F1, un piccolo KERS è il segreto Red Bull


Finite le qualifiche ci si è chiesto il perché la Red Bull abbia snobbato l’utilizzo del KERS. Effettivamente date le prestazioni della macchina, i piloti non hanno necessitato tale utilizzo e quando la questione è stata chiesta a Mark Webber, il pilota ha risposto dicendo che questa politica era stata pianificata dalla squadra.

Adesso in Australia tutti cercano di indagare il perché di tale scelta. La risposta più plausibile sta nel fatto che la Red Bull utilizza un sistema ridotto del KERS, ovvero un sistema con una batteria più piccola che gli permetterebbe esclusivamente di utilizzare l’energia cinetica alla partenza della gara.

Questa strategia è molto utile dato che il problema principale del KERS, oltre ad incrementare di 20 kg il peso della vettura è quello della distribuzione di tali pesi, in quanto le batterie che Ferrari o McLaren montano sono molto ingombrati e quindi difficili da distribuire a seconda del bilancio che si vuole ottenere.

Così facendo la Red Bull si assicurerebbe di non perdere posizione in partenza, perché considerando che a fianco di Vettel partirà Hamilton, è impensabile che il tedesco senza KERS possa difendersi dall’attacco dell’inglese. In questo modo invece, la Red Bull ha l’occasione di avere una macchina più semplice da configurare e allo stesso tempo con tanto di KERS da utilizzare nella parte più critica della gara, cioè appunto l’inizio.

GP Australia, KERS inutile? Pirelli tradisce Ferrari


Sorprendente il fatto che queste Formula 1 sono più veloci di mezzo secondo, almeno questo è il riscontro con le prestazioni a Melbourne rispetto al 2010. Nonostante le macchina pesano 20 kg di più e la Pirelli ha sostituito la veterana Bridgestone, l’introduzione del KERS e dell’ala mobilie ha indiscutibilmente velocizzato lo sport.

Ma il KERS è singolarmente sinonimo di vantaggio da un punto di vista prestazionale? Le qualifiche conquistate da Vettel a Melbourne sembrano aver evidenziato la complessità che questo sistema può portare, infatti il tedesco della Red Bull ha ammesso di non aver utilizzato il sistema di recupero d’energia, diversamente da Hamilton che ha accusato un problema di potenza al motore, compromettendo il sistema di frenaggio da come ha dichiarato successivamente Whitmarsh alla BBC.

La vera sorpresa è la insoddisfacente prestazione della Ferrari. Alonso non sembra abbattuto durante le interviste, ovviamente siamo all’inizio di campionato, ma lo spagnolo ha poi ammesso che il vero problema della Ferrari durante le qualifiche del sabato è stato la mancanza di Grip, problema non riscontrato nelle prove libere.

Il vero allarme che dovrebbe far preoccupare la Ferrari, ed Alonso lo ha specificato molto bene è la vicinanza di team come Renault, Sauber e Toro Rosso. Questo inverno la Ferrari godeva di un distacco di oltre un secondo da queste squadre, mentre adesso il Cavallino rampante che vanta solamente 3 decimi sente il fiato sul collo.