McLaren 2012, un nuovo naso e temperature regolate dai freni

di Sebastiano Cucè Commenta

Gli inglesi colpiscono ancora. Aver lasciato a casa Hamilton e Button, durante i Test in Italia, poteva essere un buon diversivo per far credere che alla MP4-27 non si sarebbero apportate grandi modifiche, ed invece gli inglesi hanno usato un nuovo naso, senza scalino, ma più alto.
mclaren 2012 un nuovo naso e temperature regolate dai freni
Inoltre la novità più grande ed assoluta sta nell’ipotesi che la McLaren sarebbe riuscita a controllare il calore dei freni per poter condizionare la temperatura delle gomme.


mclaren mugello 2012
MUSETTO MCLAREN – Giovedì sera, poco prima che i Test al Mugello finissero, Oliver Turvey è stato incaricato di riportare la macchina in pista. Apparentemente sembrava tutto normale, ma con un occhio più critico è stato possibile individuare un naso più alto, rispetto a quello fino ad ora montato. La McLaren fin da inizio anno è stata l’unica macchina, insieme alla Marussia, a non aver adottato l’antipatico muso a scalino. Adesso però il nuovo muso è più alto e presenta una lieve onda ricurva.
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FRENI E GOMME – Al Mugello sono stati in molti a chiedersi il perchè Turvey e Paffet entravano spesso ai box per sostare temporaneamente davanti ai rispettivi garage. In quelle occasioni non venivano ne cambiate le gomme, ne misurate le temperature. L’unico avvenimento era dovuto dalla presenza di due meccanici che con una strana chiave andavano a regolare qualcosa nella zona delle ruote. Gli esperti fin da inizio anno avevano pensato ad un sistema di ventilazione esclusivamente sulla parte posteriore, che potesse servire a mandare in temperatura le gomme.
Adesso però tutto sembra più chiaro. Pare che alla McLaren hanno trovato il modo di poter controllare la produzione di calore dei freni all’interno del cerchione. Questo sistema rivoluzionario permetterebbe di interpretare al meglio le gomme Pirelli, riuscendo a capire lo specchio entro il quale gli pneumatici offrono il meglio delle prestazioni.

Photo credits | GEtty Images

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