La Formula 1 perde i pezzi. Non siamo ancora al terremoto, ma la situazione in seno alle iscrizioni del campionato 2010 si è fatta delicata. Pochi giorni fa abbiamo parlato dei problemi economici della Campos Meta 1 che deve ancora saldare i debiti con la Dallara – l’azienda che si sta occupando dello sviluppo delle monoposto del team spagnolo. Adesso il presidente della Fia Jean Todt ammette che anche la USF1 potrebbe non essere in pista nel Gran Premio del Bahrain. Secondo l’ex direttore sportivo della Ferrari, infatti, le due scuderie potrebbero saltare le prime tre gare dell’anno, ma questo non comporterebbe alcuna penalità nei loro confronti. A conferma del delicato momento della F.1, c’è anche il duro lavoro di Bernie Ecclestone che sta cercando di aiutare la USF1 e la Campos Meta 1 a superare gli attuali problemi e a schierarsi regolamente in griglia il prossimo 14 marzo. Tuttavia entrambi i team non hanno ancora ufficializzato i due piloti e, a differenza della Virgin Racing e della Lotus – le altre due neonate scuderie – la USF1 e la Campos Meta 1 sono ancora lontane dal provare in pista i prototipi.
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Todt: “Nè con Schumacher nè con la Ferrari, ma con la Fia”
Jean Todt scopre le carte. “Sono un tifoso della Fia, non della Ferrari” ha dichiarato il presidente della Federazione che dallo scorso autunno ha preso il posto di Max Mosley. Ieri ricorrevano i primi 100 giorni di mandato del francese ex Ferrari che alla stampa ha dichiarato: “Non ho rilasciato nessuna intervista dal primo giorno che mi sono insediato come nuovo presidente della Fia. Adesso vorrei rompere il silenzio”. E dopo 100 giorni, Todts ha voluto prima ricordare che la Federazione non si occupa solo di macchine: “La Fia è anche ambiente, viabilità e sicurezza: tutte cose molto importanti, ma che passano sempre sotto silenzio. Aiutare a salvare molte vite è il nostro principale obiettivo”.
Test a Jerez: domina la pioggia, Rosberg è il più veloce sull’asciutto
Doveva essere una giornata di prove su pista asciutta. Invece il primo giorno di test a Jerez si è trasformato in una corsa tra le acque, grazie alla pioggia che ha iniziato a scendere in mattinata e che nel pomeriggio si è trasformata in un nubifragio. In mezzo solo pochi giri in condizioni ottimali che non possono avere lo stesso significato dei tempi rilevati a Valencia. In Andalucia si sono presentate le principali scuderie, capitanate dalla Ferrari, seguita da McLaren, Mercedes GP, Williams, Toro Rosso, Sauber, Force India e l’esordiente Virgin Racing. C’è anche la Red Bull che ieri, poco prima di scendere in pista ha presentato la nuova RB6, una versione più lunga della monoposto che lo scorso anno ha provato a infastidire il predominio della Brawn GP. La Lotus, invece, farà il suo esordio la prossima settimana quando dal 17 al 20 febbraio si terrà la terza sessione di prove libere.
La Force India svela la nuova VJM03
E dopo Ferrari, McLaren, Mercedes GP, Red Bull, Toro Rosso, Renault, Sauber, Williams e Virgin Racing, anche la Force India si è presentata al pubblico. La scuderia indiana ha tolto i veli alla nuova VJM03 che nella prossima stagione sarà guidata da Adrian Sutil e da Vitantonio Liuzzi che ha preso il posto di Gianfranco Fisichella, ormai terzo pilota della Ferrari.
Alonso di nuovo in pista: da oggi test di F.1 a Jerez
La Formula 1 torna in pista. Dopo il primo assaggio di stagione 2010 di Valencia, le monoposto sbarcano a Jerez de la Frontera dove da oggi fino a sabato proveranno sfidandosi a colpi di cronometro. E la Ferrari, che a Valencia aveva fatto guidare prima Felipe Massa e poi Fernando Alonso, cambia l’ordine di partenza: lo spagnolo avrà a disposizione la F10 fino a domani, mentre venerdì e sabato toccherà al brasiliano.
