Red Bull sportiva o avversaria di Webber?


A San Paolo la Red Bull ha ottenuto il suo primo titolo da costruttore, un titolo meritatamente conquistato grazie alla creazione della macchina più forte, in grado di vincere in qualsiasi circuito che quest’anno si sia disputato, ma questa domenica abbiamo assistito ad un evento che dietro a se lascia un dubbio fortissimo che nessun fan di questo bellissimo sport potrà mai svelare.

La Red Bull ha evidenziato il suo comportamento sportivo lasciando correre i suoi piloti liberamente? Non aver fatto vincere Webber e quindi avergli negato di accorciare il gap da Alonso è stato frutto di un atteggiamento del tutto sportivo, oppure il team rivale all’australiano si accontenta del singolo successo del tedesco?

Se la prima opzione è valida allora Fernando Alonso deve obbligatoriamente vincere il suo terzo titolo con un vantaggio che superi i 7 punti, perché lo schiaffo inflitto in Brasile fa male alla Ferrari. Se così fosse ci ritroviamo davanti una squadra dove la priorità sulle corse sono la competitività stessa dei rispettivi piloti, senza l’ausilio di ordini di squadra, atteggiamento del tutto diverso all’interno del team di Maranello.

Questo è un comportamento degno della più grande ammirazione verso il team austriaco, perché l’evoluzione della Formula 1 ha portato le squadre a vivere lo sport come un business con la relativa conseguenza della selezione del pilota più forte, di colui in sostanza che può portare più facilmente la squadra alla vittoria.

Ma è giusto porsi una questione. Se Vettel fosse stato al posto di Webber nella classifica piloti avremmo assistito a gli stessi trattamenti? Difficilmente Christian Horner avrebbe concesso a Webber

Brasile, Gp Interlagos: le FOTO delle qualifiche

Foto: AP/LaPresse

Ci si gioca il Mondiale in Brasile. La Formula 1 si appretsa a vivere l’epilogo – emozionante, avvincente – della stagione e consegnare l’iridato a uno dei tre. Fernando Alonso, Mark Webber, Sebastien Vettel. Come sia andata la giornata di qualifiche – prima ancora di mostrarvelo con immagini fresche che giungono direttamente da quell’asfalto lì, di Interlagos – lo abbiamo dettagliato.

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Nico Hulkenberg ha ottenuto la pole position e ha riportato le Williams sul gradino più alto del podio dopo anni di anonimato mentre dei tre in ballo per la vittoria che conta – il Mondiale, il Mondiale! – va di lusso ai due della Red Bull. Che finiscono secondo – Mark Webber – e terzo – Sebastien Vettel. Tra il terzo e il primo delle Ferrari – Fernando Alonso – ci sta di mezzo Lewis Hamilton.

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Gli idoli di casa, Rubens Barrichello e Felipe Massa, chiudono rispettivamente al sesto e al nono posto. Ora, ogni verdetto verrà confermato – o smentito, dita incrociate! – in gara. Davanti ai microfoni, intanto, Alonso si dice carico e cerca di vivere la mezza delusione della quinta posizione con la spavalderia che sa (anche) di tatticismo necessario: “Dobbiamo essere soddisfatti, avevamo molto da perdere. I nostri rivali diretti sono davanti, vedremo come gestiranno la prima curva“.

Alonso sul filo del rasoio, Massa la chiave


E’ il momento ideale per far cambiare qualcosa, per far capire che la Formula 1 è uno sport di squadra, di gruppo, dove il sacrificio avvolte deve essere considerato indispensabile per raggiungere determinati obiettivi. In Brasile la Red Bull sta dominando le libere, con molta probabilità dominerà pure qualifiche e gara.

Fernando Alonso ha constatato tutto ciò, ma getta le sue speranze nelle condizioni meteo, nelle prestazioni di McLaren, Renault e Williams, ma soprattutto lo spagnolo ha accreditato il ruolo chiave per il suo successo al compagno di squadra Massa.

La Ferrari sta lottando anche sulla sua credibilità, suoi modi di lavorare, sulla sua filosofia. I 7 punti che Massa ha ceduto ad Alonso su ordine della scuderia in Germania sono attualmente l’argomento che tutti i concorrenti del cavallino utilizzano per incrementare pressione all’interno del team, in primis per garantirsi quella giustificazione che possa nasconderli nel caso in cui Alonso si aggiudichi il titolo.

Alonso sta dimostrando la sua consapevolezza, la sua umiltà proprio in Brasile ed ha chiesto l’aiuto della squadra ma soprattutto del suo compagno. La Ferrari deve rispondere con un ulteriore atteggiamento di squadra come in Germania deve puntare sul suo pilota più forte e in Brasile questa volta la carta vincente si chiama Felipe Massa, la stessa che vinse nel 2006 nel 2008 e per poco, ma sempre per motivo legati alla vittoria del campionato, nel 2007.