Mercedes SLS AMG, chi va piano va sano e va lontano, chi va forte…

di Riccardo Guerra 1

Chi ha detto che i soldi fanno, sempre, la felicità? Attenzione: non si faccia della morale da qualche soldo, qui: l’esperienza che racconteremo ci dà, per converso, la possibilità di porci delle domande sulla facilità. Facilità? Si, la leggerezza. Vediamo perchè, in questa storia.

Un facoltoso ed ignoto pilota transitava tranquillamente per strade svizzere, accanto a Friburgo, con la propria vettura, una Mercedes SLS AMG, che poi sarebbe anche una supercar bavarese da 571 cavalli e, non meno importante, 183.800 euro (in Italia) tondi tondi.

Ebbene, il buon conducente, forse inconsciamente, esagerò con la pressione del piede destro, quello che fa attrito sul pedale dell’acceleratore di ogni Mercedes SLS AMG (beh, anche di tutti gli altri veicoli con guida a sinistra, ovvio), fino a portare la velocità a 290 chilometri orari, ovvero 170 oltre il limite di 120 chilometri orari imposti dall’autorità svizzera.

Fortuna – o sfortuna, a voi il giudizio – volle che proprio in quel momento la polizia stradale fosse in servizio e reagì con prontezza. Il che significò, per il malcapitato detrattore delle leggi del codice stradale, il sequestro immediato della propria Mercedes SLS AMG.

A che pro? L’unità di Mercedes SLS AMG sottratta al legittimo proprietario serve da garanzia per il pagamento della multa comminatagli, che è pari a un milione di dollari, cioè, in sostanza, oltre 750.000 mila euro.

Non stropicciate gli occhi, suvvia, avete letto correttamente: il sistema d’ammenda svizzero prevede che la multa venga decisa sulla scorta delle possibilità economico-finanziarie di chi effettui la contravvenzione. Al di là dell’etica da automobilisti col piede felpato – suona sempre bene il solito, ancestrale, “chi non ha peccato scagli la prima pietra” – , c’è da chiedersi quando e come anche in Italia potrebbero essere adottate misure che, sulla carta almeno, fanno paura. E la storia è tutta vera (e recente, sebbene il passato remoto).

Il dubbio sulla facilità – o leggerezza – (con cui si sconnette l’apparato cerebrale, con cui si dà forza al piede destro, con cui si dimenticano alcune regole, con cui si paga, con cui si punisce, con cui si scrive e si commenta…) rimane.

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