Citroën DS5, il test drive di UltimoGiro

di gianni puglisi Commenta

Cosa non ci è piaciuto sulla Citroën DS5

La Citroën DS5 ci ha favorevolmente colpito sotto certi aspetti e un po’ deluso sotto altri. Partiamo da cosa non ci ha colpito. Tre sono gli aspetti che Citroën dovrà assolutamente rivedere secondo l’idea che ci siamo fatti dopo il periodo di prova. Il primo riguarda i sistemi di infotainment. Poco intuitivi per non dire macchinosi, spesso neppure la comodità dei comandi al volante riesce a sopperire questa carenza della vettura. Nella nostra esperienza abbiamo ritenuto soprattutto il navigatore non adatto alla vettura. Il suo modo d’uso ricorda quello di importanti vetture tedesche con una scomoda rotella che, in caso il conducente non sia molto alto, costringe quest’ultimo a piegare il polso. Inoltre, la reattività di tutto il sistema non è dei migliori.

Citroën DS5, il test drive di UltimoGiro (fronte) - UltimoGiro.com
L’argomento reattività interessa anche il bluetooth. Non certo semplicissimo da attivare il collegamento con lo smartphone (abbiamo impiegato circa 30′ perché questo funzionasse con un iPhone 5), il dialogo tra la vettura e il dispositivo mobile ad essa collegato non è dei più veloci se si vuole ascoltare la propria musica. Abbiamo riscontrato una sensibile perdita di qualità audio della musica ascoltata nella DS5 e contenuta nel nostro iPhone 5. Il cambio di traccia, poi, è davvero molto lento. Passando alla canzone successiva (o anche precedente) usando i comandi sulla plancia o quelli al volante, il ritardo è dell’ordine del secondo o poco più. Soprattutto all’inizio che si usa la DS5, quindi, si pensa che il comando non sia stato ben recepito dal sistema e si tende a ripeterlo con conseguente doppio salto in avanti o indietro di traccia audio. Nulla da dire sul viva voce bluetooth che riproduce il suono delle telefonate più che egregiamente.

Il secondo dei tre aspetti che non ci ha convinti è sicuramente la distribuzione dei vani porta oggetti all’interno dell’abitacolo e della porta USB. Tanti, piccoli e, a nostro parere, mal distribuiti i vani porta oggetti. Ce ne sono davvero dappertutto, ma, appena si entra, se si desidera un luogo dove riporre il cellulare piuttosto che il portafogli o delle chiavi, non c’è uno spazio adeguato a contenere quanto indicato. L’unico posto in grado di contenere (non sempre adeguatamente) questi oggetti è il bracciolo tra i due sedili anteriori diviso in due vani. Il primo, più sottile, riesce a stento a ospitare un iPhone 5. Il secondo, il più profondo e capiente, contiene la porta USB con cui si possono anche ricaricare dispositivi mobili. Peccato, però, che con un cavo USB inserito, risulti difficoltoso chiudere il bracciolo se si desidera ricaricare un dispositivo al di fuori di esso.

Citroën DS5, il test drive di UltimoGiro (zona anteriore abitacolo) - UltimoGiro.com
Terza e ultima delle tre cose che non ci hanno soddisfatto di questa vettura, è il posizionamento dei comandi di varia natura. Se questa può essere una valutazione soggettiva, per uno dei comandi la valutazione è più che oggettiva e riguarda il pulsante con cui si attivano le quattro frecce. Probabilmente in Francia non hanno il corrispettivo del nostro articolo 153.7.d del codice della strada oppure non sanno cosa siano rallentamenti e incolonnamenti; quindi i designer Citroën non si sono molto preoccupati del posizionamento del pulsante che attiva le quattro frecce. Quest’ultimo è il comando più distante dal guidatore, tanto che non è raggiungibile se non modificando la propria posizione sul sedile del conducente il quale non solo deve, ovviamente, staccare una mano dal volante in situazioni di pericolo per segnalare lo stesso a chi lo segue, ma riduce ulteriormente la sua capacità di comandare il veicolo con una mano proprio a causa dello spostamento che consegue all’attivazione delle quattro frecce.

