Formula 1, Mosley contro il Regno Unito: “Mia privacy violentata”

di Moreno Commenta

L’ex numero uno della Formula Max Mosley non finisce mai di stupire. L’ex presidente Fia ha infatti chiesto alla Corte europea dei diritti dell’uomo la condanna del Regno Unito, sostenendo che la sua privacy è stata violentata dalla sistema di giustizia vigente in Inghilterra. Nel corso dell’udienza, che ha preso il via oggi a Strasburgo, l’ex dirigente é intenzionato a far valere davanti al tribunale europeo il diritto al rispetto della sua vita privata e il diritto a un ricorso effettivo. L’udienza, cui ha partecipato Mosley, dovrebbe durare tutta la mattinata e anche oltre. La decisione della Corte non arriverà però prima diversi mesi. “Le rivelazioni dei tabloid – dice Mosley possono causare grande dolore, e portare persino al suicidio. Ora come ora, le leggi sono inefficaci, perché non possono prevenire queste oltraggiose e illegali violazioni della privacy”.

Come si ricoerderà, lo scandalo scoppiò nel 2008: il settimanale britannico News of the World pubblicò articoli e foto di un ridente Mosley che prendeva parte ad un’ “orgia nazista”. Il tabloid inoltre, pubblicò un video che mostrava le pratiche sadomasochistiche in cui alcuni partecipanti vestivano costumi da prigionieri. Max Mosley sporse denuncia per “divulgazione di informazioni riservate e invasione della privacy “. L’Alta Corte di Londra condannò l’editore del News of the World a pagare 60mila sterline (circa 76mila euro) di risarcimento, perché stabilì che “non si trattò di un'”orgia nazista” ma un incontro sessuale tra persone adulte consenzienti“.

Ma a Mosley il risarcimento non basta. Secondo l’ex numero 1 della Fia, il problema è che la sentenza “non obbliga lo stesso giornale a informare preventivamente l’interessato della pubblicazione di questo materiale in modo da poterne impedire l’uscita con un’ingiunzione“. “Se lo vogliono, possono rovinare vite umane senza rischiare nulla. L’unica soluzione che vedo è costringere i giornali a informare una persona se intendono pubblicare qualcosa riguardante la vita privata”. “Quando Mosley ha saputo dell’articolo pubblicato dal News of the World – aggiunge il suo rappresentante legale, Dominic Crossley era la mattina del 30 marzo 2008, e il 15% della popolazione adulta del Regno Unito aveva già letto la notizia. La decisione di non informare i diretti interessati quando vengono pubblicate storie di questo tipo viene presa dagli editori quando gli articoli sono chiaramente illegali… ma in questo modo vengono completamente ignorati i diritti alla privacy”.

Di diversa opinione, ovviamente, sono i media britannici: Geoffrey Robertson, il rappresentante delle organizzazioni mediatiche, sostiene che la volontà di Mosley sia impraticabile, e ne approfitta per “pizzicare” nuovamente l’ex-presidente della FIA. “Mosley è un personaggio pubblico con una propensione alle pratiche sessuali sadomasochiste. Paga prostitute affinché intraprendano con lui orgie sadomasochiste e poi chiede una legge che permetta che queste storie rimangano segrete. Ma una legge di questo tipo è talmente vaga da essere irrealizzabile”.

Mosley, 70 anni, ha ceduto il posto di presidente della Fia a Jean Todt nell’ottobre del 2009. Lo scandalo lo ha infatti fortemente indebolito nell’ultimo anno del suo mandato che durava dal 1993.

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