempre per continuare con il paragone calcistico – lo spogliatoio.

In particolare, in Cina a Felipe Massa non è piaciuta la condotta di gara da padrone del compagno di scuderia, Fernando Alonso, reo di una manovra “sporca” nella corsia box che ha costretto il brasiliano a una deviazione repentina costatagli alcune posizioni. E dire che avrebbe potuto andare anche peggio, specialmente se le due vetture fossero entrate in contatto per il più fantozziano degli harakiri da Formula 1. “E’ chiaro che parlerò con lui. La gente che lavora insieme parla di queste cose”. Questo il Felipe Massa-pensiero il giorno dopo la corsa, a motori spenti e soprattutto ad animi sbolliti. Come a dire, dunque, che la situazione è molto tesa se si intende ribadire il proprio risentimento anche a 24ore di distanza.

F1 2010, Gp Shangai: McLaren, Button, Hamilton. Poi tutti gli altri

La McLaren conquista la Cina andando a piazzare la doppietta nel Gp di Shangai. Trionfa Jenson Button, al secondo posto Lewis Hamilton. Nico Rosberg finisce terzo e precede Fernando Alonso, quarto nel corso di una gara che la Ferrari farebbe bene ad archiviare in fretta, considerando anche il nono posto finale di Felipe Massa. Eppure, lo spagnolo del Cavallino regala la prima emozione proprio in partenza, quando riesce a vanificare la pole di Sebastian Vettel (la Cina è una delusione evidente, per il tedesco) e il secondo posto di Mark Webber e si porta al comando del Gp.

Ma dopo i primi giri, un incidente nelle retrovie e la pioggia che inizia a scendere fanno saltare ogni piano: i migliori optano per il cambio gomme, a ruota della Safety Car ci finisce Rosberg. La pista, tuttavia, rimane asciutta e il primo errore strategico di Shangai è proprio di coloro che avevano puntato sulle gomme da bagnato (anche Alonso) cui tocca fermarsi nuovamente e montare le slick. Al decimo giro, le Red Bull sono sparite nelle retrovie e Massa ha dovuto fare i conti con un’uscita di pista che non ne compromette la gara.

Nelle posizioni di vertice, tutti coloroc che non hanno ceduto alla tentazione del cambio gomme: Rosberg, il primo, poi le due McLaren e la Renault. Una delle cose più belle la regala proprio Hamilton: passa Sutil e Vettel in un colpo solo, sorpasso da applausi; ancora l’inglese protagonista in uno dei duelli che ha appassiionato di più. Lewis e Schumacher, in grande forma, si danno battaglia per conservare le rispettive posizioni. Il tedesco resiste finchè la sua vettura mostra segni di cedimento: ancora Safety Car in pista al 21esimo giro a causa di un incidente che ha coinvolto la monoposto di Alguersuari. Per Alonso e Massa, con distacchi abissali, è una fortuna.

F1, qualifiche Gp Shangai 2010: Red Bull si mette le ali

Terzo Fernando Alonso, settimo Felipe Massa. Le qualifiche del Gp di Shangai parlano ancora la lingua delle Red Bull che, in maniera evidentissima, hanno monopolizzato l’ora di giri di pista e si sono accaparrate il primo – con Sebastian Vettel – e il secondo posto – con Mark Webber.

Staccato di mezzo secondo dal leader di pole, lo spagolo della Ferrari che ha più di una ragione per sorridere. In primo luogo, la capacità di mettere dietro piloti e vetture più quotate in fase di qualifiche – tra tutti la Mercedes Gp di Nico Rosberg – e poi perchè la vettura di Alonso ha già mostrato di fare meglio in gara più che nelle prove del sabato.

Più attardato il brasiliano di Maranello che si vede sfilato fino in quarta fila, appaiato al pilota della Renaul Robert Kubica. Le due McLaren, invece, non hanno sputo fare più di tanto: per Jenson Button e Lewis Hamilton un ticket di prenotazione di tutta la terza fila, con il campione del Mondo in carica quinto e il compagno di scuderia sesto.

