La nuova Fusion Hybrid firmata Ford

di Alba D'Alberto Commenta

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La Ford porta delle innovazioni decisamente uniche nel settore dei motori. Da tempo la casa automobilistica americana guarda con estrema attenzione a quello che è il mercato di domani. Sarà proprio quest’ultimo che continuerà ad essere sempre più caratterizzato da tutti quei fattori che rispettano l’ambiente. E proprio la società fondata nel 1903 da Henry Ford sembra essere già nel futuro con la nuova Ford Mustang ma non solo. Nell’ambito della strategia “green” è nata una Fusion Hybrid.

In collaborazione che l’Università del Michigan e il gruppo americano State Farm, la Ford punta a rispettare le sue iniziative tecnologiche avanzate per la riduzione delle emissioni con un nuovo lavoro. Il nome di quest’ultimo è Fusion Hybrid ed è una gemella americana della futura generazione della Mondeo che arriverà il prossimo anno nel mercato europeo con la versione ibrida (le previsioni parlano del secondo semestre del 2014). Del resto già nel 150° anniversario della nascita di Henry Ford si era parlato di grandi novità.

La nuova Fusion Hybrid accentuerà le seguenti caratteristiche:

  • una guida completamente automatica;
  • notevole riduzioni delle emissioni.

Il progetto è nato più di 10 anni fa e come fine ha quello di ridurre l’impatto ambientale delle vetture. Attualmente la Fusion Hybrid è il più recente progetto che permette di rendere attive le tecnologie sperimentali che un domani verranno offerte nella serie Ovale Blu. A riguardo Bill Ford ha dichiarato:

“Questo prototipo rappresenta un significativo passo in avanti nella ricerca, per portare avanti la nostra visione del futuro della mobilità sostenibile. Immaginiamo un domani in cui l’automobile connessa comunicherà con gli altri veicoli per migliorare i flussi del traffico, ridurre le emissioni e rendere le strade più sicure e sostenibili. Il nostro obiettivo è rappresentare il punto di riferimento per questa trasformazione, contribuendo a cambiare il mondo nei prossimi 100 anni ancor più di quanto abbiamo fatto nell’ultimo secolo”.

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