Quanto è forte la nuova Force India VJM03?
La Renault chiede 7,5 milioni di euro a Petrov. E il russo chiama Putin
Non ci sono solo i team a finire nel vortice della crisi economica. Anche i piloti sono vittime del sistema. Per informazioni chiedete a Vitaly Petrov, seconda guida della Renault al fianco del più esperto Robert Kubica. Petrov – che se dovesse esordire in Formula 1 il prossimo marzo sarebbe il primo pilota russo della storia della F.1 – si ritrova infatti con 7,5 milioni di euro da pagare entro il primo marzo. Lo ha fatto sapere lo stesso padre di Vitaly, Alexander, il quale ha confermato: “Se non paghiamo la prima quota entro il 1 marzo, mio figlio potrebbe essere sostituito da un altro pilota”. L’ex pilota della GP2, che per il 2010 è stato scelto per guidare la Renault, aveva promesso ingenti finanziamenti e la scuderia francese sperava che dopo le parole sarebbero seguiti i fatti. Invece dei 15 milioni di euro pattuiti, la Renault sta ancora attendendo la prima parte.
La Virgin Racing a Silverstone: “Esordio soddisfacente”
La Virgin Racing inizia a macinare chilometri. C’è grande soddisfazione nel nuovo team della F.1 che settimana scorsa ha debuttato a Silverstone per la prima prova assoluta della VR-01, l’innovativa monoposto interamente realizzata con simulazioni al computer. La Virgin Racing punta a rivoluzionare il mondo della Formula 1 e il suo innovativo sistema – che si pone l’obiettivo di abbattere i costi, offrendo anche a nuovi investitori la possibilità di entrare nel campionato – pare già dare qualche frutto. Siamo ancora agli inizi e se è difficile dire quali siano le potenzialità reali di Ferrari, Mercedes Gp, McLaren e Red Bull (che si sono “affrontate” nei test di Valencia), è ancora più arduo dire dove potrà arrivare la Virgin che ha testato la vettura senza avversari.
Montezemolo e la F10: “Non illudiamoci, c’è ancora tanto lavoro da fare”
“Manteniamo i piedi per terra”. Luca Cordero di Montezemolo, boss della Ferrari, sa bene che iniziare alla grande fin dal pre-stagione è il miglior modo per spaventare gli avversari, ma dopo le vicende dello scorso anno ci va cauto. “Abbiamo ancora qualche problema da risolvere” ha poi aggiunto Montezemolo, quasi a voler ricordare a tutta la scuderia del Cavallino che i risultati di Valencia sono sì confortanti, però il lavoro in previsione del debutto in nella F.1 2010 non è finito. “Sono felice che la nostra macchina abbia fatto bene – ha proseguito il patron della Rossa –, ma sappiamo che le prove invernali non sono decisive e tutto potrebbe cambiare”.
Jenson Button, il campione deluso punta sulla Ferrari
“La Ferrari va già forte, ma non avete ancora visto la vera McLaren”. Jenson Button non è un pilota che si arrende facilmente. Nonostante sia uscito dall’anonimato solo nella scorsa stagione, quando ha dominato le prime gare (grazie anche all’ingegno di Ross Brawn che gli ha fornito una macchina di gran lunga superiore a quelle degli avversari), l’ex “paracarro” – come lo aveva definito Flavio Briatore -, non vuole cedere il titolo con facilità. La prima uscita con la scuderia di Woking non è stata positiva per Button che si è ritrovato in fondo al gruppo, dopo le prove incoraggianti di Gary Paffett (collaudatore che ha provato lunedì) e di Lewis Hamilton (impegnato martedì).
