L’assurda vicenda della pallavolista Laura Lugli

di Daniele Pace Commenta

Nel mondo della pallavolo i diritti di una donna incinta non sono ancora ben chiari. Lo sa Laura Lugli a sue spese.

Su questo sito siamo abituati a parlare principalmente di sport collegati al mondo dei motori, od in generale mondo motori fine a sé stesso. Quando si tratta della parola sport in alcuni casi però sarebbe utile far fronte unito. In questo caso, eclatante, accaduto alla pallavolista Laura Lugli poi è ancora più fondamentale parlarne.

A pochi giorni di distanza dalla festa delle donne, ecco che in rete spunta il caso di Laura Lugli, sportiva impegnata con la società di pallavolo Volley Maniago Pordenone. Impensabile che nel 2021 dopo tutto quello che costantemente viene detto in televisione, siamo ancora qui a parlare di diritti fondamentali per le donne, violati in maniera così spudorata e maschilista. Sì, perché la Lugli è stata citata per danni dalla sua società, stiamo parlando dunque anche di lavoro in generale, per avere la colpa di essere incinta. Sappiamo che nel mondo del lavoro le donne fanno fatica ad affermarsi ed una delle cause principali è proprio il diritto alla maternità negato, che troppo spesso mette in condizioni le donne dal dover scegliere se avere una famiglia od una carriera, causando insoddisfazione e malcontento che si ripercuote anche sulle nascite di un paese.

Non possiamo stare qui a lamentarci che L’Italia demograficamente sta morendo, quando ancora oggi dobbiamo sentire di casi del genere. Nello sport poi, un mondo che spesso fa da primario esempio per tutti gli altri. Un mondo che dovrebbe essere libero da preconcetti. Si fossero poi limitati semplicemente ad escluderla dalla squadra nooooo, oltre dev’esserci per forza l’ulteriore umiliazione di ricevere una denuncia per danni sulle spalle. Danni di cosa poi? Le motivazioni rilasciate dalla società tramite le dichiarazioni del presidente Franco Rossato sono “ha venduto prima la sua esperienza con un ingaggio sproporzionato e nascondendo poi la sua volontà di essere madre. Una scelta che ha portato la squadra a doversi privare di lei a stagione in corso, perdendo di conseguenza molti punti sul campo e infine anche lo sponsor” ingaggio che risale alla stagione 2018-2019 quando Laura Lugli era ancora 39enne, oggi 41enne. Quante cose possono cambiare in una donna adulta anche in soli 2 anni? Moltissime ed una di queste riguarda proprio la possibilità di diventare madre. Laura Lugli ha risposto dichiarando “I rapporti con la società erano buoni, loro sapevano anche di una mia gravidanza precedente e dell’aborto subito da essa. Nonostante le continue richieste del mio avvocato e la conseguente ingiunzione, nessuno mi ha chiesto di tornare a giocare. La citazione per danni mi ha ferito profondamente, in merito a una vicenda oltretutto strettamente personale” Ma il presidente ha giustificato questa mancanza appellandosi alla condizione psicologica vissuta dal dramma e che la sua assenza ha fatto perdere punti alla squadra. A voi i commenti.

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