Il Mondiale 2010 senza Toyota: Ferrari dura con Max Mosley

di Moreno 1

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Sta accadendo quanto paventato in tempo poco sospetti: la crisi economica ha colpito anche il mondo della Formula Uno e le clamorose novità – tra annunci ufficiali e indiscrezioni tutte da verificare – di questo periodo lo confermano definitivamente. Parevano solo illazioni, ma ora che a darne l’annuncio sono gli stessi dirigenti, c’è poco da fare: la Toyota non prenderà parte al prossimo Mondiale F1 2010.

La casa giapponese ha voluto ufficializzare quello che in molti già sapevano: lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i massimi vertici Toyota. La scena cui si è assistito è sembrata quasi paradossale: il boss del gruppo Akio Toyoda ad annunciare la decisione e, al suo fianco, il senior managing director Tadashi Yamashina a piangere come un bambino.

“Le risorse a disposizione sono insufficienti per assicurare un team competitivo. La crisi che attraversa il settore dell’auto impone che siano prese delle severe iniziative”:

queste, in sintesi, le motivazioni messe sul piatto da Toyoda. Le repliche non sono mancate. Tra tutte, ha colpito per efficiacia e chiarezza di posizione quella della Ferrari che, attraverso un comunicato, si è scagliata in maniera tacita ma evidente contro Max Mosley, ex Presidente Fia:

“La Formula 1 continua a perdere pezzi importanti: in dodici mesi hanno annunciato il ritiro la Honda, la Bmw, la Bridgestone e la Toyota. In cambio, per così dire, sono arrivate la Manor, la Lotus, la USF1 e la Campos Meta. Dite che sia la stessa cosa, basta essere in molti seduti a tavola? Mica tanto, e poi bisognerà vedere se, l’anno prossimo in Bahrain saremo davvero così tanti sulla griglia di partenza della prima gara della stagione 2010 e quanti arriveranno alla fine dell’anno. La realtà è che questo continuo stillicidio di defezioni è il risultato più di una lotta condotta contro i grandi costruttori automobilistici da parte di chi ha gestito sportivamente e commercialmente la Formula 1 in questi ultimi anni, che degli effetti della crisi economica”.

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