Volvo V40 presenta airbag per proteggere i pedoni (video)

di Marco Mancini Commenta

Questa è davvero nuova, ed anche piuttosto curiosa. In caso di incidente l’airbag protegge chi sta in macchina. Ed i pedoni? Ci ha pensato la Volvo che nella sua nuova V40 ha pensato anche a qualche malcapitato che si può trovare di fronte un’auto impazzita. Si tratterebbe di un cuscino che, in caso di impatto, si aprirebbe dal cofano anteriore, facendo rimbalzare il povero pedone che di certo avrebbe più chance di salvarsi. Il funzionamento lo trovate nel video alla fine dell’articolo.

Sul paraurti e sul cofano ci sono dei sensori che registrano l’impatto con qualcosa di solido. Una volta che questo impatto supera una certa forza, si apre il cuscinetto che copre un terzo del parabrezza e la parte dei montanti anteriori (tergicristalli compresi). Questo dettaglio non è da poco, visto che serve per evitare l’esplosione inutile in caso di pioggia o grandine.

Ma non finisce qui. Grazie alla potenza della tecnologia è possibile persino evitare che l’impatto avvenga a forte velocità. Oltre ai sensori di impatto, sono stati montati anche dei sensori termici che rilevano se di fronte abbiamo una persona (o anche un animale alto almeno 80 cm). Nel caso in cui il guidatore, magari ubriaco o vittima di un colpo di sonno, gli si avvicina troppo, i sensori attivano dei segnali acustici all’interno dell’abitacolo. Se nell’arco di qualche frazione di secondo il conducente non reagisce, si attivano automaticamente i freni.

Certo, poi bisognerà vedere nei vari casi come funzionerà, ad esempio in caso di code in cui c’è l’auto davanti che emette calore o situazioni simili, ma certo è che in questo modo un gran numero di incidenti, e di vittime, saranno risparmiati. Finita qui? Certo che no. E’ stato introdotto anche l’enhanced BLIS, un sistema di radar per coprire gli angoli ciechi, ed il Road Sign Information per avvisare in caso di mancato rispetto della segnaletica stradale. Per poterli vedere su strada però questi marchingegni dovranno superare altri test visto che quelli effettuati finora hanno dimostrato che la tecnologia è ancora “migliorabile”.

Photo Credits | Getty Images

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