SsangYong, Mahindra & Mahindra s’offre per il controllo azionario del sudcoreano

di Riccardo Guerra Commenta

Poche ore dopo aver citato SsangYong e la conferma della partecipazione al Salone di Parigi, con il nuovo Super Rexton e con l’atteso Korando C, un’altra notizia riporta in bocca il difficilmente pronunciabile nome della casa automobilistica sudcoreana: oggi, infatti, addì dieci agosto dell’anno del signore duemiladieci, scade il termine per la presentazione di un offerta del pacchetto azionario di maggioranza di SsangYong: in soldoni, si chiude in questa giornata la gara ad accaparrarsi il controllo del costruttore, quello stesso che durante il duemilanove rischiò di essere digerito dalla crisi mondiale.

Ipotizziamo che la quantità e la qualità di offerte verranno snocciolate durante i prossimi giorni, così come il nome di chi ha ottenuto il tanto ambito bottino: ad oggi, s’è certi soltanto della concreta candidatura di Mahindra & Mahindra, un’azienda automobilistica indiana relativamente giovane (iniziò l’assemblaggio di fuoristrada nel 1947 per poi passare anche pei trattori e pei veicoli commerciali leggeri) che è divenuta, nel 2005, il più grande produttore di SUV nel Paese di Ghandi.

Dopo l’approvazione del consiglio d’amministrazione del gruppo indiano, Mahindra & Mahindra ha potuto proporre la personale indiana offerta al sudcoreano SsangYong Motor Company. La motivazione principale? Acquisendo la casa costruttrice, che è stata posta in amministrazione controllata a cavallo tra il 2008 ed il 2009 dall’azionista di maggioranza (con il 51%) SAIC, colosso cinese, il produttore indiano Mahindra & Mahindra avrebbe la possibilità di sfruttare i canali di accesso a nuovi mercati e, soprattutto, il know-how SsangYong e la tecnologia da questo sviluppata.

In passato, s’era parlato di un’offerta da parte della liaison Renault-Nissan, per la quale Mahindra & Mahindra commercializza alcuni veicoli (come Dacia Logan) in Asia: non ci sono ancora conferme né smentite, ma non dovremo attendere molto tempo prima di conoscere la sorte di SsangYong. Ad ogni modo, è certa, concreta, sicura e spaventevole, la forza dei costruttori indiani, che fino a poco tempo fa potevano non essere computati, ma che ora, da qualche tempo in qua, hanno una rilevanza notevole anche per il Vecchio Continente. Paura?

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