Saab a rischio chiusura

di Luciano Commenta

la Saab 9-3 Convertible Independence Edition, che celebra il primo anno di indipendenza dalla General Motors

“Nulla tenaci invia est via”, ovvero nessuna strada è preclusa al tenace. È il motto della casa olandese Spyker che, nel 2006, ha rilevato dalla General Motors il brand svedese Saab. Ma a quanto pare la tenacia non sembra bastare a Victor Muller e Jan-Åke Jonsson, rispettivamente fondatore della Spyker Cars N.V. il primo e amministratore delegato della Saab il secondo.

Lo spettro della chiusura definitiva aleggia sopra lo storico marchio svedese. Il 6 aprile scorso, infatti, lo stabilimento di Trollhattan ha nuovamente abbassato le saracinesche e stavolta fino a data da destinarsi. Il problema, come ammette la portavoce del gruppo Gunilla Gustavs, è la mancanza di liquidità e la conseguente insolvenza verso i fornitori.

La berlina 9-5, tanto recente quanto apprezzata, non sembra esser riuscita nel miracolo di risollevare il brand dall’orlo del baratro. A salvare Saab potrebbe allora essere il magnate russo Vladimir Antonov, che già da un paio d’anni mostra un concreto interesse a farsi spazio nell’affollato mondo dell’auto. L’affarista dell’ex Urss ha dichiarato di poter convogliare nelle casse della Saab la bellezza di 60 milioni di euro, nonostante lui stesso ritenga improbabile che Saab raggiunga gli obiettivi di vendita previsti per il 2011, fissati a 80.000 unità.

L’interesse di Antonov per il mondo dell’auto è noto, tramite la sua CPP Global Holding ha appena acquistato la Bowler Off Road, una piccola azienda artigianale inglese specializzata nel realizzare super fuoristrada da corsa su base Land Rover. Ma le voci che vorrebbero Antonov connesso fortemente con la criminalità organizzata russa, finora non confermate, sembrano non esser gradite al governo svedese che ha il potere di veto sui riassetti proprietari.

È infatti coperta dall’amministrazione stessa la garanzia per il maxi prestito da 400 milioni di euro erogato dalla EIB, Banca Europea degli Investimenti, alla Saab.

Antonov si è già visto costretto a cedere nel 2006 la sua quota del 29,9% di Spyker al fondatore e Ceo dell’azienda Victor Muller per consentire il nullaosta del governo all’acquisto di Saab, ma pare che a Stoccolma saranno costretti a bere questo amaro calice se vogliono scongiurare la chiusura definitiva del marchio che, al momento appare inevitabile.

Mafia russa o meno non si vedono all’orizzonte altri Paperoni disposti a investire denaro in Saab, e quei 60 milioni di euro farebbero davvero comodo, indipendentemente dalla loro provenienza.

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