Volvo potrebbe produrre una media a cinque porte

Torniamo ad occuparci di Volvo e del suo tentativo di risollevarsi, dopo la cessione da parte di Ford Motor Company a Geely, il deus ex machina cinese che potrebbe trarre in salvo il costruttore di Göteborg e portarlo ad un accettabile diffusione di mercato. Qual’è il progetto di Geely e Volvo? Di riuscire ad arrivare ad un volume di vendita annuale pari ad 800.000 veicoli entro l’anno 2020, partendo da risultati molto meno confortanti (nel 2009, Volvo ha costruito circa 350.000 unità). A dirlo è il CEO (Chief Executive Officier, l’amministratore delegato dell’azienda) di Volvo Cars, Stefan Jacoby, promosso a comandante delle attività da qualche mese.

Suzuki, in India con il marchio Volkswagen e Skoda

Ricordate l’accordo siglato tra Volkswagen e Suzuki (più che un accordo, Volkswagen s’è mangiata in un sol boccone una parte del pacchetto azionario)? Ebbene, i primi effetti della partnership tra il costruttore teutonico e quello orientale si vedrà tra non molto: Suzuki, infatti, commercializzerà in India (un mercato che sta letteralmente esplodendo) la nuova generazione di Suzuki Wagon R, che in Italia non è più presente nelle concessionarie e che è stata sostituita da Suzuki Splash, e la nuova generazione di Suzuki Alto attraverso il Gruppo Volkswagen. Come?

Porsche, gamma sempre più ibrida nel futuro

Siamo alle solite: sarà realtà o solo un annuncio gonfiato per fare un po’ di notizia, per calcare il palcoscenico della cronaca? Mah. Potete decifrarlo voi: la casa automobilistica della Cavallina di Stoccarda, Porsche, ha messo in programma di offrire numerose vetture ibride nel futuro. Come rimanere brand sportivo eppure assecondare le richieste ecologiche delle istituzioni? Già, perché dietro questa rivelazione e sotto sotto al progetto ci sarebbe l’ultimatum dell’Unione Europea, che avrebbe intimato al fabbricante di sportive teutonico di abbassare il livello medio di CO2 emesso dalla propria flotta, entro il 2015, da 255 grammi per chilometro a 216 grammi per chilometro.

Un erede per gli 80 anni di Ecclestone


Sembra quasi di assistere al romanzo di PirandelloMastro Don Gesualdo” e come nel libro il protagonista vive con l’ansia di non volersi mai separare dalla roba, da ciò che ha creato, così anche l’imprenditore Ecclestone nega di essere alla ricerca di un suo successore in vista del prossimo compleanno, rimandando il suo disimpegno dallo sport al giorno della morte.

I capi squadra dei team di Formula 1 si fanno avanti, ma Bernie esclude che uno di loro possa ereditare i diritti dello sport. Bernie Ecclestone ha creato un’industria milionaria grazie alle corse. Nato il 28 ottobre del 1930 ha vissuto la secondo guerra mondiale in Inghilterra. Dopo uno scarso esordio da pilota, tra il 1972 ed il 1987 ha gestito la Brabham e allo stesso tempo nel 1970 ha acquistato i diritti commerciali della Formula 1 grazie alla vendita dei diritti televisivi, effettuati tramite la Formula One Management (FOM) e la Formula One Administration (FOA).

Alla domanda su chi sarà il suo successore il britannico ha risposto:”Non ho idea. Essi(i capi squadra dei team) dovrebbero guardare se c’è fuori un altro rivenditore di auto usate”.

Alla questione su come si evolverà la F1 nei prossimi 10 anni Ecclestone ha detto:”Non lo so! Io sono preoccupato per il prossimo anno.