La prima auto che vola

di Alba D'Alberto Commenta

Aereo guidabile o auto che vola? Nel dubbio, gli inglesi parlano di driving planes. Si tratta di veicoli ibridi, aventi le ali, e capaci di volare da Roma a Milano (per fare un esempio). Il più celebre viene dagli Usa e porta il nome di Terrafugia Transition. Ci sono voluti molti anni per metterlo a punto e un tempo altrettanto lungo per omologarlo e fare in modo che solchi i cieli. Terrafugia_Takeoff_flying_car_transitionNelle intenzioni di Stefan Klein, il designer slovacco che per completare il progetto della sua Aeromobil 2.5 di anni ne ha impiegati più di 20, non vi è dunque la vittoria sui costruttori della Terrafugia nel ‘time to market’ quanto piuttosto il superare la Transition per funzionalità in volo e a terra, per qualità estetiche e per prezzo finale.

La Aeromobil 2.5 (si tratta del numero indicante la terza generazione, dopo la 1.0 del 1990 e la successiva 2.0 del 1995) configura il modello finalizzato alla produzione, che si contraddistingue per via della sigla 3.0. Tale ‘auto volante’ ha le seguenti caratteristiche: pesa 450 kg e utilizza un telaio in metallo, una carrozzeria in fibra di carbonio e un motore Rotax 912 da 80 Cv – uno dei più diffusi nel settore degli ultraleggeri – che può spingerla su asfalto fino a 160 km/h e farla volare a 200 km/h, naturalmente dopo aver rimesso in posizione le ali che nel traffico restano ripiegate contro i lati della carrozzeria.

Secondo il costruttore l’autonomia in aria è di ben 692 km, sufficiente cioè per andare da Milano a Roma, Appennini permettendolo, in meno di tre ore. Più limitata quelle su strada, a causa delle ‘perdite’ energetiche dovute al movimento delle ruote sull’asfalto: solo 500 km.

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