Formula 1: Il Banco de Santander più ricco dopo il pre-stagione e il GP del Bahrain

Il pre-stagione di Formula 1? Un affare da 25 milioni di euro. Tra i primi a festeggiare Fernando Alonso c’è stato il Banco di Santander, il nuovo main sponsor della Ferrari che ha seguito il pilota spagnolo, diventato il volto dell’istituto di credito iberico. Secondo le prime stime, il tour della F10 con le tre tappe in Spagna (ecco spiegata la motivazione di un pre-stagione tutto spagnolo, a differenza dello scorso anno con tappa in Bahrain) e il primo Gran Premio in Bahrain, avrebbe fruttato circa 25 milioni euro al Banco de Santander che ha investito nel team di Maranello circa 200 milioni di euro suddivisi in 5 anni (quindi circa 40 milioni di euro a stagione). Il risultato per la banca spagnola diventa ancora più sorprendente se si confronta con quanto racimolato lo scorso anno, quando il Banco de Santander era il main sponsor della McLaren (adesso marchiata Vodafone): nel 2009 l’istituto di credito iberico aveva ottenuto guadagni per circa 80 milioni di euro in tutta la stagione.

Stampa, piloti e team contro la nuova monotonia della F.1

Saranno pure cambiate le regole, ma la Formula 1 continua ad annoiare. La nuova monotonia del Circus adesso si è tinta di rosso grazie alla doppietta della Ferrari, ma ai piani alti della F.1 hanno iniziato a temere quello che è accaduto lo scorso anno: fuggi-fuggi generale con il pubblico che preferisce lo spettacolo del motomondiale a quello della Formula 1. Le critiche più pesanti arrivano dall’Inghilterra, dove il ‘Daily Mail’ addirittura parla di un “Noioso-rain” parafrasando la località del primo Gran Premio (Bahrain) e poi aggiunge: “La Fia e i piloti devono risolvere urgentemente il problema della noia. Ci sono quattro campioni del mondo in pista e le piste dovrebbero essere sempre più spettacolari (il circuito del Bahrain era stato rivisitato appunto per consentire maggiori sorpassi, ndr), invece sono sempre opache.

E’ tornato Schumacher il “capriccioso” e Rosberg s’infuria

Condividere il team con Michael Schumacher è un’impresa. Per informazioni chiedere a Eddie Irvine, Rubens Barrichello e anche a Felipe Massa. Adesso alla lista dei piloti che devono fare i conti con la presenza – scomoda – di Schumi, c’è Nico Rosberg, il giovane pilota della Mercedes GP che in Bahrain, nonostante l’età e la poca esperienza, è riuscito a stare davanti al sette volte campione del mondo. Certo, Schumacher è un po’ arrugginito e la sua performance è anche viziata da quel pizzico di emozione che tradisce anche i più esperti, ma per Rosberg è una soddisfazione da incorniciare, visto che Schumi era stato scelto da Ross Brawn per fare da mentore al giovane tedesco. Eppure se Rosberg si comporta da pilota esemplare, il kaiser inizia a ritagliarsi i suoi spazi, facendo il divo della F.1.

Nuova Peugeot RCZ: eccola, finalmente!

Praticamente identica al concept presentato tre anni fa dalla Casa francese, la nuova Peugeot RCZ è finalmente pronta a debuttare sul mercato nella sua versione finale.

Come testimoniano le foto che trovate dopo il salto, si tratta di una  moderna coupé 2+2 molto elegante. E’ lunga 4.29 metri, alta 1.36 metri, pesa 1.275 Kg ed è caratterizzata da una ricchissima dotazione di serie che comprende: cerchi da 18″, ESP, quattro airbag (due frontali e due laterali), autoradio e supporto alla tecnologia Bluetooth.

Le motorizzazioni disponibili al momento del lancio sul mercato saranno: un 16V THP turbo a iniezione diretta di benzina da 1.6 litri capace di sprigionare una potenza pari a 156 cavalli (con consumi pari a 6.7 litri/100 km) ed un 16V HDi Fap turbodiesel da 2.0 in grado di erogare 163 cavalli. In futuro arriverà anche una versione ibrida. Il cambio è automatico a sei marce.

La nuova Peugeot RCZ debutterà sul mercato la prossima estate. I prezzi di vendita al pubblico oscilleranno fra i 26.500 e i 29.650 euro. Ed ora spazio alle immagini.

Alonso come Raikkonen: ma lo spagnolo è già un leader

Quando si dice “salire sul carro del vincitore”. Dopo un anno passato a sparar sentenze contro la Ferrari (in ritardo con lo sviluppo della F60 e incapace di reagire davanti alla scelta al limite del regolamento delle Brawn GP), la stampa italiana è tornata a celebrare il marchio più famoso del Mondo. È bastata la vittoria di Fernando Alonso – con il secondo posto di Felipe Massa per l’80esima doppietta delle Rosse – per riaccendere il tifo sopito di milioni di ferraristi. Il confronto con Michael Schumacher, che alla prima uscita in Ferrari era stato costretto a ritirarsi in Australia (era la stagione 1996) è stato vinto, ma la sfida con l’ex ferrarista Kimi Raikkonen è solo pareggiata. Già, perché il finlandese nel 2007 aveva vinto subito (Gran Premio di Australia), proprio davanti ad Alonso che all’epoca guidava la McLaren.

La delusione di Vettel, la soddisfazione di Schumi. Gli altri volti del Bahrain

Aveva la vittoria in pugno. Gli sarebbe bastato rimanere in testa per altri 20 giri e oggi i titoli dei giornali sarebbero stati tutti per lui. Invece Sebastian Vettel è uscito deluso e amareggiato per la prima gara della stagione. Il tedesco della Red Bull è stato costretto ad accontentarsi del quarto posto, superato da Alonso, Massa e pure da Hamilton. Risultato? Fuori dal podio per un problema meccanico che neppure i tecnici avrebbero potuto risolvere con un nuovo pit-stop. “Il weekend è stato molto positivo, però il problema meccanico mi ha fatto perdere la prima posizione: avevo la macchina più veloce in pista” ha poi dichiarato Vettel al termine della gara.