Ancora amarezze per Michael Schumacher che si deve accontentare della nona posizione con un sdistacco netto da vettel (più di un secondo). Capitolo italiani: diciottesimo Vitantonio Liuzzi su Force India con il tempo di 1’37″161; ventesimo Jarno Trulli in sella alla Lotus (1’39″399)

TUTTA LA GRIGLIA DI PARTENZA:

F1, Gp Shangai: McLaren e Hamilton dominano le seconde libere

Motori Mercedes sugli scudi nella seconda sessione di prove libere a Shangai. Stavolta è Lewis Hamilton a registrare il miglior tempo con 1:35.217. Alle sue spalle Rosberg (+ 0.248), Button (+ 0.376) e Schumacher (+0.385). Totale: 4 motori delle frecce d’argento ai primi quattro posti. Un predominio che lascia presupporre una calda giornata per domani quando ci saranno le qualifiche ufficiali.

Il bilancio delle altre: le Red Bull tengono, Sutil stabile, Alguersuari risolleva le sorti della Toro Rosso dopo il brutto incidente di Buemi, in discesa Kubica (9°) e Petrov (12°) con le due Renault. Capitolo Ferrari: Alonso riesce finalmente a girare ma chiude solo al decimo posto (a +1.387 dalla vetta) e Massa riesce a fare peggio chiudendo proprio dietro all’iberico (+1.727).

F1, Gp Shangai: Ferrari-disastro nelle prime libere

Appena cominciate, già finite. Le prime libere di Fernando Alonso sul circuito di Shangai durano il tempo di un respiro. Quarto appuntamento stagionale con il circus di formula. Il weekend che vede le monoposto scendere in pista in Cina regala subito grosse emozioni.

In Cina il più veloce nella prima sessionedi libere è Jenson Button che ferma il cronometro a 1:36.677 con quindici giri percorsi mentre alle sue spalle si piazzano Nico Rosberg (Mercedes GP Petronas) a 71 millesimi e Lewis Hamilton (con l’altra McLaren) a 98 millesimi.

Distanze minime, dunque, con molte vetture in versione di prova e non in assetto da vera e propria gara. Le due Ferrari sono abbastanza lontane. Felipe Massa è decimo a quasi un secondo e mezzo mentre per lo spagnolo di Maranello il discorso è più complesso.

USF1, la Formula 1 made in Usa: ascesa e declino in un anno

Povera Formula Uno. Adesso non solo una scuderia non riesce neanche a portare in pista le sue paventate vetture, ma rimane anche a piedi dopo la decisione di vendere i motorhome per ripianare i debiti di un’avventura mai iniziata. Succede anche questo nel grande Circus. La protagonista della vicenda è la USF1, la squadra che doveva riportare alla ribalta l’interesse per le ruote scoperte aldilà dell’Atlantico.

Sembrava una bella sfida sportiva in salsa yankee, ma oggi è stato scritto l’ultimo atto di una tragi-commedia tipica più dei canali dei telefilm che di quelli sportivi a stelle a strisce. L’ascesa e il declino nel giro di un anno del progetto della casa di Charlotte è l’esempio evidente di come la Formula Uno sia diventata una macchina che oltre a produrre grandi ricchezze, ne mangia altrettante e per i piccoli team ogni minimo passo non calcolato può portare alla crisi irreversibile.

F1 2010: Yeongam, Corea. Gp a rischio?

Ci mancava soltanto la possibilità che un gran premio non venisse disputato. La Fia da qualche anno a questa parte ha deciso di orientare i suoi orizzonti verso mercati più prolifici (India, Cina, Emirati Arabi, etc…) tralasciando il piccolo fatto che questi paesi a livello di infrastrutture motoristiche non siano poi così avanzati. Ecco quindi i nuovi circuti creati dal nulla, come Kuala Lumpur, Sakhir e Yas Marina, e quelli quasi pronti al debutto.

Meglio sottolineare il “quasi” in questo caso. La novità 2010 del circus si chiama Yaongam, è in Corea, e dovrebbe vedere la luce il prossimo 24 Ottobre, con il suo debutto ufficiale nel calendario di Formula 1. Il problema è però nell’avanzamento dei lavori che, a sei mesi dalla bandiera verde, sembra ancora lontano dal suo compimento. Il mago dei nuovi tracciati di Formula 1, il tedesco Tilke, stavolta non può che allargare le braccia anche se la colpa non è del tutto sua (infatti stavolta il suo ruolo è stato quello di consulente e non di direttore esecutivo dei lavori). Le sue parole sono laconiche:

“Per la prima volta, ho paura che il progetto non venga completato in tempo”.

Allo stesso tempo, però, l’entourage della federazione mondiale non ha perso le speranze, conscio del fatto che il tempo per recuperare c’è e che ad ottobre tutti gli spettatori assisteranno allo spettacolo promesso. Ecco la risposta del CEO della Korea Auto Valley, Cho Chung Yung: