Montoya sfoga la sua ira verso la McLaren

di Sebastiano Cucè Commenta

Sono passati 2 anni dal ritiro dalle gare di F1 di Juan Pablo Montoya, ma tutt’ora l’ex pilota McLaren confessa i motivi che lo spinsero a lasciare lo sport automobilistico per ritornare a correre in NASCAR.


Attualmente Montoya corre negli USA con la NASCAR, categoria che lo evidenziò in passato permettendogli il passaggio alla Formula Uno a bordo di una Williams-BMW. Montoya è stato presente dal 2001 al 2004 con la squadra inglese, mentre gli ultimi due anni ha corso con la McLaren-Mercedes accanto al campione 2007 Kimi Raikkonen.

Sono passati anni, ma Montoya confessa che il vero motivo che lo spinse a mollare tutto fu il fatto che la McLaren prende la F1 troppo seriamente, tanto da pretendere anche l’impossibile dai propri piloti. Juan Pablo non ha avuto una carriera pessima, anzi è stato autore di 7 vittorie, 30 podi, 13 pole position e 12 record di pista in gara.

Il colombiano ha confidato che il team anglo-tedesco pretendeva dei robot, ovvero persone perfette e quindi non si praticava più la F1 come un vero sport, perché era un mondo pieno di pressioni che recava solo stress a chi vi lavorava dentro.

In particolare Montoya ha accusato Ron Dennis e Kimi Raikkonen. Il primo perché non capiva le esigenze del pilota, ma soprattutto per i cambiamenti di personalità. Infatti se Ron a cena era simpatico e sereno, durante il lavoro diventava una persona troppo precisa ed esigente, rendendo l’ambiente pesante e stressante, mentre per quanto riguarda Raikkonen, il colombiano lo indicava come un compagno assente. Per l’ex pilota in una squadra ce bisogno di cooperazione, dialogo e confronto, elementi che mancavano proprio per il fatto che Raikkonen è una persona molto solitaria e chiusa, priva di rapporti sociali con il proprio team.

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