Si chiama Formula E ed è una competizione per monoposto elettriche

di Alba D'Alberto Commenta

Domenica a Pechino si è svolta la prima gara di Formula E, dove E sta per elettrica. Una competizione motoristica riservata alle macchine alimentate con energia pulita, con alimentazione elettrica per intenderci.

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La prima gara di Formula E si è tenuta a Pechino in Cina ma è già pronto un calendario che porterà questo campionato, organizzato proprio come la Formula 1 dalla FIA (la Federazione Internazionale dell’Automobile), anche a Miami, Berlino e Londra. In realtà tutte le gare si disputeranno in circuiti cittadini, questa è la grande novità, probabilmente legata al fatto che le monoposto elettriche producono un minore inquinamento atmosferico e sonoro.

Chi si aspetta una blanda competizione tra ritrovati ecologici per radical chic, deve ricredersi: le macchine ammesse a partecipare sono estremamente competitive e saranno impegnate fino al 27 giugno in un campionato molto ricco che prevede ben 20 appuntamenti.

Le macchine di Formula 1 hanno motori elettrici da circa 200 kilowatt, sviluppano 270 cavalli di potenza e raggiungono una velocità massima di 225 chilometri orari, che non sono pochi ma non sono nemmeno i 350 chilometri orari delle vetture di Formula 1 che sviluppano una potenza di 800 cavalli.

Interessante come abbia preso parte alla competizione anche una macchina italiana messa a punto dall’azienda di Jarno Trulli che ha guidato anche la sua monoposto. A guidare le macchine elettriche, come Trulli, ci sono tanti altri piloti ed ex piloti di Formula 1, per esempio Bruno Senna o Nick Heidfeld. In gara anche due donne, l’inglese Katherine Legge e l’italiana Michela Cerruti. Insomma il tricolore è ben rappresentato.

I risvolti ecologici della Formula E per il momento non sono noti ma sicuramente una competizione fa da traino allo sviluppo di innovazioni tecnologiche che potranno essere tradotte anche in modelli di auto utilitaria.

Un’altra curiosità è nella Venturi, una squadra in cui sta investendo denaro Leonardo Di Caprio che ne è il co-fondatore.

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