Lexus GS, foto e video della nuova generazione della berlina di segmento E

di Riccardo Guerra Commenta

Le aziende automobilistiche orientali non hanno nulla da invidiare, in fatto di marketing, a quelle europee: la casa costruttrice nobile del Gruppo Toyota, Lexus, ad esempio, ci sta riempiendo la testa e la bocca (per chi ne parla e ne legge), le mani e la concentrazione (per chi ne scrive) con la nuova generazione della berlina di segmento E GS, quella che sarà presentata tra alcune settimane al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach 2011 (18 agosto, là vedremo la nuova Lexus GS350) e poi al Salone di Francoforte 2011 e a quello di Los Angeles 2011 (in uno di questi due eventi potremo conoscere la versione ibrida di Lexus GS). Il brand giapponese, infatti, grazie ad una manifestazione con la stampa europea, avvenuto in Belgio la scorsa settimana, ha divulgato alcuni dettagli della tre volumi Premium ed ha diffuso – proprio per l’occasione – un video ed alcune immagini dell’automobile (ovviamente ancora coperta da camuffamenti vari).

La nuova Lexus GS, secondo quanto raccontato dalle indiscrezioni, è stata confezionata dai tecnici nipponici in maniera molto differente dall’attuale generazione: la berlina, infatti, smetterà i panni di lussuosa tre volumi per indossare abiti più emozionanti e più simili a quelli delle vetture tedesche dirette concorrenti (quelle della gamma dei Quattro Anelli, cioè, della gamma dell’Elica e della gamma della Stella a Tre Punte). Cosa significa? La casa automobilistica ha studiato la carrozzeria, lo chassis, le sospensioni per trasmettere al pilota un feeling di guida più sportivo: la nuova Lexus GS sarà dunque molto più sentimentale dell’attuale (e questo lo si vedrà anche a livello estetico: la vettura è molto più curata, elaborata, tagliente e nervosa). Questo significa che perderà la sua proverbiale cura e raffinatezza? Niente affatto: la nuova generazione di questa berlina di segmento E Premium sarà ancora molto elegante e molto lussuosa, proprio come tutte le altre Lexus oggi esistenti.

Un mix di elementi che potrebbe garantire successo al modello in Europa. Ma per valutarlo con attenzione occorre attendere sino alla commercializzazione.

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