La solitudine del campione Michael Schumacher
Il triste tramonto del Kaiser si chiama Valencia e Mercedes Gp. Ma ha anche un pizzico di Ferrari, il tutto mischiato dalla forza di Fernando Alonso. Michael Schumacher, tornato in F.1 all’età di 41 anni, fortemente voluto da Ross Brawn e dalla Mercedes per lanciare il nuovo team e fare da balia a Nico Rosberg, è il re nudo. Esageriamo? Per il momento no, visto che lo stesso pilota tedesco è apparso demoralizzato nella sua tre giorni di test a Valencia, dove ogni volta ha dovuto risolvere una grana. Ha iniziato con il bimbo col cappellino della Ferrari a cui non ha concesso un autografo, ha proseguito con il pranzo solitario nel motorohome del Cavallino alla ricerca, forse, di allentare la pressione dopo le frecciatine del mese scorso e ha continuato rassegnandosi a rimanere alle spalle di Felipe Massa e Fernando Alonso.
Alonso: “Il mio tempo nel test di Valencia non conta niente”
Fernando Alonso non s’accontenta. Dopo il debutto di mercoledì sulla pista di Valencia (dove è riuscito ad attirare il record di pubblico per una sessione di prove pre-stagione), il pilota spagnolo della Ferrari ha dichiarato di non essere ancora al massimo della forma. Certo, il campionato è ancora lontano e ci sono ancora altri test da affrontare, ma Alonso è ancora alla ricerca della condizione perfetta. “Dopo quattro mesi di inattività la prima uscita è stata positiva – ha detto lo spagnolo del Cavallino, dimenticando di essere stato il più veloci della tre giorni di prove andaluse –. Quando si arriva in una nuova squadra è importante trovare il feeling anche con i pedali, con il sedile e il casco. Ma pure coi freni, che appartengono ad una marca che non avevo mai utilizzato prima d’ora. È stata una giornata di duro lavoro”. In effetti più che un pilota di F.1, Alonso è parso più un collaudatore, visto che ha percorso addirittura 127 giri (in proporzione più del collega Felipe Massa che ha girato più di 200 volte in due giorni) scendendo sotto il muro dell’1’12”.
Barrichello a Rosberg: “Lascia la Mercedes GP finché sei in tempo”
Che a Rubens Barrichello non sia mai stato simpatico Michael Schumacher, non era un mistero per nessuno. Ma che l’ex pilota della Brawn GP, adesso alla Williams, debba mettere in guardia il giovane Nico Rosberg dall’aggressività del sette volte campione del mondo, suona quasi come un allarme. Barrichello deve ancora digerire le sei stagioni come secondo pilota trascorse al fianco di Schumi: il tedesco doveva vincere, mentre il brasiliano doveva fargli da fido scudiero. “Deve andarsene dalla Mercedes GP – ha tuonato Barrichello alla volta di Rosberg –. E’ l’unico consiglio che posso dargli”. In effetti il rapporto tra il brasiliano ex ferrarista e il tedesco non è mai stato idilliaco: Schumacher era il campione che catalizzava le attenzioni di tutti, mentre per Rubens era riservato il lavoro sporco. Come nel 2002 in Austria, quando sul circuito di Zwelteg, la Ferrari intimò a Barrichello, che in quel momento era in testa alla gara, di lasciare strada a Schumi in seconda posizione. Rubens si rifiutò di eseguire l’ordine, ma secondo quanto riferito in seguito dal brasiliano, dai box la richiesta si trasformò in minaccia di una “regolazione nei termini del contratto”.
Domenicali: “Nel calcio la Ferrari sarebbe la squadra d’agosto”
“Non esistono i miracoli nella F.1, c’è solo il lavoro”, parola di Stefano Domenicali. Con queste parole il direttore sportivo della Ferrari ha commentato i risultati della tre giorni di test a Valencia che ha visto il ritorno della scuderia del Cavallino ai vertici della F.1. Per il momento si tratta solo di prove e quindi l’ottima performance di Fernando Alonso (il più veloce in assoluto) e di Felipe Massa (secondo dietro il compagno di scuderia) deve essere considerata com molta cautela. Il team di Maranello non vuole sbilanciarsi, ma a chi parla di “miracolo”, Domenicali ricorda che il progetto della F10 è iniziato ben prima della fine della scorsa stagione, quando ormai la F60 non aveva più speranze di vittoria.