Ecco cosa succederà dopo l’Euro 6

di Alba D'Alberto Commenta

I nuovi limiti sulle emissioni che verranno stabiliti successivamente all’Euro 6, dal 2020 in poi, sono già una preoccupazione evidente. Non è un caso che il brand Bosch si stia muovendo. Come? Presentando presso la fiera dedicata alla mobilità sostenibile di Rimini nuove soluzioni. Soluzioni che sono già appannaggio dei costruttori.

Geneva International Motor Show 2007

Nuovi cicli di guida stanno per essere introdotti e che saranno necessari per misurare le emissioni. Gli obiettivi di riduzione della CO2 sono ancora incerti. Ciò che si sa è che per la Cina è previsto il passaggio dagli attuali 180 g/km ai 117 dopo il 2020, per gli Usa da 155 a 101 e per l’Europa da 130 a 95 g/km, valore quest’ultimo ancora a livello di ipotesi.

Simili ‘tagli’ alle emissioni implicheranno riduzioni dei consumi uguali, a vantaggio quindi degli utenti finali, ma un maggiore costo industriale che potrebbe far crescere i prezzi dei veicoli.

Secondo il parere degli ingegneri del gruppo, Bosch è impegnata, su questo fronte, ad offrire ai costruttori soluzioni efficienti, eco-compatibili e accessibili dal punto di vista economico in maniera tale da non penalizzare l’utente finale. Ne è un esempio la strategia che Bosch porta avanti per i modelli sub-compact di prossima generazione. Si tratterà di migliorare l’efficienza degli attuali motori sia diesel che benzina, con la possibilità di arrivare ben al di sotto del target europeo, anche fino a 85 g/km di CO2.

Nel corso della kermesse di Rimini, si è parlato anche di cambiamenti per le vetture di segmento medio. Un passaggio determinante sarà stimolato dell’arrivo dei modelli a doppia batteria (una convenzionale a 12 Volt ed una agli ioni di litio a 48 Volt) per realizzare un sistema compatto che i tecnici definiscono ibrido leggero.

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