Questo ciò che proprio non ci ha convinto. Ci potrebbe essere dell’altro come il lunotto spiovente la cui visibilità è incredibilmente ridotta dallo spoiler (il bel design della vettura può però giustificare questo aspetto), oppure i sedili posteriori rigidi e, forse, non adatti a lunghi viaggi (giustificati dalla sportività della vettura), o, ancora, la telecamera posteriore non proprio con una buona definizione soprattutto di sera o in caso di pioggia, ma si tratta di valutazioni meramente soggettivi.

Cosa ci ha soddisfatto della Citroën DS5

La DS5 provata eredita da Citroën uno dei punti di forza della casa automobilistica francese. Parliamo del motore Turbo Diesel Common Rail. Non aspettatevi uno scatto da fermo in stile super car (parliamo di 0-100 Km/h in 10.9”), ma certamente è scattante, costante e, soprattutto, offre dei consumi davvero competitivi e che strizzano l’occhio alle famiglie.

Citroën DS5, il test drive di UltimoGiro (motore) - UltimoGiro.com
Sebbene la Citroën DS5 2.0 HDI 160 CV FAP SPORT CHIC provata possa raggiungere i 212 Km/h di velocità massima, mantenendo velocità da codice con un pieno si riescono a fare davvero tanti Km. Abbiamo svuotato il serbatoio macinandone oltre 950. Alcuni potranno dire che sono pochi chilometri, soprattutto coloro i quali conoscono i consumi dei motori diesel Citroën. In realtà quel numero è stato raggiunto sempre con 4 persone a bordo su strade urbane, extraurbane secondarie, principali e autostrade e, in ultimo, ben due salite sulle Alpi. La prima fino a 2330 metri e la seconda a 1224, il che, si sa, aumenta notevolmente i consumi. Per la nostra esperienza personale, mantenendosi in pianura, sempre con quattro persone a bordo, si sarebbero raggiunti e superati i 1000 Km con un pieno (stimiamo sempre per esperienza circa 1100-1150 Km con un pieno).

Altro fattore di alta soddisfazione è la compostezza della vettura. Sembra di guidare su dei binari. Sempre incollata sulla strada non teme gli asfalti sconnessi garantendo sempre il pieno controllo al guidatore. Non si avverte mai sensazione di perdita di controllo e il volante non ha giochi fastidiosi. Il guidatore, con le mani salde sul volante, può comandare con precisione la vettura e sentirne la risposta precisa. La selleria anteriore, poi, soddisfa ogni tipo di comodità del guidatore e di chi gli sta di fianco. Stessa precisione la DS5 la offre in frenata. Ben misurata la proporzione tra pressione del pedale e frenata che riesce a restituire morbidezza, ad esempio in città, e importanza alle alte velocità specie nei casi in cui ci si deve fermare velocemente (ad esempio in caso di improvvisi incolonnamenti in autostrada).

Citroën DS5, il test drive di UltimoGiro (bagagliaio) - UltimoGiro.com
Anche sulla qualità dei sistemi di visibilità non si possono che spendere parole di soddisfazione. Non sono da temere né il buio più cupo né la nebbia più fitta. Infine, il bagagliaio. Capiente e in grado di contenere le spese familiari più abbondanti o i bagagli per un intera famiglia, è sicuramente uno dei punti di forza della DS5.

Conclusioni sulla Citroën DS5

Citroën DS5, il test drive di UltimoGiro (retro) - UltimoGiro.com
Dopo un paio di intense settimane con la DS5 ci sentiamo di dire che questa vettura, come tutte del resto, abbia dei punti di forza che Citroën ha consolidato nel tempo per tutta la sua gamma; non mancano, però, delle carenze alle quali i francesi dovranno sicuramente rimediare sulla futura versione. Il grosso dal lavoro , però, spetterà al dipartimento marketing di Citroën che dovrà far capire al pubblico che la gamma DS è tutt’altro che una normale Citroën. Probabilmente, una strada per far ciò potrebbe essere lo scollegare i due brand non mantenendoli insieme su una stessa vettura come avviene oggi. Un’operazione già vista su altre automobili di altre case.

Solo un aspetto è da considerare prima dell’acquisto del modello da noi provato. La Citroë DS5 2.0 HDI 160 CV FAP SPORT CHIC non è catenabile, quindi, se risiedete in zone miti d’Italia, ma siete soliti andare a passare i periodi di ferie invernali in montagna, mettete in conto anche l’acquisto di un treno di pneumatici invernali.

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