Ecclestone non vuole perdere Spa


L’evoluzione del calendario di Formula 1 non si ferma. Il patron della F1 ha confessato che in futuro alcuni Gran Premi europei dovranno andare in pensione per dar spazio ai nuovi circuiti che attendono l’ingresso in Formula 1. L’India è alle porte e presto Russia a Stati Uniti prenderanno parte nel quadro.

Ma è giusto eliminare i vecchi GP che hanno fatto la storia per dar libero accesso a queste nuove gare progettate dall’architetto Tilke? Uomo fidato di Bernie, da anni progetta piste troppo sicure che non incentivano i sorpassi, ma soprattutto che non permettono ai piloti un reale confronto con le loro qualità.

Se non fosse stato per gli aiuti del governo, da tempo non ci sarebbe il GP del Belgio” ha spiegato Ecclestone per chiarire una precedente intervista al The Guardian”Come sta succedendo per il Gran Premio d’Inghilterra”.

Il The Guardian ha contorto le mie parole” ha detto Bernie “Negli anni a venire perderemo delle gare in Europa, questo è quasi certo. Non so quali, ma noi vogliamo mantenere Spa”.

Per farla breve Ecclestone non si metterà più in mezzo con gli organizzatori del GP belga e quindi starà tutto nella volontà

Bentley cita Axl Rose per 74.000 euro

Non è notizia di cronaca, ma una di quelle storielle che talvolta ci capita di leggere, piuttosto frivole, se volete, così, per stemperare la serietà del giornalismo automobilistico. Due sono i protagonisti di questa vicenda: una berlina britannica di lusso, lunga 531 centimetri, e cioè una Bentley Continental Flying Spur, ed un cantante e pianista statunitense, classe 1962, nato a Lafayette, e cioè Axl Rose, rockstar di fama mondiale e frontman dei Guns N’ Roses. Che cosa potrebbero avere in comune uno sregolato leader di un gruppo rock ed una nobile limousine perfetta per i gentlemen drivers?

BMW, in arrivo una Serie 2?

È ancora un costruttore tedesco il protagonista della nostra attenzione: si tratta di BMW, la casa automobilistica dell’Elica di Monaco di Baviera. Quest’ultima avrebbe registrato, negli Stati Uniti, alcune sigle per l’indicazione di autovetture di nuova generazione, che potrebbero destare la vostra curiosità: 228, 230 e 235. Per quanto riguarda le ultime due cifre di tutti questi simbolici numeri, non c’è nulla di nuovo: 28, 30 e 35 indicano ciascuno lo stesso propulsore benzina 3,0 litri sei cilindri in linea, diversificato soltanto dalla potenza. È la prima cifra a dare qualche grattacapo: solitamente, nel linguaggio BMW, questo numero indica la Serie della vettura e dunque il segmento di appartenenza. Ora arriva il dubbio: una BMW Serie 2 mai s’è vista e mai è stata annunciata dal costruttore tedesco. Di che cosa stiamo parlando?

Volkswagen, dieci milioni di veicoli entro il 2015

La casa automobilistica teutonica Volkswagen, qualche tempo fa, in un momento di onirica onnipotenza, teorizzò di riuscire a raggiungere la produzione di 10 milioni di veicoli ogni anno in giro per il globo intero entro il 2018. Otto anni, dunque, per riuscire a solcare un traguardo impegnativo. Un’ambiziosa idea, forse. Ma i tedeschi di Wolfsburg sono talmente agguerriti da aver anticipato la sfida (macché 2018!): tale volume di produzione deve essere raggiunto tre anni prima, nel 2015, e cioè tra appena un lustro neppure. Questa mossa innalzerebbe il Gruppo Volkswagen al ruolo di maggiore costruttore a livello mondiale, superando quello che sino ad ora è stato il più spaventoso dei fabbricanti giapponesi e che, nell’ultimo periodo, ha perso una buona parte della propria tenacia (in seguito ad alcune sfortunate catene di richiami per difettosità), Toyota.

Dodge, nel 2011 una berlina sulla piattaforma di Alfa Romeo Giulietta

La sinergia tra il Gruppo Fiat e il Gruppo Chrysler è sempre più stretta, a mano a mano che ci si avvicina agli eventi chiave del programma di Sergio Marchionne per il rilancio di Chrysler e degli altri brand e per la rinascita di una Fiat un po’ più internazionale (con essa, anche altri fabbricanti italiani a quest’azienda legati). Inevitabilmente, questa liaison italo-americana funziona anche con la spartizione dei beni: ciò significa che non manca molto all’arrivo di vetture che utilizzino componenti dell’una e dell’altra parte. Nello specifico, bisognerà attendere sino al termine dell’anno venturo, quando verrà presentata una berlina Dodge (il primo dei brand americani del Gruppo Chrysler ad avventurarsi in questa pratica di economia di scala a livello extra-continentale) che utilizzerà una piattaforma del Gruppo Fiat.

BMW e MINI, in arrivo propulsori a due cilindri?

La casa automobilistica di Monaco di Baviera, BMW, produrrà una linea di propulsori a due cilindri? No, non è una domanda che m’è venuta così, dopo cattiva digestione, bensì quella che si pongono i colleghi del sito internet Motor Authority, in seguito alla lettura di un’intervista al manager Klaus Draeger, membro del consiglio di BMW AG che si occupa della ricerca e dello sviluppo del marchio (non chiedetemi, però, di che cosa si occupi nello specifico, dal momento che proprio non lo so). Ebbene, egli avrebbe ammesso che la realizzazione (e cioè la progettazione e la produzione) di propulsori con due cilindri soltanto sia una possibilità per la casa automobilistica dell’Elica. Ma a che scopo mettere a punto motori così contenuti? Vuoi vedere che il Gruppo Fiat e la divisione Fiat Powertrain Technologies sono avanti a tutti, sin da ora, con il motore TwinAir?

Maldonado fa fuori Hulkenberg con 15 milioni di euro?


Quale migliore raccomandazione dei soldi? Secondo la stampa brasiliana è fatta, il campione di GP2 Maldonado ha firmato con la Williams per il prossimo anno con un contratto che farebbe incassare al team di Grove un totale di 15 milioni di euro grazie alla sponsorizzazione della società petroliera PDVSA.

Di ufficiale non c’è niente, anche perché la Williams sicuramente non vuole farsi scappare l’opportunità di crescere un pilota di talento come il giovane tedesco da tutti considerato l’erede di Schumacher. L’esordio di Hulkenberg in questo 2010 è stato più che soddisfacente, ma il suo manager, lo stesso del 7 volte campione del mondo, pare chiedere troppi soldi alla Williams per il rinnovo del contratto, soldi che la squadra non è propensa a pagare per via dei problemi finanziari che da anni la circondano.

Stranamente Nico non è preoccupato, consapevole che i risultati conseguiti fino ad ora lo elevano in una buona posizione:” Credo che ci sia un interesse da entrambe le parti. Voglio rimanere in Williams perché l’anno prossimo sicuramente ci sarà una macchina più competitiva”.

La situazione non è delle più nitide, perché la Williams da una prospettiva finanziaria rischia di perdere diversi sponsor, ma Nico conferma che la sua partecipazione deve essere voluta per questioni di talento e non per soldi.